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Spazio e Scienze

Proibite i robot killer o l’umanità sarà spazzata via: nuovo appello mondiale degli scienziati

Gli avanzamenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale continuano a preoccupare molti scienziati, che ieri, riuniti in una grande assemblea, hanno lanciato un nuovo appello alle autorità mondiali affinché proibiscano lo sviluppo di IA in grado di selezionare e gestire obiettivi senza alcun intervento umano.

Chi ha paura di Skynet? A giudicare dagli appelli da parte degli scienziati alle autorità mondiali, moltissimi. Riuniti nel più grande simposio mondiale infatti ieri, tantissimi scienziati e ricercatori, ma anche associazioni di attivisti e persino il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres hanno nuovamente chiesto ai leader dei governi mondiali una moratoria per impedire la realizzazione di quelli che definiscono robot killer, macchine che possono selezionare e gestire autonomamente obiettivi militari senza alcun intervento da parte degli esseri umani.

Non bisogna però pensare che gli scienziati siano affetti da fobie neo-luddiste o millenariste, perché il rischio, seppure ancora remoto, è comunque concreto. Sappiamo bene infatti che le intelligenze artificiali si stanno evolvendo a un ritmo assai sostenuto e probabilmente tra qualche decennio saranno abbastanza avanzate da poter effettivamente decidere da sole cosa attaccare e in che modo. Quello che gli scienziati definiscono la “terza rivoluzione” in ambito militare dopo l’avvento della polvere da sparo e della bomba atomica.

Immagine: depositphotos

Si potrebbe obiettare che basterebbe sviluppare un codice etico per regolamentare le IA e garantire in ogni caso la preservazione della razza umana, ma l’obiettivo è difficile da perseguire, anzitutto perché è proprio difficile regolamentare eticamente a priori comportamenti complessi come quelli che mimano quelli umani, come dimostrato dalla commissione per le auto a guida autonoma composta qualche anno fa in Germania, che sostanzialmente non ha conseguito alcun risultato concreto.

Non solo, ma armonizzare i diversi approcci delle varie nazioni appare quasi impossibile. Mentre in Europa ad esempio ci si preoccupa della protezione della privacy, in Cina il Governo è attivamente impegnato a sviluppare IA da impiegare nel controllo di massa. È ovvio quindi che nazioni diverse abbiano scopi differenti e molto probabilmente, in ambito militare, poche nazioni sarebbero disposte a regolamentare le proprie IA dinanzi ad altre che non hanno alcuna intenzione di farlo, per questo gli scienziati chiedono piuttosto una moratoria internazionale. Il loro appello sarà ascoltato?