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Cade un mito: la prossima Mazda MX-5? Forse ibrida

Nata nel 1989 e conosciuta anche con il nome di Miata, la celebre spider Mazda MX-5 ha raggiunto ormai il sesto anno di commercializzazione con la sua quarta generazione, debuttata nel 2015. Il tutto iniziò nel 1989 con la famosissima MX-5 NA che, grazie ai suoi fari a scomparsa e l’affidabilità giapponese dei motori proposti (1.6 da 90 cv e 115 cv, e 1.8 da 131 cv) , è riuscita ad affermarsi in un mercato decisamente dominato dalle alternative inglesi.
Il progetto MX-5 era semplice: trazione posteriore, tetto apribile, peso piuma e distribuzione peso 50/50.

Nel 1998 venne presentata la variante NB che a causa del cambio nelle regolamentazioni, dovette abbandonare i fari a scomparsa ma compensò con migliorie tecniche di spessore, tra cui le motorizzazioni 1.6 da 100 cv1.8 da 140 cv e una versione successiva 1.8 VVT da 146 cv. Il vero salto generazionale arrivò con la controversa NC che cambiò radicalmente le forme a cui si erano abituati gli appassionati ed introdusse anche una versione con tetto rigido retrattile elettrico.

La terza versione, chiamata NC, è la MX-5 meno apprezzata dai puristi per via del suo appesantimento generale e aumento delle dimensioni che le hanno, però, permesso di ampliare la gamma dei clienti interessati, rendendola ancora più popolare di quanto non lo fosse precedentemente; questa versione era dotata di 2 motori, un 1.8 da 126 cv e un 2.0 da ben 160 cv, capace di una velocità massima dichiarata di 215 km/h.

Successivamente, nel 2015, Mazda ha presentato la quarta (e attuale) versione chiamata ND ed ha reintrodotto alcuni principi trovati nei primi modelli, abbassandone il peso e riducendone le dimensioni generali; per accontentare anche gli amanti del tetto rigido venne introdotta anche la popolarissima versione RF, dotata di un pratico tetto targa.

In questo modo la casa giapponese ha dimostrato di aver ascoltato i suoi numerosissimi fan ed ha presentato un gioiellino di tecnologia capace di superare tutti i test di sicurezza moderni, pur pesando 100 kg in meno del modello che ha sostituito giungendo ad un incredibile peso a secco di 975 kg per la versione con motore Skyactive 1.5 da 131cv e 1015 kg per la variante con motore 2.0 da 160 cv. Successivamente è stato introdotto un nuovo motore 2.0 con ben 184 cv, rendendo la Mx-5 un piccolo proiettile.

La cura con cui Mazda si è dedicata allo sviluppo di ogni modello è maniacale, per esempio nella ND troviamo un risparmio di 3 kg nel tetto in tela che, in qualche modo, è stato reso più leggero del precedente senza alterarne le proprietà di isolamento termico; inoltre, il motore 2.0 pur avendo la stessa cavalleria della NC, ha un peso ridotto di ben 8 kg.

In questo nuovo decennio bisogna fare i conti anche con le emissioni e Mazda lo sa bene, per questo si prevede che il nuovo modello previsto per il 2023 sia dotato di una qualche forma di elettrificazione, probabilmente una soluzione Mild-hybrid da 48V associata ad un cambio manuale, come nella CX-30 con il motore Skyactive-X 2.0 da 186 cv.
L’uso di un cambio automatico, infatti, non renderebbe l’esperienza MX-5 paragonabile al passato e riteniamo quindi che, essendo possibile l’utilizzo di un classico cambio meccanico, non verrà reso standard, almeno per ora.

Per quanto riguarda la nomenclatura, molti pensano che possa chiamarsi NE eppure questo nome, insieme ad NF, sono stati usati rispettivamente per la piattaforma della Fiat 124 Spider e della 124 Abarth, entrambe basate sulla MX-5 ND. Appare complicato quindi immaginare la nomenclatura che adotterà il produttore per il futuro modello atteso, forse, per il 2023.

Si chiamerà MX-5 NE oppure MX-5 NG? Non lo sappiamo e non ci rimane pertanto che attendere e sperare che i tecnici giapponesi riescano a convincerci, ancora una volta, che MX-5 è degna del prestigio di cui gode oggi nella comunità di appassionati di auto.