Tecnologia

Acqua naturale e frizzante dal rubinetto di casa, scopriamo le opportunità

È una routine per molte famiglie italiane: acquistare, trasportare, svuotare e accumulare bottiglie di plastica, per poi differenziarle. Lo facciamo ormai senza pensarci, ma eliminare completamente questa abitudine è possibile, senza privarsi di acqua pura, buona, fresca e, all’occorrenza, anche frizzante.

Mediamente l’acqua dei comuni italiani, quella che esce dal rubinetto di ogni casa, è biologicamente “buona”. Forse non è così pura come quella che si acquista in bottiglia, e spesso non dipende nemmeno dal comune ma piuttosto dagli impianti delle nostre abitazioni, ma renderla migliore è possibile, con uno sforzo minimo.

Un sondaggio di fine 2019 ha identificato un trend positivo, con sempre più italiani che bevono acqua del rubinetto, ma nonostante ciò un intervistato su tre si è detto estremamente preoccupato riguardo la presenza di contaminanti nell’acqua, e più del 50% si è definito “abbastanza preoccupato”. Infatti molti di coloro che hanno dichiarato di bere l’acqua di casa usano caraffe filtranti per purificare l’acqua.

In questo contesto abbiamo visitato BWT, un Gruppo che oggi conta 86 aziende, 4400 dipendenti, specialista nel trattamento dell’acqua dal 1990, ma con una storia centenaria alle spalle che ha visto un’espansione in praticamente tutti i settori: dalle acque utilizzate per trattamenti industriali, al settore pharma, alle piscine fino al settore più vicino a noi, cioè l’acqua che beviamo ogni giorno.

 Lorenzo Tadini, Direttore Commerciale di BWT, ci ha raccontato con entusiasmo l’evoluzione dell’azienda negli ultimi anni, la tecnologia e alcuni casi di successo che mostrano quanto possa essere vantaggioso scegliere un sistema in grado di trasformare l’acqua del rubinetto nella fonte principale di acqua per dissetarci.

Lorenzo Tadini - BWT

L’occasione ci ha permesso non solo di aggiornarci sul tema ma anche di capire cosa offre attualmente il mercato in termini di purificazione dell’acqua, le tecnologie, i prodotti, le difficoltà e i costi da sostenere nel caso vogliate abbandonare del tutto le bottiglie di plastica.

Prima di passare nel vivo dei prodotti per un’esperienza casalinga, riportiamo due storie di successo dell’azienda che permettono di capire meglio le potenzialità di questo approccio più ecologico. La prima riguarda l’adozione da parte dell’Università Bocconi di Milano di svariati distributori dislocati in tutto l’ateneo, con lo scopo di eliminare  le bottiglie di plastica. I dati ufficiali non sono ancora stati divulgati, ma da quanto ci è stato raccontato il risultato ha del sorprendente, con una riduzione drastica del consumo di bottigliette d’acqua, che rimangono unicamente baluardo di qualche irriducibile.

Il secondo caso riguarda invece le installazioni dei cosiddetti “chioschi dell’acqua”, presenti in molti comuni italiani, e che permettono ai cittadini di prelevare acqua, liscia o gassata. Ad oggi si contano più di 2000 chioschi, e da ognuno vengono prelevati mediamente 300mila litri d’acqua. La singola “casetta dell’acqua” permette in questo modo di evitare la produzione di 200mila bottiglie da un litro e mezzo, che corrispondono a 60mila chilogrammi di plastica in meno. I più sensibili alla salute del nostro pianeta avranno il piacere di sapere che se consideriamo anche il trasporto di queste bottiglie, la singola “casetta dell’acqua” porta a un risparmio annuale di più di 9000 chilogrammi di anidride carbonica.

Insomma, vale la pena controllare se nel proprio comune è presente uno di questi chioschi e le modalità di accesso.

