Trasporti

Nasce il MIMS, ecco come cambia l’organizzazione del Ministero dei Trasporti

Sono tre i dipartimenti che si occuperanno della progettazione e dello sviluppo delle infrastrutture e della rete di trasporti del Paese. In seguito all’annuncio del nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Inevitabilmente, la riorganizzazione comprende la creazione di un nuovo dipartimento che porta a tre il numero complessivo.

La nuova organizzazione, che diventerà operativa tra poche settimane, è un’opportunità per attuare subito l’indirizzo strategico sancito dal nuovo nome del Ministero. È inoltre coerente con l’approccio di programmazione a medio termine e di integrazione tra le diverse dimensioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza relative alle infrastrutture e alla mobilità sostenibili, ha dichiarato Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

È dunque prevista la creazione di un nuovo dipartimento ideato con l’obiettivo di ottimizzare e potenziare la capacità del Ministero, così da programmare e realizzare infrastrutture e sistemi a rete sostenibili. Non manca infatti l’incarico di programmazione e gestione delle infrastrutture e dei trasporti, congiuntamente a quelle dei sistemi informativi fondamentali per poter monitorare adeguatamente la realizzazione di tutte le infrastrutture e degli investimenti nel settore. Allo stesso modo, la tecnologia non potrà che diventare punto fondamentale nella progettazione e nella conseguente gestione delle infrastrutture, mediante l’implementazione di appositi sensori e sistemi per la manutenzione imprescindibile al fine di aumentarne la sicurezza.

Al secondo dipartimento è affidato il compito di occuparsi delle opere pubbliche e dei progetti di grande rilievo per la qualità della vita delle persone. Lo stesso è inoltre impegnato nel superamento dei divari territoriali presenti in Italia, così come la gestione dei vari programmi di edilizia pubblica e rigenerazione urbana con conseguente ammodernamento e potenziamento delle reti idriche. Al terzo dipartimento il nodo dei trasporti: non a caso tale dipartimento ha competenza sulle differenti articolazioni del sistema dei trasporti da cui non può che dipendere lo sviluppo della nuova mobilità sostenibile per competere sul piano economico a livello europeo e internazionale.

È chiaro che, come stabilito dal decreto legge di riordino dei ministeri, l’organizzazione del ministero potrà subire modifiche in caso di recepimento delle linee programmatiche del Governo in materia di sviluppo sostenibile.