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Pannelli fotovoltaici plug and play, cosa sono e come funzionano

L’energia solare e gli impianti fotovoltaici diventano semplici e alla portata di tutti con i pannelli fotovoltaici plug and play. Scopriamo quanto costano e quanto si risparmia in bolletta.

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Avatar di Massimo Costante

a cura di Massimo Costante

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 25/09/2023 alle 10:00 - Aggiornato il 28/08/2024 alle 12:46
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La rincorsa alla green economy e l’impennata dei costi di energia e gas, stanno sensibilizzando sempre di più gli utenti riguardo le soluzioni offerte dalle energie rinnovabili. Infatti, il mercato si sta evolvendo offrendo delle soluzioni alternative finalizzate al risparmio e sempre più accessibili, sia in termini economici che dal punto di vista burocratico. I pannelli fotovoltaici plug and play rientrano in questa categoria, ovvero un prodotto studiato per essere economico, pratico e che non necessita di particolari autorizzazioni. Ma cosa sono e come funzionano i pannelli fotovoltaici plug and play? Scopriamo insieme quella che sembra essere davvero una soluzione a portata di click.

 

Cos’è il fotovoltaico plug and play

Nel caso in cui vi siate sempre chiesti cosa fosse un impianto fotovoltaico, permetteteci un momento “Super Quark”.

Sappiate che si tratta fondamentalmente di un impianto elettrico costituito dall'assemblaggio di più pannelli fotovoltaici che sfruttano l'energia solare per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico. Tale effetto, derivato dalla teoria fotoelettrica che valse il Premio Nobel per la Fisica ad Albert Einstein, si verifica quando una radiazione elettromagnetica – in questo caso quella solare - investe un materiale (un semiconduttore, come ad esempio il silicio che compone le “celle” di un pannello solare) e cede energia agli elettroni più esterni degli atomi del materiale.

pannello-fotovoltaico-plug-and-play-252793.jpg

Questa trasmissione è alla base della produzione dell’energia elettrica ottenuta dalla radiazione dei raggi solari, che insieme a quella eolica - ottenuta dal vento - rappresenta una delle fonti di energia rinnovabile al momento più sostenibile e sempre più alla portata di tutti grazie ai molteplici incentivi e snellimento delle pratiche dovute per l’installazione dei pannelli.

E qui arriviamo al focus del nostro speciale. Perché se state cercando una soluzione con i pannelli fotovoltaici esente da autorizzazioni e spese più contenute, dovreste valutare i pannelli fotovoltaici plug and play. 

A tal proposito, vi suggeriamo di dare un'occhiata alla nostra guida che seleziona i migliori Pannelli fotovoltaici Plug and Play.

Il fotovoltaico plug and play è un piccolo impianto solare che può essere installato su balconi, finestre o in giardino, però con la differenza che rispetto agli impianti fotovoltaici “tradizionali”, si collegano direttamente alla spina della corrente, senza specifiche autorizzazioni.

Appunto, un pannello fotovoltaico plug and play.

 

Cosa prevede la normativa

 

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e il Testo Integrato Connessioni Attive che regolamenta l’utilizzo di queste apparecchiature per la produzione autonoma di energia elettrica da fonti rinnovabili (Delibera del 4 agosto 2020, Condizioni Procedurali ed Economiche Semplificate per la connessione degli impianti di produzione di energia elettrica di potenza inferiore a 800 W, art.1 comma 1.1, lettere jjj e kkk), fissano i criteri che classificano gli impianti fotovoltaici plug and play e i piccoli impianti fotovoltaici.

 

  • Fotovoltaico Plug & Play: Impianto di produzione di potenza attiva nominale inferiore o uguale a 350 W che risulta completo e pronto alla connessione diretta tramite spina a una presa dedicata e visivamente identificabile rispetto alle altre prese all’interno dell’impianto elettrico dell’unità di consumo.
  • Piccolo impianto Fotovoltaico: Impianto di produzione di potenza attiva nominale inferiore a 800 W. Rientrano in tale definizione anche gli impianti di produzione “Plug & Play”.

 

pannello-fotovoltaico-plug-and-play-252843.jpg
Credit Photo by jackery_official from Unsplash

Stiamo parlando di impianti fotovoltaici notevolmente più ridotti rispetto al passato, e per tale ragione esenti da specifiche autorizzazioni da parte dell’utilizzatore, salvo alcuni semplici adempimenti che vi elenchiamo:

 

  • Comunicazione unica al distributore: Segnalazione al proprio gestore (potete scaricare questo modello da compilare) la presenza di un impianto che genera energia elettrica, per consentire al distributore le opportune verifiche sul contatore elettrico. Dopo tale adempimento, il distributore ha dieci giorni di tempo per iniziare eventuali interventi sul contatore o per comunicare l’iscrizione al sistema nazionale degli impianti di produzione di energia.
  • Autorizzazione del Comune: L’installazione deve comunque rispettare le norme urbanistiche del luogo e del decoro architettonico dello stabile e potrebbe essere necessaria l’autorizzazione del comune di appartenenza.
  • Autorizzazione in condominio: Se l’unità abitativa fa parte di un complesso condominiale è opportuno comunicare preventivamente all’amministratore l’iniziativa di installare un pannello fotovoltaico plug and play, indicando tipologia e collocazione destinata dell’impianto.

