Spazio e Scienze

NASA Juno è in orbita attorno a Giove!

 

Welcome to Jupiter!

La sonda Juno della NASA è entrata con successo nell'orbita di Giove dopo un'accensione programmata dei motori durata 35 minuti. La conferma che l'operazione è stata completata è arrivata a Terra alle 05:53 di questa mattina ora italiana, le 23:53 EDT del 4 luglio al centro di controllo missione della NASA, quando tutti gli addetti sono balzati in piedi ad applaudire in una standing ovation che ha scaricato i nervi.

"L'Independence Day è sempre qualcosa da festeggiare, ma oggi possiamo aggiungere al compleanno dell'America un altro motivo per festeggiare – Juno è su Giove!" ha commentato nella conferenza stampa ufficiale l'amministratore della NASA Charlie Bolden.

L'attesa conferma che l'inserimento in orbita è avvenuto con successo è stata ricevuta grazie ai dati di tracciamento di Juno monitorati presso l'impianto di navigazione al Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena (California), e al centro operativo di Lockheed Martin a Littleton (Colorado). I dati di telemetria e monitoraggio sono stati ricevuti dalle antenne del Deep Space Network della NASA a Goldstone (California), e Canberra (Australia).

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Scott Bolton, ricercatore principale di Juno, ha esultato spiegando che "questa è l'unica volta che non mi dispiace essere stato bloccato in una stanza senza finestre nella notte del 4 luglio. Il team della missione è stato grandioso. La sonda è stata grandiosa. È un grande giorno".

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La commozione è evidente nel video che mostra quanto accaduto al centro di controllo. Come avevamo spiegato, se i motori non si fossero accesi nel momento giusto, o se qualche altro dettaglio fosse andato storto, la missione di Juno sarebbe stata compromessa.

Quella eseguita con il pilota automatico era una manovra cosiddetta di make-or-break: se qualcosa fosse andato storto Juno sarebbe stata catapultata oltre Giove senza possibilità di ritorno e gli obiettivi scientifici della missione – compresa la mappatura dei campi gravitazionali e magnetici del pianeta, il rilevamento degli elementi che caratterizzano la sua composizione e la sua struttura interna – sarebbero andati in fumo.

Invece gli eventi sono stati pianificati alla perfezione e non solo Juno si è inserita nell'orbita di Giove come sperato, ma il motore principale ha frenato per tutti i 35 minuti previsti: non poteva andare meglio.

Parliamo di frenata perché per poter essere catturata dalla potente gravità del gigante gassoso Juno doveva rallentare. La stessa gravità che poche ore prima dell'inserimento in orbita aveva accelerato Juno a una velocità stimata di 265.000 km/h rispetto alla Terra: un altro record per la sonda spaziale della NASA, che ha raggiunto così una velocità superiore a quella di qualsiasi altro oggetto costruito dall'uomo, come hanno sottolineato i membri del team della missione.

Ottimi anche tutti gli altri passaggi che erano previsti questa mattina (ora italiana), fra cui l'aumento della velocità di rotazione della sonda da 2 a 5 giri al minuto per migliorare la stabilizzazione.

L'accensione del motore principale Leros-1b è iniziata puntuale alle 5:18 di questa mattina ora italiana, e la sua azione ha portato la velocità della sonda a diminuire fino a 542 metri al secondo: esattamente quello che ci voleva per fare in modo che Juno s'inserisse nell'orbita attorno a Giove. Subito dopo la sonda si è girata, in modo che i raggi solari potessero raggiungere le 18.698 celle solari che le permettono di raccogliere energia e alimentarsi.

juno current position 7 03 2016

"La sonda ha funzionato perfettamente, il che è sempre bello quando si guida un veicolo con 2,735 miliardi di chilometri sul contachilometri" ha detto Rick Nybakken, responsabile di Juno al JPL. "L'inserimento nell'orbita di Giove era un grande passo e il più impegnativo del piano di missione, ma ce ne sono altri che si dovranno verificare prima di poter consegnare al team scientifico quello che sta cercando."

Nel corso dei prossimi mesi il team di missione e quello scientifico di Juno dovranno eseguire il collaudo finale dei sottosistemi del veicolo spaziale, la taratura finale degli strumenti scientifici e iniziare a raccogliere dati.

"La fase di raccolta ufficiale dei dati scientifici inizierà nel mese di ottobre" ha spiegato Bolton. Il 19 ottobre Juno effettuerà un'altra accensione del motore principale per muovere il veicolo spaziale in orbite di 14 giorni attorno ai poli di Giove. Un'orbita estremamente ellittica, che porterà Juno a una distanza minima di 4200 km sopra alle dense nubi di Giove in fase di avvicinamento e al di là della luna gioviana Callisto nel suo punto più distante (Callisto orbita a circa 1,8 milioni di km da Giove).

Quest'orbita è stata progettata in parte per ridurre al minimo l'esposizione di Juno alle radiazioni, e al contempo volare al di là di fasce di radiazione di Giove per gran parte dell'orbita di 14 giorni.

Ricordiamo che l'obiettivo principale di Juno è quello di consegnare agli scienziati i dati che possano fargli capire l'origine e l'evoluzione di Giove. Con la sua suite di nove strumenti scientifici Juno indagherà sull'esistenza di un nucleo planetario solido, mapperà l'intenso campo magnetico di Giove, misurerà la quantità di acqua e ammoniaca nell'atmosfera e studierà le aurore del pianeta. La missione potrebbe anche farci fare un enorme passo avanti nella nostra comprensione di come si sono formati i pianeti giganti e il ruolo che questi titani hanno giocato nella formazione di tutto il Sistema Solare.

Agendo da campione di pianeta gigante, Giove potrebbe infine farci avere le conoscenze fondamentali per la comprensione dei sistemi planetari che sono stati scoperti attorno ad altre stelle.

Vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi della missione Juno, restate collegati!