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Poker, umanità perduta se l’Intelligenza Artificiale bluffa

Quattro campioni di poker sono stati sconfitti da Libratus, ma l'avversario non era una persona in carne e ossa.

Il poker è quel gioco che noi comuni mortali associamo a vincite milionarie e a giocatori geniali e imperturbabili, capaci di soffocare le proprie emozioni come vere e proprie macchine programmate per vincere. Ora questo mondo sta per essere capovolto da Libratus. Pensate che sia il nome di una nuova stella del poker? Non siete andati lontani, ma vi siete persi un dettaglio fondamentale: stiamo parlando di un'intelligenza artificiale.

Libratus si è recentemente messa in mostra alla Brains vs Artificial Intelligence, un torneo che ha permesso all'intelligenza artificiale di scontrarsi con Dong Kim, Jason les, Jimmi Chou e Daniel McCauley, alcuni dei migliori giocatori di poker Texas Hold'em di tutto il mondo. Come potete immaginare, la disfatta per l'umanità è stata catastrofica: l'IA è riuscita a sottrarre più di 1,5 milioni di dollari ai suoi avversari in carne e ossa.

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Libratus: immagine di repertorio

Non è la prima volta che assistiamo a sconfitte del genere. In passato vi abbiamo parlato del successo delle intelligenze artificiali in giochi come Go, Jeopardy e gli immancabili scacchi. Nel caso del poker, tuttavia, ci sono variabili più complesse da considerare. La prima è che i giocatori non vedono la mano dell'avversario. Inoltre, l'IA deve saper bluffare e interpretare informazioni fuorvianti per vincere, ma a quanto pare Libratus non si è fatta intimidire dalle difficoltà.

Tuomas Sandholm, professore di scienze informatiche presso la Carnegie Mellon University e uno dei padri di Libratus, racconta che non era assolutamente sicuro della vittoria dell'IA. "I siti internazionali di scommesse quotavano la nostra vittoria 4 a 1 e gli umani erano i favoriti".

In realtà Libratus si può considerare come l'evoluzione di una precedente IA, nome in codice Claudico, in grado di giocare a poker. Claudico aveva provato a battere quattro giocatori professionisti nel 2015, ma senza successo. Ora la sua nuova incarnazione si è presa una bella rivincita.

Merito di una maggiore potenza di calcolo e di algoritmi migliorati, soprattutto nel modo in cui l'IA riesce a gestire informazioni nascoste o fuorvianti. "Non abbiamo detto a Libratus come giocare a poker. Gli abbiamo spiegato le regole per imparare da sola". Detto, fatto. Il bot ha cominciato a giocare a caso, ma dopo migliaia di miliardi di partite ha imparato a rifinire le sue giocate e a sfruttare strategie vincenti.

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Il volto di chi ne ha viste tante, gli occhi di chi sta per perdere tutto

Nei giorni del torneo, dopo le partite, Brown ha collegato Libratus a un supercomputer per elaborare nuovi algoritmi e migliorare la strategia di gioco durante la notte. Dall'altro lato, i giocatori umani si sono impegnati a studiare le mani dell'Intelligenza Artificiale alla fine delle partite. Senza successo.

"Libratus si è dimostrata molto più brava di quanto ci aspettassimo. È piuttosto demoralizzante", spiega Jason Les, uno dei giocatori che ha sfidato Libratus e che ha sconfitto Claudico due anni fa. La partita, tuttavia, non è ancora finita. Se volete assistere a un eventuale miracolo dell'umanità potete sintonizzarvi sulla pagina Facebook della Carnegie Mellon alle 16.00 di questo pomeriggio o sul canale Twitch di Libratus.

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Un consiglio direttamente da WarGames

Se invece vi state chiedendo degli eventuali pericoli rappresentati da un'intelligenza artificiale così avanzata, sappiate che non siete i soli. Gli algoritmi di Libratus non sono specifici per il poker e questo significa che l'IA potrebbe essere usata in vari campi al di fuori dei giochi ricreativi, dalla negoziazione di affari economici a strategie militari e di sicurezza informatica, arrivando persino alla programmazione di trattamenti medici. In parole povere, in qualsiasi settore che implica la pianificazione di strategie con informazioni incomplete o imperfette.

"Il poker è l'ultimo dei nostri problemi in questo caso. Abbiamo una macchina che può prenderci a calci nel mondo degli affari e in campo militare. Sono preoccupato per il modo in cui l'intera umanità affronterà questa cosa", ha dichiarato Roman V Yampolskiy, professore di scienze informatica dell'Università di Louisville e già autore di uno studio sui pericoli rappresentati da intelligenze artificiali "malvagie". L'umanità rischierà l'estinzione per colpa del poker? Beh, non a caso si chiama gioco "d'azzardo".