 

Inoltre, nonostante la contenuta produzione dell’impianto, secondo la normativa emanata dall’ARERA, tutta l’energia sovraprodotta e non utilizzata dall’impianto elettrico, sarà reimmessa direttamente nella rete energetica, con la rinuncia a qualunque tipo di remunerazione da parte dell’utente.

 

Fotovoltaico Plug & Play, come funziona?

 

Un impianto fotovoltaico plug and play correttamente orientato verso sud e installato, con potenza nominale di circa 300 W (+/- 10%), è in grado di produrre circa 400 kWh di energia elettrica l’anno. Si tratta di un valore ottimale ottenuto con massima esposizione a Sud, un’inclinazione ottimale del pannello, assenza di ombreggiamenti, e in ultimo, una buona qualità derivata dal pannello e dall’inverter scelti, che compongono nello specifico la soluzione plug and play.

Infatti, per installare un pannello solare plug and play occorre:

 

  • Modulo fotovoltaico, un pannello di tipo monocristallino o policristallino, con una potenza attiva nominale inferiore o uguale a 350 W;
  • Micro inverter, necessario a trasformare la corrente prodotta dal pannello in corrente utilizzabile nell’impianto elettrico domestico;
  • Telaio di supporto ed eventuali staffe di fissaggio opportune per l’installazione su balconi, terrazzi, giardini, pareti esterne dell’abitazione.

 

pannello-fotovoltaico-plug-and-play-252791.jpg

 

Costi, risparmio e incentivi

 

Se siete interessati a questo tipo di soluzione, sarà per voi opportuno considerare i costi di questo piccolo impianto, il risparmio calcolato su base annua e l’accesso agli incentivi statali.

Per quanto riguarda la spesa iniziale, i costi di un pannello fotovoltaico plug and play variano a seconda della tipologia di pannello e la rispettiva potenza installata, includendo anche un inverter, i sistemi di ancoraggio, oltre al costo di un tecnico installatore esperto nel caso non vogliate farlo in prima persona. Possiamo quindi stimare, per un pannello con potenza nominale di 350 W un costo complessivo compreso tra i 600-800 euro. La spesa è raddoppiata a 1600 euro se vorrete installare due pannelli per massimizzare la vostra produttività arrivando ad ottenere 450 kWh annuali, pur rimanendo sotto la soglia dei 800 W fissata dall’ARERA.

Per farvi un’idea, a questo link potrete trovare già una soluzione omnicomprensiva di Eco-Worthy con un kit da 480 W, compreso di quattro pannelli, un inverter e accessori di montaggio.

Nell’ottica del risparmio, monitorando le attuali quotazioni dell’energia elettrica, stimando una produzione ottimale, 450 kWh si traducono in un ritorno dell’investimento nel breve termine pari a circa tre anni, con un risparmio complessivo in bolletta pari a circa il 20% l’anno.

Attenzione però, che questo risparmio dovrà fare anche i conti con la degradazione del pannello, che incide sulla sua produttività e con la percentuale di autoconsumo. Infatti, la produttività di ogni pannello è in media garantita per 25 anni, tuttavia, il pannello registra un calo della produttività lineare media del -5% dal decimo anno in poi, per arrivare a -20% oltre il ventesimo anno. Ma nel corso della sua attività, considerata la “vita minima tecnica garantita” ovvero quella dei 25 anni, voi sarete già rientrati dall’investimento iniziale, oltre ad avere risparmiato per molti anni sul costo della bolletta.

pannello-fotovoltaico-plug-and-play-252842.jpg
Credit Photo by Mischa Frank from Unsplash

Relativamente all’autoconsumo, sarà necessario considerare la percentuale di autoconsumo, ovvero il rapporto fra l’energia utilizzata e quella immessa in rete. Infatti, con un pannello fotovoltaico plug and play l’energia prodotta dev’essere istantaneamente impiegata dagli utilizzatori, altrimenti tutto ciò che viene prodotto ma non consumato verrà immesso nella rete elettrica senza alcun beneficio da parte dell’utente e quindi perso.

Quindi, se riuscirete a bilanciare un assorbimento calcolato in base ai vostri utilizzatori (per esempio degli elettrodomestici funzionanti a ciclo continuo come frigoriferi, o a ciclo programmato come luci e sistemi climatizzazione), il risparmio è assicurato e ottimizzato al massimo.

Inoltre, per agevolare le soluzioni ecosostenibili, lo Stato prevede degli incentivi statali, che attualmente offrono un rimborso pari al 50% della spesa sostenuta, da recuperare in dieci quote annuali nelle detrazioni in dichiarazione dei redditi. Gli incentivi, dunque, non faranno altro che dimezzare i tempi del ritorno dell’investimento.

Siete pronti a passare - almeno in parte -  all'energia rinnovabile? Fateci sapere le vostre esperienze con questo tipo di pannelli e le vostre soluzioni!

 

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