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I fari, quando la sicurezza deve venire prima dei costi

Il mercato automotive, anche grazie all’avvento del digitale, ha fatto enormi passi avanti a livello tecnologico negli ultimi decenni, ma da un certo punto di vista i miglioramenti sono stati pochi, e tendenzialmente riservati a chi è disposto a pagare un optional: stiamo parlando dei fari, una componente fondamentale per guidare in sicurezza.

Dopo anni di battaglie, l’associazione americana IIHS – Insurance Institute for Highway Safety – ha trovato un metodo efficace per forzare i produttori di auto a usare fari di alta qualità anche sui veicoli di fascia economica, anziché riservarli come optional sui modelli più costosi.

Il metodo è molto semplice: la IISH ha modificato i termini necessari a ottenere la certificazione Top Safety Pick+, legando a filo doppio questa certificazione con un risultato di almeno “Good” o “Acceptable” nel test di illuminazione su distanza medio-lunga. Per ottenere il badge di Top Safety Pick+ non solo bisognerà passare i 6 crash test per dimostrare che l’auto è sicura in caso di incidente, ma bisognerà anche rispettare tutta una serie di criteri extra tra cui questo relativo ai fari.

Nel 2020 molti modelli di auto non hanno ottenuto la certificazione proprio a causa dei fari di scarsa qualità, e dei 185 modelli testati solo 8 sono dotati di fari definiti ‘Good’ di serie, senza bisogno di acquistare degli optional.

Nel 2021 si faranno passi avanti, e già 10 veicoli hanno aggiornato i fari anteriori ottenendo automaticamente il badge di Top Safety Pick+, tra cui troviamo: Audi A7, Honda Accord, Hyundai Palisade, Mazda CX-40, Nissan Altima, Subaru Ascent, Toyota Highlander, Volvo S60, Volvo XC40 e Volvo XC60. Anche la Honda Odyssey ha ottenuto il badge di Top Safety Pick+ dopo aver rimosso i fari meno performanti e aver inserito un sistema di sicurezza per i passaggi pedonali.

Per passare il test con il risultato di ‘Good’, la IIHS richiede che i fari installati riescano a illuminare una strada dritta per almeno 100 metri. Sembra una richiesta semplice, eppure alla fine del 2020 ci sono ancora tante aziende che producono auto con luci scadenti, nonostante la metà degli incidenti stradali fatali negli Stati Uniti avvenga al buio, e più del 25% su strade non illuminate.