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Startup italiane di successo: Smarfle

"Startup Italiane di successo" questa settimana si occupa di Smarfle, una startup che ha realizzato un player musicale intelligente che elabora i gusti dell'utente e in relazione al mood giornaliero propone tracce audio. Intervistiamo il fondatore Massimo Michetti.

Startup italiane di successo

La rubrica è completamente dedicata alle nuove realtà imprenditoriali emergenti, ovviamente legate al mondo della tecnologia e del digitale. Ogni settimana Tom's Hardware darà visibilità a una startup e il suo fondatore, nella speranza che altri giovani possano trarre ispirazione. E magari qualche business angel o venture capital si metta una mano sul cuore e un'altra al portafogli. Scrivetemi a dario.delia@tomshw.it.

Perché a 50 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy c'è una frase del discorso del suo insediamento che è ancora carica valore e forza propulsiva. "Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro paese".

Pronti. Partenza. Via!


Presentati

Mi chiamo Massimo Michetti, ho 31 anni e sono laureato in Ingegneria informatica presso il Politecnico di Bari. Le mie prime esperienze lavorative sono state nel campo della ricerca applicata a Realtà Virtuale e Realtà Aumentata prima ed infine in campo automotive, tutte occasioni che hanno permesso di appassionarmi agli aspetti legati all’interazione degli utenti con i prodotti seppur in ambiti molto differenti. Da poco più di un anno ho avviato insieme a tre soci ed amici la startup Smarfle e circa 6 mesi fa ho deciso di abbandonare il mio lavoro per dedicarmi full-time a questa avventura.

Massimo Michetti


Presenta la tua startup

Smarfle è una startup pugliese nata a fine 2012, ma costituita a metà 2013 ed è impegnata nello sviluppo di un player musicale mobile intelligente in grado di apprendere i gusti musicali degli utenti associati alle attività che svolgono quotidianamente, in modo da selezionare per loro la musica giusta al momento giusto. L'idea è nata dalla volontà di semplificare la vita di tutti quegli ascoltatori musicali (fra cui noi in prima linea!), che definiremmo pigri, fornendo loro un modo semplice e "smart" per ascoltare della buona musica, e scoprirne di nuova, senza doversi districare fra la miriade di contenuti musicali digitali messi oggi a loro disposizione. Attualmente la prima versione dell’applicazione è disponibile gratuitamente su AppStore e recentemente con nostra grande soddisfazione è stata selezionata da Apple fra quelle in primo piano.

Ovviamente il nostro punto forte è la tecnologia che consente la profilazione musicale degli utenti e la raccomandazione dei brani da ascoltare. In nostro aiuto sono venuti gli studi di Francesco, Dottore di ricerca in Ingegneria delle Telecomunicazioni, che sugli algoritmi avanzati di scheduling ha basato i suoi studi condotti in Italia e all'estero, seppur originariamente applicati alle reti cellulari di ultima generazione.

A completare l'alchimia sono stati l'arrivo prima di Emiliano, che ha portato con se la sua lunga esperienza in ambito web e la sua passione per l’innovazione e poi di Giovanni, ingegnere informatico con una forte propensione per il management che ha fornito l’organizzazione e la struttura necessari per prendere la rincorsa e inseguire i nostri obiettivi in modo concreto. 

Smarfle


La più grande difficoltà che hai incontrato nello sviluppo del tuo progetto

Le difficoltà che si incontrano nei progetti di startup sono tante e paradossalmente a periodi di grandi risultati ed entusiasmo spesso seguono i momenti più duri, da affrontare di petto. Sicuramente finora ci sono due aspetti che hanno richiesto da parte nostra maggior impegno e la cui soluzione ha comportato dei grossi passi avanti.

Il primo è l'organizzazione, poiché in una primissima fase Smarfle è stato un secondo lavoro per tutti noi, e per far sì che non rimanesse un hobby bisognava strutturare il lavoro. In quest'ottica è stato fondamentale adottare delle metodologie che permettessero di monitorare i progressi senza appesantire eccessivamente il lavoro.

Il secondo è la difficoltà nel riuscire ad acquisire le competenze necessarie (ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo!) e confrontarsi con altri sulle stesse. 

Smarfle


Un consiglio per tutti gli startupper

Darò una risposta molto popolare, ma sicuramente è una delle cose più importanti che abbiamo imparato. Per fare startup non basta avere un'idea e pensare di essere in grado di svilupparla, bisogna confrontarsi col mondo esterno e capire se la strada intrapresa è quella giusta o richiede degli assestamenti o addirittura delle virate.

Senza il confronto è davvero difficile affrontare correttamente le innumerevoli decisioni che ogni giorno siamo costretti a prendere, ma soprattutto è praticamente impossibile realizzare dei prodotti validi per dei clienti che non conosciamo e a cui non è stato chiesto alcun parere in merito.


Un errore da non fare

Non lavorare con metodo. Certo una startup è un'impresa nascente che vive in un contesto fortemente dinamico e incerto, ma è pur sempre un'impresa e come tale richiede di essere gestita e monitorata.

Non misurare i processi, ma soprattutto le metriche di prodotto e di business, rischia di fornire ai founder una visione distorta di come stanno procedendo i lavori e può portare facilmente ad un fallimento inaspettato.


Cosa cambiare in questo paese per favorire le startup

Sicuramente c'è parecchio da cambiare e le parole chiave sono: eccessiva burocrazia e pressione fiscale. Senza rivedere questi aspetti le startup italiane, rispetto a quelle straniere, avranno importanti problematiche in più da gestire, oltre ovviamente a tutte quelle strettamente connesse alla creazione di una nuova impresa attorno ad un prodotto innovativo.

Da qualche tempo sembra che il tema startup sia al centro dell'interesse mediatico e politico. Talvolta, in entrambi questi ambiti però, mi accorgo di come non sia sempre chiaro cosa è davvero una startup. Anche se può sembrare banale, fare chiarezza su questo punto potrebbe portare notevoli vantaggi a tutto l'ecosistema.


Tre motivi per continuare a fare impresa e credere nel Made in Italy

  • Abbiamo grandi atenei e i nostri laureati all'estero sono visti come eccellenze. Permettere a queste persone di avere un lavoro gratificante nella propria terra è un elemento da non sottovalutare.
  • Nonostante le difficoltà di accennate prima, si può fare impresa in Italia. Se tutti decidessimo di spostarci a fare impresa all'estero non si creerebbero mai i presupposti per cambiare ciò che non va e diventerebbe ancora più difficile uscire dall’attuale situazione economica.
  • Supportare la crescita dell'ecosistema e provare a creare altri casi di successo sono due ottimi modi per far sì che altre realtà possano essere avviate in Italia a vantaggio dell’intera comunità.

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