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IA per auto a guida autonoma, ma senza mappe né sensori

La startup britannica Wayve ha messo a punto un'intelligenza artificiale basata su un algoritmo di deep learning in grado di imparare a guidare un'automobile senza necessità di utilizzare mappe 3D o costosi gruppi di sensori per tenere d'occhio la strada. Qualche giorno fa ne ha dato dimostrazione con una Renault Tweazy modificata e dotata soltanto […]

La startup britannica Wayve ha messo a punto un'intelligenza artificiale basata su un algoritmo di deep learning in grado di imparare a guidare un'automobile senza necessità di utilizzare mappe 3D o costosi gruppi di sensori per tenere d'occhio la strada. Qualche giorno fa ne ha dato dimostrazione con una Renault Tweazy modificata e dotata soltanto di un'unica videocamera e di una GPU, oltre appunto all'IA in questione. Il video lo trovate qui di seguito.

Le auto a guida autonoma attuali necessitano infatti di entrambe le tecnologie, ma si tratta di una soluzione assai dispendiosa. I sensori infatti costano parecchio, soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto LIDAR, mentre le aziende che producono mappe tridimensionali necessitano di tempo e molti fondi per raccogliere tutti i dati, spesso tramite l'utilizzo di complesse videocamere montate su auto o altri mezzi. Inoltre, per quanti sforzi facciano, le mappe andranno aggiornate spesso a causa di cambiamenti nella topografia e nella viabilità, senza contare che di solito appena ci si allontana dai percorsi principali ci si può trovare in grave difficoltà.  

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I due fondatori di Wayve con la Renault Tweazy modificata

Wayve ha quindi sviluppato un algoritmo basato sul cosiddetto "apprendimento per rinforzo", in cui l'IA procede per tentativi nell'interazione con l'ambiente: quelli che hanno successo vengono "premiati", mentre gli altri portano a una "penalità".

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In pratica se l'azione eseguita risulta corretta secondo determinati parametri fissati dagli sviluppatori l'IA la prenderà come un premio e tenderà quindi sempre più a riprodurre comportamenti dello stesso tipo, adattandoli di volta in volta agli stimoli ambientali. Si tratta sostanzialmente della versione di apprendimento per tentativi ed errori normalmente utilizzato da noi esseri umani.

Come si può vedere nel video la Tweazy aveva una sola videocamere i cui dati venivano trasmessi a una GPU su cui girava l'algoritmo. All'interno dell'auto era comunque presente un pilota incaricato di fermare l'automobile ogni volta che tendeva ad andare fuori strada: in questo caso dunque il "premio" consisteva nel riuscire ad avanzare più tempo possibile senza che il pilota dovesse intervenire, la penalità il contrario. Dopo 20 minuti la Tweazy era in grado di procedere indefinitamente lungo la strada.  La palla ora passa ovviamente all'industria automobilistica.