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Alfa e-Romeo è solo un gioco di parole, il nome non cambia

Con i suoi nuovi slogan ambientalisti, Stellantis ha provocato un mezzo infarto a molti fan storici del biscione che hanno visto il marchio modificato in Alfa e-Romeo. Per fortuna si tratta solo dell’ennesimo esempio di marketing troppo coraggioso, non di un cambiamento definitivo allo storico marchio. Alfa Romeo, insomma, resterà tale anche nei prossimi anni perlomeno nel nome. Perché a livello di offerta i cambiamenti saranno numerosi e tutti concentrati sotto la sigla EV.

Entro il 2024, quindi non più di tre anni, è confermato l’arrivo della prima Alfa Romeo elettrica che si annuncia molto diversa da coupé sportive e hot hatch. Trattasi, secondo le ultime indiscrezioni, di un B-SUV ovvero di una “piccola rialzata” in stile Fiat 500XL o Jeep Renegade (e da loro potrebbe ereditare parecchie caratteristiche). La produzione dovrebbe essere concentrata nella fabbrica polacca di Tychy dove, neanche a farlo apposta, già vengono montati i modelli Fiat e Jeep.

Oltre a smentire il cambio di nome, e bacchettare senza dubbio qualche esperto di marketing, i portavoci Stellantis hanno confermato una versione elettrica della Tonale. Dovrebbe aggiungersi alla motorizzazione ibrida già prevista e, naturalmente, appoggiarsi a una delle nuove piattaforme elettrificate del gruppo. Queste ultime saranno la base per i quasi 20 marchi in possesso della multinazionale, tutti destinati ad attraversare rivoluzioni importanti.

In pratica, se nulla cambierà a livello di nome e marchio, nemmeno Alfa Romeo verrà esclusa dalle trasformazioni in atto nell’industria automobilistica. E l’ennesima conferma è arrivata da un altro monumento alla sportività su quattro ruote: Dodge.  Nelle presentazioni firmate Stellantis, è stato ribattezzato come la patria delle future eMuscle, l’esatto opposto di tutto ciò che rappresentava Dodge fino a ieri.

Tornando ad Alfa Romeo si spera che oltre a SUV, crossover e altre mode del momento la casa madre ricordi i trascorsi sportivi di questo brand. Pur abbandonando benzina e diesel, è possibile realizzare vetture che, almeno nello spirito, mantengano viva la tradizione. Ma il 2024 non è  così lontano, basta armarsi di pazienza e sperare per il meglio.