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I consumi dichiarati delle auto sono fasulli: ecco le prove

I consumi dichiarati dalle case automobilistiche sono fasulli: si discostano dalla realtà di circa il 25%. Forse non è una sorpresa per milioni di automobilisti ma finalmente è disponibile un rapporto (From laboratory to road) che mette nero su bianco, con tanto di analisi dettagliate, tutti i dati più utili. L'ONG International Council On Clean Transportation ha fatto le pulci al sistema di omologazione europeo.

Il lato curioso della vicenda è che 10 anni fa il margine di errore tra teoria e realtà era del 10%, oggi è del 25% anche se nello sviluppo si sono fatti passi da gigante. E il divario "aumenta costantemente" secondo il direttore di ICCT Peter Mock.

Mi arrendo

Possibile che in laboratorio abbiano sbagliato qualcosa? Difficile, considerato che a questo giro i calcoli si basano sui dati raccolti da 500mila vetture di società di leasing, noleggio, iscritte all'Automobile Club tedesco e svizzero, legate alle associazioni dei consumatori, etc.

Insomma, le auto in vendita consumano e quindi inquinano di più di quanto dichiarato da brochure e case automobilistiche. Il trucco è nel rispetto di un regolamento di omologazione che risale al 1980. Ai tempi non c'era neanche l'aria condizionata nel mercato di massa.

Sostanziali differenze

Non resta che cambiare le regole, come sottolinea Mock. E non bisogna inventare nulla perché esiste già un test di consumi globale approvato dalle Nazioni Unite: si chiama Worldwide Harmonized Ligt Vehicles Test Procedure e funziona meglio di quello attuale.

 

Test

Ma le case tedesche storcono il naso, e se a fine aprile il Parlamento Europeo ha deciso di introdurlo nel 2017, qualcuno ha già iniziato a fare lobbying per rimandarlo al 2020. Il motivo è di facile comprensione: BMW, Audi, Mercedes e Opel dichiarano consumi inferiori del 25-30%. Peugeot, Citroen, Renault e Toyota sbagliano solo del 15%.

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