La competitività del sistema Italia nel panorama tecnologico ed economico globale si scontra con un ostacolo strutturale: la frammentazione regolatoria multilivello che rallenta l'implementazione di infrastrutture digitali, progetti di innovazione e sviluppo industriale nei settori strategici. Il nuovo studio "Ex Pluribus Unum. Una roadmap verso una regolazione economica pro-competitiva", realizzato da I-Com e presentato a Roma presso Palazzo Giustiniani, fornisce un'analisi dettagliata di come la sovrapposizione di competenze tra Stato, Regioni, enti locali e autorità indipendenti rappresenti un freno concreto alla capacità del Paese di attrarre investimenti tecnologici e rispettare le tempistiche imposte dalla transizione digitale ed energetica europea. Un quadro normativo confuso e procedure amministrative non uniformi generano quella che lo studio definisce "rendita regolatoria", costi aggiuntivi che gravano sulle imprese senza alcuna giustificazione di mercato.
Il rapporto evidenzia come l'architettura istituzionale italiana, caratterizzata dalla combinazione di direttive europee, legislazione nazionale, poteri regionali e competenze di autorità indipendenti, crei sovrapposizioni critiche soprattutto nei settori ad alta intensità tecnologica. Mentre il decentramento amministrativo ha attribuito alle Regioni competenze significative in ambiti come energia, ambiente e salute, l'assenza di meccanismi strutturati di coordinamento con le autorità nazionali ha generato disallineamenti operativi. Ogni livello istituzionale tende a massimizzare il proprio spazio decisionale, producendo conflitti di attribuzione che si traducono in ritardi nell'attuazione delle riforme e incertezza per gli operatori economici.
Nel settore delle telecomunicazioni, il paper di I-Com documenta persistenti criticità nei tempi di rilascio delle autorizzazioni per le infrastrutture di rete, sia fissa che mobile. Nonostante le riforme degli ultimi anni abbiano introdotto semplificazioni procedurali, l'implementazione sul territorio rimane profondamente disomogenea. I tempi medi per cavidotti e scavi mostrano miglioramenti, ma il numero ridotto di conferenze dei servizi convocate, specialmente in alcune regioni, costituisce un ostacolo significativo al roll-out delle reti 5G e fibra ottica. L'interpretazione restrittiva delle norme da parte di alcune amministrazioni locali e la mancanza di linee guida condivise tra enti e operatori rallentano progetti infrastrutturali essenziali per la competitività digitale del Paese.
Il rapporto sottolinea come la realizzazione tempestiva delle reti rappresenti una condizione imprescindibile non solo per la transizione digitale, ma anche per abilitare le applicazioni di intelligenza artificiale che richiedono larghezza di banda elevata e bassa latenza. I-Com propone l'adozione di strumenti operativi standardizzati per supportare gli amministratori locali, riducendo i margini di discrezionalità e accelerando i processi autorizzativi. Il monitoraggio sistematico dei colli di bottiglia e campagne di comunicazione istituzionale potrebbero inoltre ridurre conflitti territoriali e facilitare l'accettazione sociale delle infrastrutture tecnologiche.
L'energia rappresenta uno dei casi più emblematici di frammentazione regolatoria analizzati nello studio. Le competenze concorrenti tra Stato e Regioni hanno generato un mosaico di autorizzazioni eterogenee che impattano direttamente sui tempi di realizzazione degli impianti rinnovabili e sull'adozione delle tecnologie di decarbonizzazione. Nonostante l'Italia abbia recepito la direttiva europea Red III fissando un obiettivo del 42,5% di rinnovabili sui consumi finali lordi entro il 2030, il ritmo di crescita attuale risulta insufficiente. Il settore dei trasporti mostra ritardi particolarmente preoccupanti: nel 2024 l'elettricità ha rappresentato solo lo 0,73% dei consumi europei nel comparto mobilità, con una diffusione dei veicoli elettrici ancora lontana dai target nazionali.
Il paper identifica nei biocarburanti una leva strategica per colmare il gap entro il 2030 e il 2035, ma evidenzia come le norme e le procedure di certificazione non armonizzate tra Stati membri creino barriere all'ingresso e costi aggiuntivi lungo tutta la filiera. I-Com propone la creazione di un sistema unico europeo di certificazione per i biocarburanti e, nel medio termine, un mercato continentale dei certificati che aumenti trasparenza e liquidità, riducendo la rendita regolatoria che grava sulle imprese italiane costrette a confrontarsi con procedure più complesse rispetto ai competitor europei.
Nel settore salute, lo studio analizza l'impatto della frammentazione sulla gestione dei dati sanitari e sull'integrazione dell'intelligenza artificiale nei servizi clinici. L'evoluzione del Fascicolo Sanitario Elettronico e dell'Ecosistema dei Dati Sanitari ha evidenziato incertezze normative sull'utilizzo dei dati per scopi secondari, quali ricerca, programmazione sanitaria e sviluppo di nuove terapie. La combinazione di norme centrali, competenze regionali e interventi del Garante della Privacy ha creato un quadro frammentato che ostacola l'innovazione tecnologica nel settore. L'imminente implementazione dell'European Health Data Space rende urgente una definizione condivisa delle responsabilità e l'adozione di standard tecnici uniformi per la sicurezza e l'interoperabilità dei sistemi.
Il nuovo Testo Unico farmaceutico rappresenta un passo positivo verso il riordino normativo, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre il riassetto legislativo in una semplificazione concreta che riduca gli oneri amministrativi e acceleri l'accesso ai farmaci innovativi. Una criticità specifica riguarda i dispositivi medici: l'assenza di un'agenzia nazionale dedicata sovraccarica Aifa e Agenas di funzioni che richiederebbero una struttura autonoma. I-Com raccomanda la creazione di un organismo specializzato per aumentare la coerenza regolatoria e valorizzare il potenziale industriale di un comparto in forte crescita.
La roadmap proposta da I-Com per una regolazione pro-competitiva si articola su tre pilastri fondamentali: chiarezza normativa, capacità amministrativa e attuazione efficace. La legislatura europea 2024-2029 ha posto la semplificazione regolatoria tra le priorità strategiche, e lo studio indica come l'Italia abbia avviato un percorso positivo con i provvedimenti recenti, ma sottolinea che la piena efficacia delle riforme dipende dall'implementazione territoriale. Rendere routinari gli strumenti di better regulation, con consultazioni pubbliche strutturate e valutazioni ex-post basate su dati misurabili, consentirebbe di ridurre le asimmetrie tra territori e migliorare la prevedibilità delle decisioni pubbliche.