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Telecom Socrate e FIDO DECT: denaro pubblico sprecato

In giro per l'Italia si possono ancora trovare i residui di due progetti fallimentari di Telecom: Socrate e FIDO DECT. All'enorme spreco di soldi bisogna aggiungere il danno ambientale, visto che nessuno ha pensato di rimuovere le infrastrutture. Perchè non riutilizzarle diminuendo il digital divide?

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Avatar di Pino Bruno

a cura di Pino Bruno

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 31/07/2012 alle 15:25 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:42
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Spesso capita di vedere nelle grandi città italiane alcuni pali con diverse antennine. Se vi state interrogando sul loro scopo sappiate che sono totalmente inutili. Si tratta semplicemente dell'ennesimo esempio di spreco di denaro pubblico: mille (o millecinquecento) miliardi di lire bruciati da Telecom Italia verso la fine degli anni 90 per la tecnologia FIDO-DECT, cioè il cosiddetto cordless da passeggio. Inutile dire che il progetto è fallito in partenza.

FIDO-DECT non ha mai funzionato decentemente ed il progetto è stato cestinato definitivamente il 30 giugno 2001. Peccato che i pali siano rimasti esattamente al loro posto. Telecom non ha mai provveduto alla loro rimozione e nessun sindaco si è sognato di chiedere i danni all'ex azienda telefonica di Stato. Così questi pali sono rimasti a far compagnia ai rottami di un altro colossale spreco di soldi dei contribuenti: il Progetto Socrate costato la bellezza di tredicimila miliardi di lire.

Palo di FIDO-DECT fotografato a Bari

Cominciamo con FIDO-DECT. Ecco cosa si leggeva il 26 ottobre 1996 sul Corriere della Sera: "Fido estende all'intera area urbana la zona di copertura del cordless (il telefono senza fili) di casa propria o dell'ufficio. Da oggi il telefono si può portare sempre in tasca. Nell'intimità delle pareti domestiche Fido dialoga con la stazione radio base collegata alla presa. Per strada, in bicicletta, sul tram (fino a 40 chilometri orari), il telefonino risponde ed effettua le chiamate attraverso lo stesso numero, dialogando con una o più delle migliaia di microcellule installate nel giro di pochi mesi dai tecnici della Sirti. Per l'amministratore delegato Telecom, Francesco Chirichigno, è il cordlessone. Per il presidente della Stet Ernesto Pascale un piccolo capolavoro di tattica".

Clicca per ingrandire

Il cordlessone, abbiamo visto, ha fatto cilecca. I motivi principali finiti sul banco degli imputati erano l'impossibilità di comunicare in movimento,  il segnale inaffidabile all'interno degli edifici e, soprattutto, la malsana e fallimentare idea di far pagare anche per ricevere telefonate. In parole povere un cellulare riusciva a dare molto di più con gli stessi costi globali.

Quel che più indigna è che i cocci siano rimasti nostri e non ci sia stata amministrazione locale o Corte dei Conti che abbia fatto sentire la sua voce, per FIDO-DECT e per il Progetto Socrate.

Centralina del Progetto Socrate fotografata a Bari - Clicca per ingrandire

Così scriveva Giorgio Meletto sul Corriere della Sera del 18 gennaio 1998: "Ricordate il piano Socrate, la famosa cablatura di tutte le case degli italiani con le fibre ottiche annunciata da Telecom Italia? Non c'è più, è defunto. In silenzio, con una discrezione opposta ai suoni di grancassa con cui fu annunciato a metà '95 da Ernesto Pascale. Disse, l'amministratore delegato della Stet, che avrebbe investito 13 mila miliardi entro il '98 per portare la fibra ottica in dieci milioni di abitazioni. Dopo due anni di polemiche e di accuse al monopolista telefonico di voler occupare il territorio con una nuova rete affiancata a quella telefonica, in pratica una tv via cavo, sono stati gli stessi vertici di Telecom a rendersi conto che il progetto non stava in piedi. E così lo hanno sostanzialmente abbandonato". L'arrivo di Fastweb ha permesso di recuperare le linee più appetibili (quelle dei principali centri urbani), ma il resto delle infrastrutture è ancora largamente inutilizzato e abbandonato a se stesso.

Un altro esempio di scempio urbano causato dal Progetto Socrate - Clicca per ingrandire

Un'idea, per risarcire sia pur in parte i cittadini, ci sarebbe. La butto lì, nella speranza che qualcuno nei palazzi che contano – a cominciare dal ministro Corrado Passera e dal team di Agenda Digitale Italiana – la prenda in considerazione: quei pali FIDO-DECT oggi inutili, quei cunicoli e quelle centraline del Progetto Socrate ricettacolo di immondizia e rifugio di topi, tornino in mani pubbliche e diventino ripetitori di wi-fi urbano, libero e gratuito. Sarebbe un importante contributo al superamento del divario digitale, oltre che un dovere.

In caso contrario, si facciano sparire pali e rottami. Inciampiamo in quelle centraline rotte e divelte, facciamo lo slalom sui marciapiedi per evitare gli inutili pali del FIDO-DECT. Che almeno facciano sparire le prove dell'inefficienza! C'è qualcuno in ascolto?

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

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