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Qualità della videocamera e conclusioni

Pagina 4: Qualità della videocamera e conclusioni

Una videocamera che non è una GoPro

La videocamera è un elemento molto importante in un drone in quanto, alla fine, piace a tutti vedere cosa abbiamo registrato e le riprese dall’alto sono sempre spettacolari.

Quella montata sul Bebop 2 può riprendere filmati in HD e immagini fisse da 14 megapixel. Essendo il drone pensato per l’utilizzo diurno, non ci sono grandi problemi di resa in condizioni di scarsa luminosità: semplicemente col buio non si vola. I puristi, però,  potrebbero trovare qualche perplessità proprio nella resa diurna delle riprese HD.

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La ripresa a piena risoluzione in esterno è sempre molto pittoresca. La distorsione tipica degli obiettivi grandangolari è evidente e ai bordi si perde un po' di nitidezza.
La definizione dei filmati è buona e la stabilizzazione funziona molto bene (pur essendo solo elettronica, a detta di Parrot). Con movimenti lenti e misurati, la qualità delle riprese è eccellente, con il solo difetto (comune a molte camere di questo tipo) di avere una dinamica molto limitata dalle dimensioni dei pixel del sensore e mostrare quindi la corda su riprese molto contrastate.

Si vedono spesso zone “bruciate” o troppo buie, ma i risultati non sono mai terribili e i difetti saltano all’occhio solo di chi sa cosa andare a cercare.

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Nelle riprese in interno appare più evidente il limite imposto dalla bassa dinamica del sensore: zone molto buie si alternano a zone sovraesposte.

 Quello che proprio non va è il lavoro compiuto dalla compressione durante i movimenti rapidi. Durante i panning orizzontali, può capitare di svoltare con “un po’ di brio” e in questi momenti i dettagli spariscono quasi completamente dal video, per riapparire quando l’inquadratura diventa più statica.

I filmati ripresi da una go-pro sono tutt’altra cosa, ma val la pena pensare al fatto che le go-pro di fascia alta costano più o meno quanto il drone stesso.

Dopo un po’ di pratica, comunque, si impara a scendere a patti con i limiti della compressione, gestendo la videocamera in maniera più accorta.

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Una foto in risoluzione full hd scattata dal drone in azione. La resa è accettabile se non si va a caccia di qualità professionale.

Dal punto di vista fotografico, la resa è comunque divertente e spettacolare. Il grandangolare frontale non mancherà di impressionare amici e parenti, lasciando un certo spazio alla nostra creatività nello scattare foto di buon livello, seppur afflitte anche loro dai già citati limiti della dinamica.

 

In definitiva

Il Bebop 2 è un drone molto divertente da usare, ma che resta nella categoria dei giocattoli. Parrot è sempre stata additata come una società che propone prodotti troppo costosi per quello che offrono, ma non me la sento di condividere questa critica.

In passato, le automazioni tipiche dei droni Parrot si trovavano solo su prodotti di prezzo ben superiore e la qualità dei materiali è diversa da quella dei tanti droni cinesi a basso costo che affollano eBay.

Il vero problema di questo Bebop 2 è che adesso il Phantom 3 di DJI si trova allo stesso prezzo se non a costi leggermente inferiori e quello è un concorrente temibile.

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È bello far volare un drone in casa sapendo che non cercherà di schiantarsi ovunque trascinando al rottamaio quanto più arredo possibile.

Il Bebop 2 è sicuramente più semplice da gestire, con qualche opzione “social” in più e più robusto, ma il Phantom 3 è molto più versatile e al limite dell’utilizzo professionale.

Sono classi di drone diversi che però condividono la stessa fascia di mercato. Il Bebop è più immediato e divertente, con il Phantom si ha qualcosa in più al costo di essere più complesso.

Non è una scelta facile, ma resta il fatto che mi sono divertito molto con questo Bebop 2.