Il settore automotive connesso si trova di fronte a una sfida strutturale: la copertura 5G terrestre, pur avendo compiuto passi avanti significativi negli ultimi anni, mostra ancora lacune evidenti in zone rurali, percorsi montani e tratte transfrontaliere. Queste interruzioni di servizio non sono più tollerabili in un ecosistema dove infotainment, diagnostica remota e aggiornamenti OTA (Over-The-Air) generano flussi di dati sempre più intensi e critici per il funzionamento dei veicoli. La risposta a questa frammentazione arriva dallo spazio: Univity, realtà europea specializzata in connettività satellitare, ha sviluppato una piattaforma orbitale progettata per integrarsi nativamente con le reti mobili terrestri, estendendone la copertura senza sostituirle.
L'architettura proposta da Univity si basa su satelliti posizionati in Very Low Earth Orbit (VLEO), un'orbita inferiore ai 375 chilometri di altitudine. Questa scelta tecnica non è casuale: operare a quote così basse riduce drasticamente la latenza rispetto alle costellazioni tradizionali in orbita media o geostazionaria, rendendo possibile un'integrazione fluida con i dispositivi già compatibili con il 5G. La maggiore vicinanza all'atmosfera consente inoltre una copertura più capillare proprio dove le infrastrutture terrestri faticano a garantire prestazioni adeguate, dai territori scarsamente popolati alle aree industriali remote.
La vera innovazione risiede nell'approccio interoperabile: Univity utilizza la banda a 2 GHz, già impiegata dagli operatori mobili per i servizi commerciali, trasformando di fatto la componente satellitare in un'estensione naturale del 5G terrestre anziché in un sistema parallelo e proprietario. Questa scelta semplifica notevolmente l'adozione da parte dei costruttori automotive, che possono integrare la soluzione nei veicoli senza modifiche sostanziali all'hardware di connettività esistente. Gli operatori mobili, dal canto loro, possono offrire ai clienti automotive una copertura continua senza investimenti infrastrutturali in aree a bassa densità.
Charles Delfieux, fondatore e amministratore delegato di Univity, ha sottolineato l'importanza di un ecosistema aperto per il futuro della mobilità connessa. "I veicoli connessi, siano autobus, camion, automobili o macchine agricole, non possono dipendere da una singola rete terrestre o da un sistema satellitare proprietario", ha dichiarato, evidenziando come l'interoperabilità rappresenti un fattore critico per l'intero comparto. L'azienda collabora direttamente con gli operatori di telecomunicazioni per costruire un modello di servizio ibrido, dove la componente orbitale interviene automaticamente quando il segnale terrestre si degrada o scompare.
Le implicazioni pratiche sono molteplici. Gli aggiornamenti OTA, sempre più frequenti e di dimensioni crescenti per via dell'evoluzione del software automotive, possono essere distribuiti in modo affidabile anche ai veicoli che attraversano zone con copertura terrestre limitata. Le applicazioni di infotainment ad alta definizione beneficiano di una banda stabile, riducendo le interruzioni che degradano l'esperienza utente. La telematica di nuova generazione, cruciale per la gestione delle flotte e la diagnostica predittiva, ottiene un canale di comunicazione continuo per trasmettere parametri critici relativi a sicurezza e manutenzione.
Il modello ibrido si rivela particolarmente strategico in vista della diffusione dei servizi Vehicle-to-Everything (V2X), che richiedono latenze controllate e comunicazioni costanti con l'infrastruttura stradale. La disponibilità di un percorso alternativo al segnale terrestre riduce il rischio di interruzioni in scenari critici, preparando il terreno per applicazioni più evolute di guida assistita e coordinamento del traffico. Anche le aree urbane congestionate, dove la densità di dispositivi connessi può saturare le celle terrestri, traggono vantaggio da una capacità aggiuntiva fornita dall'orbita.
Per i costruttori automotive, questa soluzione rappresenta un'opportunità di estendere i servizi connessi a segmenti di veicoli più economici, tradizionalmente esclusi dalle funzionalità premium a causa dei costi di gestione della connettività. Le flotte commerciali e agricole, che operano frequentemente in territori isolati, acquisiscono strumenti di monitoraggio e controllo finora difficili da implementare in modo affidabile. Anche i servizi pubblici possono beneficiare di una copertura più omogenea, soprattutto in paesi europei caratterizzati da morfologie territoriali complesse e insediamenti dispersi.