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Magneti Marelli venduta per 6 miliardi, non è più italiana

Lo storico gruppo industriale, con oltre cento anni di storia, entra a far parte di una holding che ne porta il nome e che fornirà componenti per automobili.

Fiat Chrysler Auto (FCA) ha venduto Magneti Marelli a Calsonic Kansel, società giapponese del settore automobilistico. L’accordo è stato siglato per 6,2 miliardi di euro, con l’esplicito obiettivo di “creare un leader indipendente della componentistica automotive”. Il titolo FCA ha fatto segnare un netto rialzo nelle ore successive alla diffusione della notizia. L’operazione si concluderà entro la metà del 2019, se le autorità competenti non sollevano ostacoli.

Se ne va quindi all’estero un pezzo di storia della tecnologia e dell’industria italiana, almeno per quanto riguarda la proprietà. Il comunicato specifica però che Magneti Marelli Ck Holdings manterrà la sede a Corbetta, in provincia di Milano, e ci sarebbe la volontà di mantenere attività e livelli occupazionali. Le sedi italiane entrano in un gruppo di quasi 200 strutture sparse per il mondo. Si prevede un fatturato di 15,2 miliardi di euro l’anno. L’operazione è accompagnata da un contratto di fornitura proprio con FCA. Ermanno Ferrari, attuale AD di Magneti Marelli, entrerà nel consiglio di amministrazione di Magneti Marelli Ck Holdings.

L’azienda che si viene a formare, dunque, punta a diventare un fornitore trasversale per tutti i produttori di automobili: dai sistemi di illuminazione agli impianti elettrici, dalla trazione ai sensori, l’elenco di componenti prodotti da questa azienda è piuttosto lungo.

Magneti Marelli

Cauta la valutazione dei sindacati, che attraverso Marco Bentivogil (FIM Cisl) dicono di vedere nella vendita una “grande occasione di crescita”, ma anche che si manterranno vigili sull’evolversi della situazione con un occhio di riguardo alla tutela dei lavoratori – circa 10.000 nel nostro Paese. Vedono in modo positivo il mantenimento del quartier generale europeo a Corbetta, almeno per i prossimi cinque anni. FIOM Cigl aveva invece espresso preoccupazione lo scorso 13 ottobre.

Secondo l’analista di Bloomberg Joel Levington l’operazione potrebbe permettere a FCA di pagare dividendi ai propri azionisti, cosa che non succede dal 2014, cioè da quando l’azienda italiana si fuse con quella statunitense.

Il sodalizio tra FCA e Magneti Marelli è durato quasi cinquant’anni: risale infatti al 1967 l’acquisizione da parte di FIAT, e da quel momento l’azienda fondata a Sesto S. Giovanni si è concentrata quasi esclusivamente sui componenti per automobili, senza perdere mai di vista la ricerca e l’innovazione; è di quest’azienda, per esempio, il primo proiettore a LED della Storia, montato su un’Audi R8 nel 2007. Uno sforzo che si è protratto fino a pochissimo tempo fa, quando Magneti Marelli ha inglobato SmartMeUp, società francese dedita allo sviluppo di software per la guida autonoma assistita.