Sicurezza

L’Italia del malware: a Sud più attenti che a Nord

Pagina 1: L’Italia del malware: a Sud più attenti che a Nord

Kaspersky Lab ha reso noti un po’ di numeri raccolti tramite le loro suite di sicurezza installate in giro per l’Europa e siamo riusciti a metter le mani anche sui dati prettamente italiani. Partendo da casa nostra, come si vede dal grafico qui in basso, sorprende notare quanto sia differente l’impatto tra le infezioni nel nord e nel sud d’Italia. Il periodo della rilevazione non è forse il più felice, essendo i dati limitati al mese di agosto di quest’anno, ma danno un quadro comunque molto preciso della situazione. Stefano Ortolani, Security Researcher di Kaspersky, ci dice che i volumi di traffico sono un po’ più bassi rispetto agli altri mesi dell’anno, ma non crollano come ci si potrebbe aspettare.

La mappa del malware d'Italia secondo i rilevamenti della rete di sicurezza Kaspersky.

Andando ad analizzare la tabella, si vede che al primo posto tra le regioni più "pericolose" troviamo il Trentino Alto Adige, con quasi il 21% di computer che nel mese più caldo hanno incontrato minacce, siano queste online (siti web malevoli, phishing su cui l’utente ha cliccato, exploit di altro tipo) sia "offline" (tipicamente, chiavette usb infette). Al secondo posto, troviamo staccato di pochissimo il Friuli Venezia Giulia, con poco più del 20% di PC che sono andati incontro a un tentativo di infezione da malware o a furto di dati. Segue il Lazio, con un notevole 18,78% e solo quarta la Lombardia (con 18,67%).

Al sud le cose sono molto diverse: la regione più esposta al rischio malware è la Sicilia, ma con numeri ben lontani da quelli delle regioni al top della classifica. L’isola si assesta, infatti, al 12,12% seguita da Puglia (10.46%), Campania (9,31%), Calabria (9.17%) e Basilicata (6.36%).

I numeri ci danno un'idea di quanta differenza ci sia tra regione e regione 

Essendo i dati in percentuale sull’installato, i dati risultano normalizzati rispetto al numero di persone e di utenti, ma c’è da tener presente un dettaglio: il malware vive di "condivisioni". Maggiore è il numero di contatti che si hanno tramite computer, maggiore sarà la possibilità di vedersi recapitare o incontrare delle minacce.  In altre parole, il semplice fatto che ci siano meno computer in una zona d’Italia non giustifica una minore incidenza delle infezioni, ma il fatto che in alcune zone "si usi" di meno il computer rispetto ad altre, anche solo per meno ore al giorno o per fare meno cose,  limita il potenziale di infezione.