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Dacia Duster: la prova del nuovo motore 1.0 tCe 100 Cv

Sono ormai passati quasi 10 anni da quando Dacia si impose sul mercato dell’automobile con il proprio modello più rappresentativo e di successo: il Duster. Un Suv di medie dimensione capace di conquistare 1,2 milioni di consumatori, grazie alla vincente formula di unire una carrozzeria di tendenza a un prezzo molto competitivo rispetto alla concorrenza.

La gamma dello sport utility di massa si aggiorna con l’introduzione di una nuova motorizzazione 1.0 tCe da 100 Cv, la stessa utilizzata per Renault Clio e Captur, a dimostrazione della forte sinergia tra i due marchi, visto il forte interesse che Duster suscita tra gli automobilisti.

Il piccolo mille tre cilindri andrà a sostituire il 1.6 litri aspirato fino a oggi disponibile, rinnovando il listino e aggiungendo nei primi mesi del 2020 un’interessante novità: la doppia alimentazione benzina/GPL. Basti pensare che il 50% delle vendite totali attuali di Duster risultano essere con questa alimentazione, segno di quanto sia strategico e vitale proporla anche sui nuovi allestimenti.

Sostanza e semplicità

Il Suv Duster si è sempre proposto sul mercato come un’auto semplice ma concreta: il design non presenta virtuosismi, le possibilità di personalizzazione non sono molte e gli interni non sono rivestiti e foderati con elementi raffinati. Eppure, la dotazione in rapporto al prezzo è più che sufficiente per assecondare le esigenze della maggior parte dei clienti.

L’allestimento Prestige offre già di serie, a esempio, il navigatore satellitare, la radio DAB, Apple CarPlay e Android Auto; la dotazione di serie è completata dal sensore dell’angolo cieco che avvisa con un segnale acustico e visivo posto sugli specchietti la presenza di ostacoli.

Da questo punto di vista, l’introduzione del nuovo motore da 100 Cv non cambierà la gamma offerta sino ad oggi da Dacia, andando solo ad assecondare le necessità di downsizing utili per ridurre consumi ed emissioni. Il motore da 1.000 cc è proposto esclusivamente in abbinamento con il cambio manuale a cinque marce e la trazione anteriore.

Rispetto al 1.6 litri aspirato 4 cilindri, il piccolo 1.0 tCe sfrutta l’azione di un turbocompressore con wastegate a gestione elettronica, che riduce al minimo le vibrazioni. Nel corso della prova, la dinamica di guida si è rivelata abbastanza piacevole, con un’erogazione fluida e briosa fino a circa 3.000 giri/minuto; si tratta pur sempre di una motorizzazione poco performante, che non entusiasma in termini di elasticità e brillantezza.

Ciononostante, il comportamento della vettura si è dimostrato preciso e solido durante tutto l’utilizzo: in autostrada l’insonorizzazione, nonostante le piccole dimensioni del propulsore, si è dimostrata di buon livello, mentre sul percorso misto le proporzioni e il peso dell’auto si sono fatti sentire solamente in uscita e in entrata di alcuni tornanti stretti.

Nel complesso, la messa su strada è adeguata e buone le sensazioni di guida, merito anche di uno sterzo leggero ma abbastanza comunicativo. Qualche incertezza per il cambio manuale: la corsa della leva è piuttosto lunga e gli innesti e le scalate non sono sempre precisi, richiedendo a volte uno sforzo per essere inserite. Una sesta marcia di riposo avrebbe forse migliorato i consumi soprattuto a velocità autostradali.

Su quest’ultimo punto, a fine prova il computer di bordo segnava 7.1l/100 km a fronte dei 5,6 litri dichiarati da Dacia. Un dato che comunque merita di essere ulteriormente approfondito visto il poco tempo a disposizione per effettuare una valutazione sincera e affidabile.

Con allestimento Access, la Dacia Duster 1.0 tCe 100 Cv è proposta a 12.200 €: la base non offre di serie diversi accorgimenti quasi indispensabili, tra cui l’aria condizionata. La scelta più equilibrata è la Prestige, disponibile a 16.300 €, con dotazione molto completa. Nei primi mesi del 2020 il motore da 100 Cv sarà disponibile con la doppia alimentazione benzina/GPL.