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Dynatrace: automatizzatevi fuori dal vostro ruolo in azienda!

In questi giorni si tiene a Barcellona il Perform, l’evento globale di Dynatrace, azienda specializzata nel monitoraggio delle risorse aziendali e nell’automazione dei processi. Durante il Keynote iniziale, il CEO dell’azienda, John Van Siclen, si è lanciato in affermazioni importanti, che se troveranno applicazione nel mercato avranno ripercussioni davvero rivoluzionarie. Vi ricordate il vecchio “La […]

In questi giorni si tiene a Barcellona il Perform, l’evento globale di Dynatrace, azienda specializzata nel monitoraggio delle risorse aziendali e nell’automazione dei processi.

Durante il Keynote iniziale, il CEO dell’azienda, John Van Siclen, si è lanciato in affermazioni importanti, che se troveranno applicazione nel mercato avranno ripercussioni davvero rivoluzionarie. Vi ricordate il vecchio “La magia è nel software” di Bill Gates? John Van Siclen si muove proprio su quel percorso, ricordando quando 5 anni fa i suoi ingegneri migliori gli hanno detto “Il cloud cambierà tutto: dobbiamo reinventare completamente l’azienda”.

Considerato che cinque anni fa Dynatrace era comunque già un colosso che dominava nel suo campo d’applicazione, lo sconcerto del CEO fu notevole: perché reinventare completamente un’azienda che va alla grande?

Perché, spiegarono gli ingegneri a cui aveva assegnato il compito di definire il futuro dei loro prodotti, il cloud è un terremoto che rivoluzionerà il mercato. Tutto diventa software defined: dalla rete interna alla WAN, passando per l’infrastruttura server.

E questo significa che la mole di dati generata dagli hypervisor e dai sensori avrà bisogno di così tanto software per esser gestita che un team umano non sarebbe riuscito a far fronte alla quantità di lavoro necessaria. L’unica possibilità sarebbe stata quella di creare una piattaforma basata su IA che potesse mettere in correlazione tutto quanto e autogestirsi.

Dopo cinque anni, la previsione si è dimostrata vera: la piattaforma di Dynatrace gestisce al momento 325 miliardi di istanze al minuto. Ci sono clienti che per investigare un singolo problema software devono analizzare più di un milione di istanze.  L’unica possibilità per non affogare in questo mare di dati è darlo in pasto alle macchine.

“Se pensiamo che stiamo costruendo automobili autonome” – dice John Van Siclen dal palco – “capite che è impossibile non pensare di costruire cloud autonomi, in grado di evitare incidenti e autoripararsi quando necessario”.

Un cloud pensato per creare una struttura impossibile da abbattere, che scova i problemi al software prima che vengano messi in produzione, che sia in grado di autoripararsi se qualcosa sfugge ai controlli preventivi e che, infine, indichi con grande precisione ai manager IT dove si trova il problema, cosa l’ha causato e perché.

“La nostra piattaforma” – dice Alois Mayr, technical product manager d  Dynatrace – “può seguire a ritroso tutto il percorso che ha causato un errore nell’applicazione o nel processo e individuare la componente che che non ha agito come previsto, anche se si trova logicamente molto lontana dal punto di stop”.

“Inoltre,” – continua Dave Anderson, digital performance expert di Dynatrace – “la piattaforma può fare tutti i controlli del caso PRIMA che il software venga messo in produzione e se un errore sfugge a questi controlli, decidere automaticamente di fare un roll back alla versione precedente in modo da tagliare fuori il problema in attesa che il bug venga risolto.”

Dynatrace, quindi, propone una soluzione che riduce drasticamente il numero di errori da gestire in produzione e, soprattutto, abbatte in maniera consistente il tempo necessario all’individuazione delle cause di malfunzionamento grazie all’estrema visibilità che gode su tutta l’infrastruttura.

“Il punto di forza della nostra soluzione” – dice infatti Anderson –“consiste nella grandissima visibilità che riesce ad avere e dare sulla infrastruttura interna. Rilasciando l’agente a livello dell’host, riesce a ottenere una mappa completa dello stack e la grande quantità di API supportate permette di ricevere dati da tantissime sorgenti esterne come Dockers, Kubernetes, ServiceNow e così via.

Il ruolo dell’IT, quindi, è sul punto di cambiare ancora e salire a un livello più alto. Il software si preoccuperà di tenere su il sistema e andare a caccia degli errori, mentre l’uomo si concentrerà sull’implementazione dei processi. “Non abbiamo neanche bisogno” – dice Carlos Gutierrez-Menoyo, Senior Operations Manager, Royal Caribbean – “di avere gente in ufficio a monitorare le macchine mentre facciamo degli aggiornamenti importanti perché sappiamo che se qualcosa va storto il sistema di controllo di Dynatrace ci avviserà al volo, indicandoci esattamente cosa sta andando storto.”

Il reparto IT può finalmente tornare a dormire di notte…