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Olanda: stazioni di ricarica per auto elettriche ogni 50 km

L'Olanda nel 2015 sarà il primo paese europeo a disporre di una rete capillare di stazioni di ricarica elettrica per autoveicoli. La svizzera ABB ha vinto l'appalto con la startup Fastned per installare 201 stazioni EV (electric vehicle) nell'intera area dei Paesi Bassi. Si stima una struttura ogni 50 km per servire quasi 17 milioni di abitanti.

Le stazioni Fastned saranno dotate di (ri)caricatori multi-standard compatibili con tutti i più importanti marchi europei, americani e asiatici; senza contare il supporto ai protocolli CCS e CHAdeMO. Al momento si parla dei modelli di ricarica Terra 52 e Terra 53 da 50 kilowatt (kW), capaci di ripristinare l'autonomia delle batterie in 15-30 minuti. A dire la verità non è pero chiaro cosa debbano fare nel frattempo gli automobilisti: forse saranno create delle zone di accoglienza nelle vicinanze…

Stazioni EV

La prima consegna dei Terra è attesa per settembre 2013, mentre le stazioni con pensiline solari saranno pronte per il 2015. Fastned ha già pensato a sistemi di pagamento elettronici evoluti e servizi avanzati per gestire ogni operazione in sicurezza.

"Fastned ha scelto ABB per la su comprovata esperienza nell'implementazione e gestione delle reti nazionali di ricarica EV", ha commentato Ulrich Spiesshofer, Commissario esecutivo responsabile per l'automazione di ABB. "Forniamo i sistemi di ricarica, le applicazioni software industriali all'avanguardia per il servizi remoti così come la connettività ai sistemi di gestione degli abbonati e dei pagamenti".

Stazioni EV – clicca per ingrandire

Il progetto olandese è il frutto della caparbietà di Fastned, che nel 2011 domandò al Ministro delle Infrastrutture il permesso di realizzare una rete di ricarica per le strade del paese. A dicembre il Governo lanciò il bando per la realizzazione di 245 stazioni, di queste se ne aggiudicò 201 la stessa Fastned.

Ha deciso tutto in meno di un anno? Sì.

In Italia ci vorrebbe un decennio. Dopodiché al momento dell'assegnazione degli appalti la magistratura interverrebbe prima (per qualche infiltrazione mafiosa) e dopo (mazzette). Una volta assegnate le stazioni si scoprirebbe un problema di standard. "Ma come, non vanno le ussebbì?". E uno di antitrust, con qualche azienda che magari gioca con società prestanome. Poi assisteremmo ai lavori e qualche comitato NIMBY (Not In My Back Yard) potrebbe spuntare fuori con accuse di ogni genere. Del tipo: il rumore della ricarica infastidisce l'accoppiamento del toporagno. Ma vogliamo parlare dell'Ululone Appenninico, del Tarabuso o il Mignattaio?

È l'Italia. Ma che male vi hanno fatto le pompe di benzina?