Trasporti

Parlamento UE, sì ai nuovi pedaggi stradali per autobus e autocarri

A partire dal 2023 gli autobus e gli autocarri saranno probabilmente costretti a pagare pedaggi stradali in base al consumo effettivo delle strade e all’inquinamento che generano. Il Parlamento Europeo il 25 ottobre ha approvato con 398 voti favorevoli, 179 contrari e 32 astensioni nuove norme sui pedaggi che dovrebbero assicurare non solo maggiore equità ma anche una riduzione delle emissioni di CO2 nel settore trasporti.

“Chi consuma, paga” e “chi inquina, paga” sono i due principi cardine dell’iniziativa, che comunque dovrà attendere il parere del Consiglio Europeo prima della negoziazione tra Parlamento e stati membri. La strada è comunque spianata e prevede anche un’indicazione per furgoncini e pulmini, ma con obblighi a partire dalla fine del 2027.

Christine Revault D’Allonnes Bonnefoy, membro dei Socialisti e democratici, che si sta occupando dell’iter legislativo ha previsto un’applicazione sul campo per 136.706 chilometri di strade e autostrade del continente. Però ogni Stato deciderà come procedere ed eventualmente non riscuotere pedaggi in alcune o tutte le aree interessate. Massima flessibilità insomma, a patto che nel  calcolo si consideri le emissioni di CO2 e che i mezzi a emissioni zero godano del 50% di sconto sulla tariffa più bassa.

“Il Parlamento propone anche di introdurre (o di mantenere qualora esista già) una tariffa extra per la congestione del traffico (una tariffa speciale da pagare in certe aree o in certi orari del giorno in cui c’è molto traffico e, quindi, maggiore inquinamento)”, puntualizza il Parlamento. “Gli stati membri possono comunque decidere di escludere gli autobus e i pullman da queste tariffe extra per incentivare l’uso del trasporto pubblico”.

Oggi le regole UE sulle tariffe si applicano esclusivamente agli sugli autocarri di peso superiore alle 12 tonnellate, ma la prospettiva è di regolamentare ogni trasporto merci o passeggeri entro il 2020.

“Ai paesi sarà permesso di creare degli sconti e delle riduzioni per gli utenti abituali di automobili, furgoncini e pulmini, in modo da incrementare la mobilità dalle periferie e dalle aree non urbane”, prosegue la nota UE.

Non meno importante l’imposizione di un tetto tariffario alle vignette autostradali a breve termine, “imposte da alcuni paesi europei agli autisti di autovetture”. L’idea è di stabilire tempistiche diverse, anche un solo giorno o una settimana per chi dispone di questa sistema.

Fermo restando il fatto che la differenza tra tariffa stradale e vignette è netta. La prima è basata sulla distanza o sull’area, solitamente pagata alle barriere stradali e ai caselli. Inoltre prevede differenze in base al tipo di veicolo o all’ora del giorno. Le vignette sono delle tariffe basate sul tempo e si contraddistinguono per l’adesivo da apporre normalmente sul parabrezza.