Per la casa

BWT offre soluzioni per differenti ambienti, da quello casalingo a soluzioni pensate per aziende, dove la principale differenza riguarda la quantità di litri prodotti. Per la casa si va dalle classiche caraffe con filtri, a sistemi più evoluti che si possono installare in cucina, direttamente sopra a un mobile. Senza entrare nei dettagli, abbiamo cercato di capire quanto possa essere complicato acquistare e usare un sistema del genere, poiché sarebbe probabilmente il desiderio di molti possedere un distributore che in ogni momento possa offrire acqua naturale, a temperatura ambiente o fredda, e acqua frizzante fresca alla pressione di un tasto.

L’installazione di un distributore non è particolarmente complicata, poiché quello che serve è una presa elettrica e un attacco dell’acqua, che può essere facilmente derivato dall’impianto del rubinetto in cucina. La dimensione del distributore non è differente da quello di un classico elettrodomestico da cucina, e il resto dell’attrezzatura, come la bombola del gas necessaria per rendere l’acqua frizzante, si nasconde facilmente nel vano sotto al rubinetto.

E la manutenzione? Principalmente sono due gli elementi da sostituire: il filtro e la bombola del gas, interventi che dovrete fare ogni sei mesi circa, alla portata di chiunque e dal costo di qualche decina di euro. La durata della bombola del gas può essere inferiore o maggiore in base alla quantità di acqua frizzante richiesta.

Scettici, soprattutto sulla capacità di rendere l’acqua realmente frizzante (chi vi scrive beve quasi esclusivamente acqua frizzante e odia quella “leggermente frizzante”), ci siamo dilungati in più assaggi e possiamo assicurarvi che difficilmente si può distinguere l’acqua spillata da quella in bottiglia. Fresca, leggera, frizzante.

Facilità d’installazione, manutenzione ridotta ai minimi termini, acqua buona, anche quella gassata, niente più scale carichi di casse d’acqua e l’ambiente ci ringrazia. Cosa ci blocca dall’acquistare un sistema come quello offerto da BWT? Sicuramente molti non hanno semplicemente considerato l’idea, mentre per qualcuno potrebbe essere una questione di prezzo. Lorenzo Tadini, in maniera molto chiara, ci ha detto che il prezzo di un sistema BWT evoluto, quindi in grado di offrire anche acqua frizzante, si ammortizza in 4-5 anni, in base al consumo di acqua in famiglia. Considerate che il prezzo per un modello evoluto va dai 1200 ai 1600 euro circa. Per molti sarà sicuramente una spesa importante, e il periodo di ammortamento superiore al desiderabile, ma chi decidesse di fare questo passo potrà essere certo che l’affidabilità dei macchinari moderni è tale da durare più di dieci anni senza il minimo problema, permettendo quindi, sul lungo periodo, un risparmio.

Tutto questo al netto dell’impatto sull’ambiente, che non abbiamo considerato in questa valutazione puramente economica, ma che dovrebbe avere il suo peso per ognuno di noi, anche se in differente misura.

L’intervista

Di seguito potete vedere uno stralcio della nostra chiacchierata con Lorenzo Tadini di BWT.

Chi dovrebbe acquistare un distributore d’acqua

Anche in questo caso cerchiamo di capire chi potrebbe, o dovrebbe, essere interessato ai prodotti offerti da BWT. Sicuramente le aziende, per cui le dinamiche economiche sono certamente differenti rispetto a quelle familiari. Acqua pulita, un benefit che renderà i dipendenti felici e idratati, minor impatto sull’ambiente.

Per l’uso casalingo, invece, se bevete principalmente acqua naturale dovreste quantomeno informarmi sulle soluzioni proposte. I prezzi d’ingresso dei distributori in questo caso sono nettamente inferiori rispetto ai modelli che permettono di erogare anche acqua frizzante, di conseguenza la spesa verrebbe ammortizzata in tempi brevi, con tutti i benefici già citati.

Se invece non potete fare a meno, come il sottoscritto, di acqua frizzante, l’impegno economico è certamente più importante, e in questo caso non vogliamo farvi i conti in tasca. Tuttavia, se ad esempio state per cambiare casa, o solo l’arredamento della cucina, quindi avete già in programma una spesa di una certa rilevanza, ha senso valutare i benefici di un prodotto del genere.

E in ogni caso, considerate l’uso di una caraffa con filtro, consumate l’acqua del rubinetto, e contribuite a diminuire la produzione di plastica.