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UE: con l’anti-pirateria i giudici contano meno

La Commissione Europea sta valutando la possibilità di adottare una legge per la pirateria online che potrebbe mettere in seria difficoltà gli Internet provider. Secondo indiscrezioni intercettate da EuroActive, testata dell’omonima fondazione belga non-profit, la UE potrebbe approvare una normativa che ricorda la nuova legge spagnola (di Angeles Gonzalez-Sinde) approvata a febbraio – versione evoluta dell’HADOPI francese .

In pratica stabilisce la creazione di una specifica commissione (Comisión de Propiedad Intelectual) che si occuperà di far censurare i siti responsabili di pirateria, previo assenso della Giustizia Amministrativa (Juzgados Centrales de lo Contencioso Administrativo).

Il colonnello Kurtz direbbe che il vero tema non è la vittoria ma perché combattere

Il nodo più delicato però riguarda la procedura poiché la commissione può muoversi inizialmente in totale autonomia (senza coinvolgimento dei giudici, NdR), quindi richiedere a un provider o a un webmaster di eliminare ogni contenuto illegale online entro 48 ore. Se questo non avviene vi sono 2 giorni di tempo per definire le posizioni di “accusa” e “difesa”, 5 giorni per presentare le conclusioni riguardanti le prove e ulteriori 3 giorni per un parere finale. A quel punto viene finalmente interpellato un giudice che senza entrare nel merito semplicemente ratifica o nega (in sole 24 ore, NdR) quel che ha deciso la Commissione.

Per un aggiornamento di tale portata della legge vigente sarà richiesto non solo un emendamento dell’eCommerce Directive ma anche dell’Intellectual Property Rights Enforcement Directive. Insomma, correzioni importanti che sempre secondo indiscrezioni sarebbero il frutto delle pressioni della CISAC (la SIAE francese, NdR) nei confronti di Michel Barnier, commissario UE responsabile del settore proprietà intellettuale per il mercato interno.

Non resta che attendere il 24 maggio, quando la bozza UE sulla normativa anti-pirateria sarà ufficialmente presentata.

In ogni caso, a mio parere, si possono già rilevare alcuni punti davvero criticabili. Il primo senza dubbio è che il riconoscimento dei diritti delle parti in causa (siti/webmaster vs. detentori di copyright) avviene solo in un secondo momento. Inizialmente la discrezionalità della Commissione è totale.

Un altro punto è che il raggio di azione della Giustizia ordinaria viene sostanzialmente ridotto. Se la ratifica fosse legata solo all’eventuale rilevazione di imprecisioni di carattere procedurale, l’intervento del Giudice andrebbe essere considerato una garanzia per il rispetto delle norme ma non per i diritti della difesa.

Insomma, lasciare che una “Comisión de Propiedad Intelectual” possa decidere sul destino dei siti Web è, a mio parere, una forzatura. Possibile che non si possa affrontare il problema della pirateria digitale senza dover scardinare i principi democratici?