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PagoPA, l’app per pagare le tasse arriverà in estate

Entro la prossima estate il sistema PagoPA per i pagamenti dei cittadini alle pubbliche amministrazioni dovrebbe essere disponibile anche su app per smartphone.

Sarà rilasciata entro l'estate – e dunque con un ritardo di un anno e mezzo sulla tabella di marcia – l'applicazione per smartphone PagoPA. L'app permetterà di pagare tutte le tasse, gli oboli e i balzelli che le pubbliche amministrazioni di ogni tipo chiedono ai cittadini di onorare. Non sarà certo l'app più amata dagli italiani, anzi, ma di certo renderà meno complicata e più rapida ogni transazione.

La piattaforma digitale PagoPA è già in funzione da tempo. Le PA aderenti sono 15.491 mentre quelle attive sono 11.117. Fino ad oggi gli italiani hanno fatto 1.573.662 transazioni, mentre sono in continuo aumento le banche aderenti (qui l'elenco).

Il refrain della campagna, rilanciata dal commissario straordinario del governo per l'innovazione, Diego Piacentini, è "permettere a tutti i cittadini italiani di eseguire pagamenti verso la Pubblica Amministrazione in modo facile, certo e sicuro". Piacentini ne ha parlato a Milano in occasione dell'avvio del servizio online del Comune "Fascicolo del cittadino", un raccoglitore digitale all'interno del quale sono presenti le pratiche e i documenti dei cittadini milanesi.

Cos'è PagoPA?

Un sistema di regole, standard e strumenti definiti dall'Agenzia per l'Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione, dalle Banche, Poste ed altri istituti di pagamento (Prestatori di servizi di pagamento – PSP) aderenti all'iniziativa.

Il sistema garantisce a privati e aziende: sicurezza e affidabilità nei pagamenti; semplicità e flessibilità nella scelta delle modalità di pagamento; trasparenza nei costi di commissione. Alle pubbliche amministrazioni PagoPA offre: certezza e automazione nella riscossione degli incassi; riduzione dei costi e standardizzazione dei processi interni; semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

L'applicazione per smartphone permetterà di interagire tramite SPID, il sistema pubblico per l'identità digitale già in possesso di 1.312.375 italiani.

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