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Startup italiane di successo: AppStorming

"Startup Italiane di successo" questa settimana si occupa di AppStorming, una startup che ha realizzato una piattaforma che punta a mettere in contatto le imprese con sviluppatori di app e piccole software house emergenti. Intervistiamo il co-fondatore Manfredi Galano.

Startup italiane di successo

La rubrica è completamente dedicata alle nuove realtà imprenditoriali emergenti, ovviamente legate al mondo della tecnologia e del digitale. Ogni settimana Tom's Hardware darà visibilità a una startup e il suo fondatore, nella speranza che altri giovani possano trarre ispirazione. E magari qualche business angel o venture capital si metta una mano sul cuore e un'altra al portafogli. Scrivetemi a dario.delia@tomshw.it.

Perché a 50 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy c'è una frase del discorso del suo insediamento che è ancora carica valore e forza propulsiva. "Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro paese".

Pronti. Partenza. Via!


Presentati

Ciao a voi! Mi chiamo Manfredi Galano, ho 32 anni e da oltre 10 lavoro nel mondo del marketing e della comunicazione d'impresa. Mi sono formato direttamente in trincea in varie agenzie di comunicazione e successivamente ho intrapreso la strada del freelance fino ad incontrare Claudio Ricci con il quale ho dato vita ad Appstorming

Il team di AppStorming


Presenta la tua startup

Appstorming è una società di marketing e di comunicazione nata con l'intento di far dialogare chi sviluppa app (molto spesso piccole o piccolissime realtà) con le aziende che hanno voglia/necessità di interagire con il proprio pubblico.

L'intento è duplice. Da un lato vogliamo permettere alle aziende di utilizzare la tecnologia all'interno delle proprie dinamiche di marketing o di comunicazione e dall'altro quello di aiutare le software house a dare visibilità alle proprie applicazioni. Oggi infatti non basta più caricare l'app sullo store online e aspettare. Le applicazioni a disposizione degli utenti sono milioni e molte di esse non le conosce nessuno. Noi siamo invece convinti che molte di queste app sconosciute abbiano al proprio interno gli ingredienti giusti per il successo e il nostro obiettivo è quello di scovarle e realizzare un progetto di comunicazione ad hoc per la loro visibilità.

Il nostro modello di business prevede infatti in alcuni casi la compartecipazione alle revenue a fronte di una serie di azioni di comunicazione, a volte proprio in collaborazione con i grandi brand che, attraverso l'utilizzo della tecnologia oggi presente – letteralmente – nelle mani di tutti, possono aprire scenari molto interessanti sia in termini di comunicazione/interazione con il proprio pubblico che di marketing puro.


La più grande difficoltà che hai incontrato nello sviluppo del tuo progetto

Per capire quali siano i trend e le mode che dettano legge a livello globale abbiamo creato una rete di giovani Cool Hunters sparsi in tutto il mondo. Questa è stata certamente la difficoltà più grande ma anche l'avventura più interessante. Grazie al nostro primo intervento a supporto della visibilità di un'app (il flash mob Gangnam Style di Piazza del Popolo a Roma) siamo infatti stati contattati da tantissimi ragazzi da ogni parte del mondo che volevano conoscere chi aveva realizzato uno dei massive flash mob più grandi di sempre. Questo caos creativo è stato molto stimolante ma anche difficile da organizzare e da mettere a sistema.

Quel che ci ha fatto perseverare durante l'intero periodo di creazione di questa rete è stata la ferma convinzione di come in giro sia pieno di ragazzi molto svegli che – se indirizzati bene – possono rappresentare una vera e propria miniera d'oro per chi fa comunicazione e marketing, riuscendo a captare prima di tutti quali saranno le app (o le funzionalità) del futuro ma anche quali siano le mode o i trend più interessanti, i tormentoni in voga così come bisogni o desideri nascenti.

Il mondo è cambiato radicalmente e sta continuando a cambiare e l'unico modo per rimanere sul pezzo è quello di dialogare con chi questo cambiamento lo recepisce – e in parte lo governa – dal basso.


Un consiglio per tutti gli startupper

Perseverare. Sembrerà banale ma è esattamente così. La bontà di un'idea, di un'intuizione, spesso si giustifica e si argomenta in se e questo rende difficile continuare a mantenere il timone in una direzione tenuto anche conto di tutte le difficoltà che si trova a dover affrontare chi fa impresa in Italia. L'unica soluzione è perseverare. Mostrare quella fame che Steve Jobs ha reso ormai celebre con il suo famoso slogan  Stay hungry, Stay foolish.

AppStorming


Un errore da non fare

Innamorarsi della propria idea.
Può sembrare in parte in contraddizione rispetto a quanto detto qui sopra ma l'errore più grande che si può commettere nella creazione di una start up è quello di non continuare a fare analisi, a ponderare, a cercare riscontri (ma anche critiche) per arricchire la propria idea attraverso il confronto. Anche un'idea deve crescere, farsi le ossa, leccarsi le ferite e, infine, maturare.


Cosa cambiare in questo paese per favorire le startup

Capire, una volta per tutte, che il mondo è davvero cambiato. Non basta semplicemente dire che il futuro sono i giovani: loro sono il presente, non il futuro! Viviamo un'epoca in cui il contesto in cui crescono i figli è completamente diverso da quello in cui sono cresciuti i genitori ed è la prima volta che avviene una dinamica di questo genere.

Sono i ragazzi che decidono e decideranno e da loro deve partire tutto. Bisogna favorire le loro intuizioni, la loro lettura del mondo e la loro capacità di ricevere ed elaborare moltissimi input. Un mio amico mi raccontò di come suo nonno un giorno lo prese da parte e gli chiese di spiegargli Internet, un qualcosa che percepiva come enorme ma per la quale non aveva gli strumenti giusti per codificarlo. Servirebbe questa saggezza e questa umiltà: capire che nel 2014 le idee folli e ambiziose dei ragazzi possono essere quelle vincenti di una nazione.


Tre motivi per continuare a fare impresa e credere nel Made in Italy

I centri di globalizzazione non esistono più. Oggi un ragazzo di una provincia italiana usa gli stessi gadget, guarda gli stessi show e segue la stessa moda di qualsiasi altro ragazzo nel mondo (Occidentale). L'Italia è un Paese abbastanza povero per far emergere la creatività ma anche abbastanza ricco per stare sul pezzo. Credo che l'unione  di questi due ingredienti possa rappresentare un vero motore anche in termini di innovazione. E' difficile ma noi ci crediamo!


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