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Tesla Hyper Hybrid, una Model Y da 10 milioni di euro

Se pensi a Tesla, pensi alle auto elettriche più diffuse in tutto il mondo, quelle che hanno a conti fatti aperto la strada per un mercato che oggi sta crescendo molto rapidamente; nonostante ciò, il Max Planck Institute for Chemical Energy Conversion in Germania ha deciso di utilizzare una Tesla Model Y per uno dei suoi progetti più ambiziosi, chiamato Hyper Hybrid, che ha puntato a creare un’auto alimentata a metanolo sintetico.

Il progetto, chiamato Carbon2Chem, punta a realizzare un nuovo sistema di alimentazione in grado di sfruttare i benefici della mobilità elettrica – che per sua natura è molto efficiente – e quelli dell’utilizzo di carburanti sintetici. Spariscono quindi le batterie, sostituite da un generatore che manda corrente al motore elettrico utilizzando il metanolo come carburante: quest’ultimo viene prodotto sfruttando tecnologie di riciclo della CO2 che si crea durante alcuni processi industriali.

Per realizzare questo ambizioso progetto è servita una collaborazione tra molte realtà, quali la Obrist DE, l’Università Tecnica di Monaco, l’Università Tecnica di Dresda e la RWTH Aachen: tutti questi enti messi insieme hanno potuto anche sostenere i costi delle modifiche apportate all’auto, pari a circa 10 milioni di euro, nella speranza di riuscire a ridurre le emissioni di CO2 da parte dell’industria dell’acciaio.

Il ministro della Ricerca in Germania, Anja Karliczek, crede fortemente in un futuro in cui l’idrogeno – e altri carburanti sintetizzati in laboratorio – avrà un ruolo centrale nella lotta alle emissioni di CO2:

“La protezione del clima può avere successo solo con l’idrogeno verde. Ecco perché vogliamo sostenere la ricerca, sappiamo che avremo sempre più bisogno di fonti di energia chimica in futuro.”

La Tesla Model Y Hyper Hybrid non è altro che un modo di far vedere al mondo le possibilità di innovazione che abbiamo a disposizione, volendoci investire. I combustibili sintetici dovranno svolgere un ruolo molto importante nel prossimo futuro, se si vuole sperare di convertire la gran parte dei sistemi di mobilità in qualcosa di più rispettoso per l’ambiente.