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Lo scorporo di Telecom non piace alla Borsa: titolo a picco

La Borsa di Milano non ha gradito l'annuncio della scorporo di Telecom Italia: il titolo è stato momentaneamente sospeso e ha registrato una perdita del 5%. "Abbiamo voluto dare una scossa al sistema di telecomunicazioni italiano per liberare le grandi energie che ha questo settore", ha dichiarato ieri sera a caldo il presidente Franco Bernabe ai microfoni del TG5. "Con questa innovazione saremo in grado di offrire tante possibilità ai cittadini e ai nostri concorrenti, tante possibilità al Paese di crescere".

La luce verde di ieri del CdA al progetto di separazione della rete dai servizi Telecom era attesa da tempo, ma gli ambienti finanziari l'hanno accolta comunque malamente. Il timore è che l'operazione possa portare benefici a breve termine, ma problemi nel medio periodo.

Telecom Italia

La gestione diretta della rete negli anni ha prodotto benefici e frenato il livello di competizione, considerato che di fatto in l'azienda detiene ancora (secondo AGCOM) più del 50% del mercato broadband (accessi), contro ad esempio il 31% di British Telecom, il 41% di France Telecom e il 44% di Deutsche Telekom. Dopodiché se si parla di accessi diretti alla rete fissa la quota per l'incumbent italiano sale 64%.

"I tempi li detta chi ha in mano gli asset, ma in casi come questi auspico che i tempi siano rapidi", ha commentato il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini. "La definizione del perimetro credo sia uno dei punti importanti, ma spetta a Telecom definire questo perimetro".

Il titolo Telecom oggi

Uno dei passaggi fondamentali infatti riguarda il valore dell'asset rete e di conseguenza la partecipazione finanziaria della Cassa Depositi. Questi numeri condizioneranno ovviamente la governance e il peso che potrà avere ancora Telecom in cabina di regia.

L'altro passaggio chiave è legato al parere del Garante delle Comunicazioni. "Le tempistiche saranno definite da valutazioni che saranno fatte con gli organismi competenti, che siano essi le Authority, gli organismi di Governo e Cassa Depositi e Prestiti", ha aggiunto l'AD di Telecom Marco Patuano.

Già perché non è ancora chiaro se l'eventuale creazione di una nuova società possa definitivamente eliminare ogni paletto che fino ad oggi ha condizionato la politica commerciale dell'ex-monopolista.