Le personalizzazioni hardware stanno diventando sempre più centrali nella strategia competitiva dei giganti del cloud computing, e Amazon Web Services ha appena alzato il livello della sfida con il lancio di processori Intel Xeon 6 sviluppati su specifica. La mossa arriva in un momento in cui i fornitori di servizi cloud cercano disperatamente di differenziarsi non solo attraverso i servizi software, ma anche tramite l'ottimizzazione dell'infrastruttura fisica sottostante. Per Intel, questa partnership rappresenta un'ancora di salvezza importante in un periodo di forte pressione competitiva da parte di AMD e dei processori ARM personalizzati.
Le nuove istanze R8i e R8i-flex promettono di offrire "le prestazioni più elevate e la larghezza di banda di memoria più veloce tra i processori Intel comparabili nel cloud". Dietro questa affermazione si nascondono specifiche tecniche che fanno gola agli sviluppatori: memoria DDR5 a 7200 MT/s e frequenze turbo fino a 3.9 GHz su tutti i core. La configurazione scalabile parte da appena due vCPU fino ad arrivare a 384 unità virtuali, una flessibilità che dovrebbe soddisfare tanto le startup quanto le enterprise più esigenti.
La matematica dei core rivela la potenza effettiva di queste macchine: considerando che AWS conta ogni thread x86 come una vCPU, un singolo processore a 96 core fornisce 192 vCPU EC2. Un server a doppio socket raggiunge quindi le 384 vCPU, corrispondenti alle configurazioni più potenti della nuova famiglia R8.
Bandwidth dinamica e ottimizzazioni per database
Una delle innovazioni più interessanti riguarda la configurazione dinamica della larghezza di banda, che permette agli utenti di bilanciare le risorse tra accesso di rete e connessioni all'Elastic Block Store di Amazon. Questa flessibilità può tradursi in miglioramenti sostanziali delle prestazioni dei database, un aspetto cruciale per molte applicazioni enterprise.
AWS suggerisce di utilizzare questi server per carichi di lavoro intensivi in memoria: database SQL e NoSQL, cache distribuite in-memory come Memcached e Redis, SAP HANA, e strumenti per big data come i cluster Apache Hadoop e Apache Spark. Si tratta di applicazioni che rappresentano il cuore pulsante di molte infrastrutture moderne.
Il fenomeno delle CPU su misura per gli hyperscaler non è nuovo nel settore. Oracle si è vantata in passato di utilizzare Xeon con più core rispetto a quelli venduti ad altri clienti, oltre a chip leggermente più veloci con la capacità di disattivare core non necessari. Anche AWS aveva già promosso in precedenza Xeon personalizzati come elemento di vantaggio competitivo.
Per Intel, questa collaborazione rappresenta molto più di un semplice accordo commerciale. In un'epoca in cui gli hyperscaler sono diventati clienti fondamentali per qualsiasi produttore di chip, a convincere AWS a promuovere prestazioni x86 superiori significa mantenere una posizione strategica nel mercato cloud. La sfida di AMD con i suoi processori Epyc e l'emergere di soluzioni ARM personalizzate rendono ogni partnership di questo tipo cruciale per il futuro dell'azienda di Santa Clara.
Quello che rende speciali questi nuovi Xeon rimane ancora un mistero tecnico, ma il fatto che AWS abbia deciso di acquisirli e di promuoverli attivamente suggerisce ottimizzazioni significative rispetto alle versioni standard disponibili sul mercato.