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Prova, Renault Megane RS Trophy: la più corsaiola

Le hot hatch sono un segmento di automobile tra i più divertenti ed entusiasmanti in assoluto: modelli stradali resi prestazionali da un potente motore e piacevoli da guidare grazie a un assetto specifico. Renault, con la sua tradizione nelle competizioni motoristiche, ha permesso al suo reparto sportivo di mettere le mani sulla Megane: il risultato è la RS Trophy.

Motore 1.8 litri portato a 300 Cv, telaio cup, quattro ruote sterzanti e un sound profondo e coinvolgente. Potrebbe essere lei il nuovo punto di riferimento del segmento?

Stile corsaiolo

Rispetto alla Megane standard, la RS Trophy aggiunge uno stile derivato dal mondo delle competizioni. Passaruota vistosamente allargati, assetto ribassato, piccolo spoiler posteriore, cerchi in lega da 19” con disegno dedicato. Gli interni sono arricchiti dai sedili avvolgenti rivestiti in Alcantara con logo “RS” cucito sui poggia testa; volante con inserti in Alcantara e mirino rosso al centro; pedaliera in alluminio; paddle in alluminio fissi al piantone dello sterzo.

Caratteristico il posteriore, con un grosso scarico al centro dell’estrattore dell’aria pronto a ruggire e a scoppiettare in modalità “Sport”. L’abitabilità è la medesima di una Megane standard, la vita a bordo è invece un po’ sacrificata per via della rigidità dell’assetto: le buche e le asperità del terreno sono assorbite parzialmente dalle sospensioni. Si percepisce l’urto. Apprezzare la RS Trophy significa scendere ad alcuni compromessi con la comodità: i lunghi viaggi non sono la vera vocazione della vettura.

Benché lo spazio all’interno sia molto buono, il suono del motore filtra all’interno dell’abitacolo e la struttura specifica non è ottimizzata per il confort. Tuttavia, per convincersi della messa a punto operata da Renault Sport, basta premere il tasto RS al centro della plancia…

Non solo 20 Cv in più

Il motore è un 1.8 litri a benzina, piccola cilindrata ma grande potenza: 300 Cv. Mettendo in moto la vettura, si ode sin da subito il rabbioso suono proveniente dallo scarico: profondo e acuto, simile a un ruggito. Più si preme sul gas, più la Trophy si esalta, coinvolgendo fisicamente il conducente: lo trascina in un tripudio di scoppiettii in rilascio e cambiate rapide e precise, rese ancor più gustose dai paddle. Il cambio è un automatico EDC a 6 rapporti, fluido, svolge un ottimo lavoro soprattutto richiedendo il massimo delle prestazioni.

Tuttavia, in condizioni quotidiane, una settima marcia di riposo avrebbe migliorato ulteriormente l’elasticità del propulsore. La scheda tecnica parla di un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e una velocità massima di 260 km/h. Non sono numeri da record. La Trophy non cerca la prestazione prepotente, è un’auto che richiede tecnica per essere sfruttata appieno. La realtà dove meglio può esprimersi è sul misto stretto/veloce: il telaio cup, le quattro ruote sterzanti, le barre anti rollio e la sensibilità dello sterzo, la rendono una vera auto da corsa. Comunicative come poche altre nel segmento anche grazie al differenziale Torsen che migliora la già eccellente tenuta di strada.

Con la giusta tecnica, è possibile disegnare traiettorie sempre precise, senza mai incorrere nel sottosterzo. Il lavoro tecnico e meccanico è ineccepibile. I freni difficilmente si affaticano, soprattutto gli anteriori: potenti, affondano la vettura restituendo sicurezza e affidabilità. Renault ha realizzato una vettura per il piacere di guida: veloce, maneggevole, agile, rumorosa e incredibilmente intuitiva e comunicativa. Il telaio cup e gli accorgimenti meccanici sono le vere virtù rispetto alla RS standard. I 20 Cv non fanno la differenza.

Una vettura da apprezzare che porta con sé il patrimonio di un marchio che ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel mondo del motorsport e che ha saputo alzare l’asticella delle prestazioni. Difficile trovare una concorrente all’altezza tra le trazioni anteriori sportive. Il prezzo da pagare è di 42.300 euro.