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Motorsport

Niki Lauda è morto: la F1 piange la sua leggenda

È morto all'età di 70 Niki Lauda. La Formula 1 piange la leggenda austriaca, uno dei piloti migliori di sempre e un grande imprenditore, la cui vita ha riservato molte sfide.

È morto all’eta di 70 anni Niki Lauda, leggendario pilota di F1 che tra gli anni settanta e ottanta ha conquistato tre titoli mondiali, per poi dedicarsi a varie attività imprenditoriali. Così rende noto la famiglia, che comunica il suo decesso durante la giornata di ieri. L’uomo era ricoverato da mesi in una clinica svizzera.

“Con profonda tristezza, annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia lunedì scorso. I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà”

Lauda, Austriaco e nato a Vienna nel 1949, nella sua carriera automobilistica ha disputato 171 Gran Premi, di cui ha registrato 24 pole e 25 vittorie, guidando anche per Ferrari e McLaren, con cui rispettivamente nel 1975, 1977 e 1984 è stato triplice campione del mondo.

Non sono mancate le difficoltà, tutti ricordano l’orribile incidente del 1976 al Nurburgring, dove dopo un impatto tanto violento da fargli perdere il casco, la sua vettura prese fuoco,  e fu salvato da Arturo Merzario. Da quel giorno il suo volto rimase testimone dell’accaduto, quasi ricordando come il destino del motorsport possa essere severo anche con i migliori.

Reduce di una brillante carriera non venne meno il suo spirito imprenditoriale, che gli fece fondare e amministrare anche due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki. Per un triste destino quasi maledetto anche la compagnia vide un grave incidente: il 26 maggio 1991 un Boeing 767 che effettuava il Volo Vienna – Hong Kong con scalo a Bangkok Lauda Air 004, precipitò su di un’area rurale della Thailandia facendo in totale 223 vittime inclusi 10 membri dell’equipaggio, il 28esimo incidente più grave della storia dell’aviazione.

Incredulo e deciso a venire a capo della disgraiza ricordiamo Niki Lauda intento a partecipare attivamente all’indagine, da cui emerse che il malfunzionamento fu causato da un’apertura incontrollata dell’inversore di spinta per un problema elettrico.

Successivamente, ritornando in F1, dirise sportivamente per due anni la Jaguar e dal 2012 era presidente esecutivo di Mercedes AMG.

Lo stile di guida preciso e calcolato erano specchio del suo carattere, a volte reputato freddo ma molto determinato, aveva la capacità di mettere a punto maniacalmente le vetture da lui pilotate. La Formula 1 piange una delle sue leggende, un pilota d’altro tempo, d’altro stampo, di un periodo dove le competizioni erano fisiche, sudate e pericolose.