l ritorno della BMW M5 Touring non è solo una notizia di prodotto: è una dichiarazione d’intenti. A quattordici anni dall’ultima station wagon firmata M5, BMW rimette mano a uno dei concetti più estremi e affascinanti dell’automobile europea, quello della familiare capace di prestazioni da supercar.
Ma lo fa in un’epoca profondamente diversa, segnata da normative stringenti, dall’elettrificazione forzata e da un’idea di sportività mediata dalla tecnologia. La M5 Touring 2025 nasce così: potentissima, sofisticata, velocissima. E inevitabilmente controversa.
Il ritorno della M5 Touring e il contesto storico
La M5 Touring è sempre stata un’auto “sbagliata” nel senso più nobile del termine. Troppo veloce per essere razionale, troppo pratica per essere una supercar, troppo estrema per essere una semplice station wagon. Le E34 ed E61 avevano incarnato questa contraddizione con un carisma oggi quasi irripetibile. La nuova generazione G99 raccoglie quell’eredità, ma la rilegge attraverso la lente del presente. Non più solo cilindri e aspirazione, bensì elettroni, batterie e software.
Il risultato è una M5 Touring che non chiede più scusa a nessuno per la propria complessità. È un’auto che accetta il compromesso come condizione necessaria per sopravvivere, ma pretende comunque di restare al vertice assoluto per prestazioni e status.
La potenza come sistema
Sotto il cofano vive un V8 biturbo da 4,4 litri, abbinato a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a otto rapporti. La potenza complessiva raggiunge i 727 cavalli, con una coppia massima di 1.000 Nm. Numeri che, presi isolatamente, raccontano solo una parte della storia. La vera cifra tecnica della M5 Touring è l’integrazione.
Il sistema plug-in non è pensato per “ripulire” l’immagine della vettura, ma per amplificarne le prestazioni. L’elettrico interviene con coppia immediata, colma i vuoti del turbo e rende l’erogazione costante, piena, quasi inesauribile. La trazione integrale M xDrive, completamente configurabile, consente di modulare il carattere dell’auto, passando da una sicurezza granitica a una dinamica più marcatamente posteriore.
Il rovescio della medaglia è un peso che supera abbondantemente le due tonnellate e mezzo. Un dato che non può essere ignorato e che rappresenta il vero spartiacque filosofico rispetto alle M5 del passato.
Velocità assoluta, fisica negoziata
Guidare la BMW M5 Touring 2025 significa confrontarsi con una nuova idea di sportività. L’accelerazione è brutale, continua, quasi disarmante per facilità. Lo scatto da fermo è rapidissimo, ma è soprattutto la ripresa a impressionare, con una capacità di guadagnare velocità che sembra non conoscere pause. In autostrada, a velocità elevate, l’auto è una freccia stabile, silenziosa, incredibilmente composta.
Quando la strada si restringe e il ritmo aumenta, emerge però la realtà fisica del progetto. L’elettronica lavora in modo magistrale, lo sterzo è preciso, il telaio rigidissimo, ma la massa si avverte. Non è un limite drammatico, ma una sensazione costante, una presenza che va gestita. La M5 Touring non invita a forzare, bensì a guidare con metodo, sfruttando la trazione, l’enorme coppia e la precisione dell’assetto.
Comfort, spazio e doppia anima
La Touring giustifica la propria esistenza nella quotidianità. Il bagagliaio è ampio e sfruttabile, l’abitacolo accoglie quattro adulti senza sacrifici e il livello di comfort è elevatissimo. In modalità elettrica può muoversi in città in silenzio per 70 km, con una fluidità che rende quasi surreale pensare ai numeri dichiarati.
Gli interni seguono l’impostazione BMW più recente, dominata dal Curved Display e da un’impostazione tecnologica avanzata. L’impressione è di grande modernità, anche se non tutto trasmette la stessa solidità e ricercatezza che ci si aspetterebbe da una M di questo livello. È un ambiente più digitale che emozionale, più razionale che celebrativo.
Identità M nell’era dell’ibrido
La domanda, inevitabile, è una sola: questa è davvero una M5 Touring? La risposta dipende da cosa si cerca. Se si parla di prestazioni assolute, di capacità dinamiche e di superiorità tecnica, il dubbio non esiste. È una delle BMW più veloci e competenti mai costruite. Se invece si guarda al coinvolgimento meccanico, al rapporto diretto tra uomo e macchina, allora il discorso si fa più complesso.
La M5 Touring 2025 non è un’auto nostalgica. Non cerca di replicare il passato, ma di superarlo attraverso altri mezzi. È meno istintiva, meno ruvida, ma infinitamente più efficace. Una M figlia del suo tempo, che rinuncia a parte della propria anima analogica per garantirsi un futuro.