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Audi A3 Sedan 35 TFSI: la nostra recensione

Audi A3 ha sempre rappresentato la compatta per eccellenza del gruppo Volkswagen. Prima di essere affiancata a tutt’altra gamma di segmento B e C, A3 rappresentava il culmine del know-how tedesco e questo aspetto ha contribuito a cementarla come l’Audi più venduta degli ultimi anni.

Quando ho scoperto che la versione in prova sarebbe stata la “sedan” mi sono subito incuriosito, non avendone vista alcuna circolare prima d’ora.

Esterni

La prima impressione è cruciale, e A3 Sedan colpisce nel segno chi apprezza quella linea slanciata e innatamente sportiva che ormai scarseggia nel panorama automobilistico italiano.

Nonostante l’altezza da terra sia la medesima tra la variante Sportback e Sedan, la seconda appare visibilmente più “spalmata” sull’asfalto, comunicando intenzioni nettamente differenti.

Il segmento più interessante è certamente il posteriore, caratterizzato dalla tipica “troncatura” comune alle segmento C allestite come berline. La fanaleria posteriore è stata sostituita, adattandosi alle nuove forme del portellone e allo spostamento del lunotto.

La simmetricità delle proporzioni tra la sezione anteriore e quella posteriore contribuisce a creare un’immagine massiccia e geometrica del profilo della vettura, con dettagli e venature che donano ad A3 mordente a tutto tondo.

Forse a causa dell’iconica calandra, forse per merito del “family feeling”, A3 Sedan ricorda molto A5, una vettura di dimensioni e target nettamente differente.

Interni

Se il look esteriore incarna il gusto e l’estetica di Audi, l’ambiente interno ha subito un “rivoluzionamento reinterpretativo”, proponendo alcuni elementi che hanno reso celebre il marchio tedesco e aggiungendone di nuovi.

La postazione di guida ricorda sempre più la cabina di comando di un velivolo. Nonostante sia evidente il tentativo di semplificare le interfacce di comunicazione tra il conducente e la vettura, osservando il tunnel centrale e lo schermo principale del sistema di infotainment si rimane a dir poco confusi.

Dove ci si aspetta di vedere una leva del cambio si trova un semplice selettore dal profilo minimo. Dove si cerca un potenziometro si trova un pad che integra i pulsanti multimediali e la regolazione del volume tattile, che ricorda il meccanismo utilizzato da Apple sui precursori dell’iPod touch.

Lo schermo principale, che rappresenta il fulcro della plancia, risulta quasi sproporzionato se comparato alle dimensioni della lastra di plastica satinata che abbraccia l’estensione laterale del cruscotto.

L’incavo lasciato da tale lastra crea una progressione verso le bocchette della climatizzazione, squisitamente integrate con il profilo della plancia. In luce di questa ottimizzazione degli spazi, la presenza di due bocchette “aggiuntive” ai lati del quadro strumenti crea un contrasto che rompe la continuità del design.

Passando al quadro strumenti, rigorosamente digitale, troviamo un display da 10.25″ fornito di serie. Essendo di fatto il marchio che ha introdotto l’idea del “virtual cockpit”, l’implementazione di Audi è impeccabile. Se la disposizione e la quantità dei comandi nell’abitacolo disorienta il conducente, l’immediatezza e la facilità di utilizzo del cluster digitale mitiga l’esperienza complessiva.

Le informazioni sono rappresentate vengono distribuite in modo chiaro sulla diagonale del display, pur mantenendo un occhio di riguardo per la continuità dello stile, dall’esterno all’interno.

Motorizzazioni e impressioni alla guida

La versione che abbiamo provato monta il 1.4 TFSI benzina che genera, in base alla nomenclatura introdotta da Audi nel 2020, 150 cavalli. Il numero “35” non si riferisce alla cilindrata, ne tanto mento (in modo diretto) alla potenza sviluppata, bensì ha lo scopo di astrarre tipo di alimentazione e parametri per l’utente finale.

Utilizzare un motore di “piccola” cilindrata è stata una scelta vincente, anche grazie all’implementazione ad-hoc del celebre cambio automatico “S-tronic”. Il propulsore gode della sovralimentazione garantendo una spinta vigorosa già da 1500 giri, amplificata dalla granulare taratura dei 7 rapporti disponibili.

Certo, non si tratta di una vettura propriamente “sportiva”, ma si è dimostrata comunque capace di suscitare emozioni sincere nel misto-stretto. Nonostante il peso sia nella norma della categoria, l’avantreno rimane incollato all’asfalto, indipendentemente dal tipo di svolta che si sta compiendo. Per una vettura che suggerisce un discreto livello di performance è cruciale comunicare stabilità, sopratutto quando si decide di utilizzare i 150 cv messi a disposizione dal propulsore.

Anche selezionando l’opzione “normal”, il connubio cambio-propulsore è reattivo e intuisce le intenzioni del conducente, tarando la risposta del powertrain all’aggressività con cui si preme il pedale dell’acceleratore. Paradossalmente ho trovato qualche problema nella fase di decelerazione, più che nei frangenti di accelerazione. Nel contesto del traffico autostradale ho notato una certa indecisione associata alla scalata di marcia; in alcuni casi la vettura ha preferito toccare tutti i rapporti in modo dolce e confortevole, in altri ha inserito le marce facendo notare un certo vuoto, quasi come se dopo l’effettiva scalata il motore fosse rimasto disaccoppiato dal corpo del cambio stesso.

Conclusioni

A3 Sedan rappresenta un’alternativa valida alla sempreverde A3 Sportback, integrando gli aspetti positivi della variante tradizionale in un body decisamente più aggressivo ed appariscente. Il cliente che desidera un’audi da tutti i giorni senza aderire ai canoni del mercato trova in A3 Sedan un esempio di come basti poco per stravolgere completamente l’immagine associata ad una vettura.

Il propulsore risulta particolarmente adatto ad un utilizzo a tutto tondo, che spazia dal tragitto quotidiano verso il posto di lavoro alla gita domenicale fuori porta. Con un consumo nella media, pari a 6 L/100Km il 1.4 TFSI si dimostra essere una via di mezzo tra un powertrain dedicato all’economicità e un propulsore ingegnerizzato per dare soddisfazioni. Con un prezzo di partenza pari a 31310 euro A3 si posiziona tra le segmento C “premium”, garantendo un ottimo compromesso tra funzionalità e qualità degli interni e senza risultare mai scomoda o inadatta ad alcune circostanze.