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Open Fiber ha già cablato 6,2 milioni unità immobiliari, di cui oltre 1.600.000 nelle aree Infratel

Open Fiber ha svelato i numeri ufficiali della copertura in fibra FTTH: 6,2 milioni unità immobiliari, di cui oltre 1.140.000 nelle aree Infratel.

Open Fiber ha ufficializzato a Tom’s Hardware di aver già raggiunto con le reti in fibra (FTTH) circa 6,2 milioni unità immobiliari, di cui oltre 1,6 milioni nelle aree Infratel – oggetto dei bandi del progetto BUL. Il dato complessivo appare come una sostanziale risposta alle perplessità sollevate dall’intervento del sottosegretario del MISE Andrea Cioffi, giovedì scorso, in sede d’interrogazione presso la commissione telecomunicazioni della Camera.

Cioffi ha rivelato che nelle aree “a fallimento di mercato”, appunto i cluster C e D Infratel, i lavori sono stati conclusi in 170 comuni (5% del primo bando) e fra questi 22 dispongono di un punto di consegna neutro collaudabile. Ad oggi le procedure sono ancora in corso, poiché in alcuni casi si è manifestata una carenza di documentazione, “prescrizioni sanabili” oppure qualche altro problema. La sintesi è che vi è il timore che il completamento del progetto e la vendibilità possano registrare ritardi, rimandando le consegne al 2021, invece che dicembre 2020.

Open Fiber ha risposto oggi che nelle aree C e D dalla fine del 2018 è stata avviata una sperimentazione commerciale in 4 Comuni (con esiti molto positivi) e che in questi giorni è in corso di estensione ad ulteriori 70 Comuni.

“Con particolare riguardo allo sviluppo del progetto nelle aree dei bandi Infratel, sono oltre 1350 i Comuni in cui sono in corso i lavori“, ha sottolineato l’operatore wholesale. “Si ricorda che Open Fiber ha presentato ad Infratel i progetti definitivi per tutti i Comuni oggetto di intervento e 1651 Progetti esecutivi (quelli che servono per avere l’ordine di avvio lavori). Di questi 1.559 sono stati analizzati e approvati dalla stessa Infratel”.

In verità i comuni completati sono complessivamente 250 ma i passaggi amministrativi che prevedono il certificato di ultimazione lavori (CUIR) per ora hanno consentito la collaudabilità di 170. “A conferma di quanto sopra si ribadisce che la sperimentazione commerciale si svilupperà entro le prossime settimane su circa 70 Comuni delle aree C e D“, ha aggiunto Open Fiber. “I PCN (ovvero le centrali) installati, sono ad oggi 90 di cui 42 già con il CUIR e quindi a breve collaudabili”.

Il tema del ritardo, secondo l’operatore, si deve al fatto che i lavori sono potuti partire solo a metà 2018 a causa di “una valanga di ricorsi e la definizione delle regole di gara, che sono diventate cogenti solo a fine dicembre 2017, con gare lanciate nei primi giorni di gennaio 2018”. In effetti si parla di ben 12 ricorsi “prevalentemente presentati da TIM, finora tutti respinti ma ancora pendenti a diversi livelli di giudizio”. L’ultimo proprio l’altro giorno in sede di Corte di Giustizia UE.

Insomma, ogni parametro sembrerebbe essere stato rispettato, compresi quelli legati alla rendicontazione dei fondi UE.

“Nonostante l’enorme complessità del progetto, le attività procedono spedite”, ha concluso Open Fiber. “A fronte del grave ritardo nel rilascio delle autorizzazioni, si sta assumendo la responsabilità – d’intesa con Infratel – di avviare i lavori in ciascun Comune anche laddove sia in possesso del 70% dei permessi e non del 100% degli stessi. Ciò consente di accelerare l’avvio delle operazioni ma può impattare sui tempi di collaudo. Al netto delle cause di forza maggiore (ricorsi amministrativi, rilascio permessi, durata conferenze dei servizi) Open Fiber conferma l’attuazione del piano nei tempi previsti”.