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Tesla come Uber e Lyft, ma senza il conducente

Elon Musk ha annunciato lo sviluppo di un'alternativa commerciale alle già popolari piattaforme di trasporto su commissione, quali Lyft e Uber. Si tratta, per ora, di un'idea.

Tra i numerosi punti del resoconto economico per il terzo quarto dell’anno, il celebre magnate Elon Musk ha annunciato lo sviluppo di un’alternativa commerciale alle già popolari piattaforme di trasporto su commissione, quali Lyft e Uber. Si tratta, per ora, di un’idea: utilizzare la mole di dati raccolti in quasi 7 anni di attività del servizio autopilot per dare vita ad una rete “neurale” di vetture in grado di soddisfare le necessità di spostamento privato. Citando l’imprenditore sudafricano, la visione che Tesla intende portare avanti è quella di una “condivisione delle risorse, rendendo possibile l’utilizzo privato della vettura nei momenti di necessità e l’impiego della stessa per il trasporto a pagamento nei momenti di inattività“.

Il modello immaginato è paragonabile alla condivisione che avviene su portali come Airbnb per quanto riguarda gli immobili. Nell’ipotetica giornata lavorativa potrebbe essere possibile recarsi sul luogo di lavoro e lasciare che la vettura gestisca in totale autonomia le chiamate di ipotetici clienti, generando un guadagno per il proprietario e riducendo l’utilizzo di ulteriori autovetture, un problema che da sempre attanaglia le metropoli americane ed europee. Al termine della giornata, il proprietario ritroverebbe la vettura nel luogo in cui l’aveva precedentemente lasciata.

Il dato interessante, citato da Musk durante la conferenza, è quello riguardante il numero di Tesla che potranno godere della guida totalmente autonoma. Secondo le prime previsioni, tutte le vetture prodotte dal 2016 avranno le capacità tecniche necessarie a supportare questo “update”, concedendo a migliaia di veicoli già immatricolati di partecipare a questo progetto.

Per contrastare la  scarsa diffusione di queste autovetture, Tesla intende portare, la dove il numero di privati aderenti è troppo scarso, la propria flotta aziendale di “navette” per il noleggio a brevissimo e lungo termine, favorendo il trasporto cittadino e i contratti con le aziende.

Al momento i concorrenti si basano su una tipologia di contratto con il conducente, che viene pagato in base all’orario della chiamata e alla distanza percorsa, mentre i proprietari di una tesla verrebbero pagati considerando solamente la distanza percorsa e di conseguenza i Kwh utilizzati. Quella che manca è la variabile del conducente, che non dovrebbe scomodarsi per dare un “passaggio” al termine di una serata, oppure recarsi all’aeroporto barcamenandosi nel traffico; al suo posto guiderebbe la vettura, in grado di prendere decisioni arbitrarie e di scegliere il percorso più veloce valutando il contesto circostante.

Considerato l’enorme vantaggio tecnologico posseduto fino ad ora da Tesla, per quanto concerne la guida autonoma, non è difficile immaginare un servizio di chauffeur “autonomo”, in grado di portare il cliente in qualsiasi destinazione all’interno di un raggio prestabilito. Rimane da vedere se l’attuale clientela della casa statunitense si dimostrerà propensa a “condividere” una vettura relativamente costosa con dei potenziali clienti. il fattore fiducia non è da sottovalutare.

Non è stata comunicata la data di inaugurazione del progetto pilota, che tuttavia avrà ragionevolmente inizio nel 2019, in concomitanza del rilascio della versione 9 di Autopilot.