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Backup su misura con NetApp

Pagina 1: Backup su misura con NetApp

Il backup è un tema semplice da enunciare ma che può risultare complesso attuare, o meglio, farlo nel modo più confacente alle proprie esigenze, ottimizzando gli investimenti, salvaguardando quanto già fatto e mantenendosi quella flessibilità che è indispensabile per far fronte al mutamento delle esigenze di business.

Quali siano gli aspetti che è opportuno considerare quando si affronta il tema, lo abbiamo chiesto a Roberto Patano, direttore tecnico di NetApp e con alle spalle un'esperienza nello storage e nelle sue architetture pluridecennale.

Roberto Patano

GS: Come affrontare il tema del backup e soprattutto, come può essere articolato?

RP: Il tema del backup è molto vario e può essere affrontato suddividendolo in diversi livelli. Ad esempio, può essere legato ad esigenze di business continuity laddove si dà priorità alla continuità operativa dell'utente finale, oppure dal punto di vista del disaster recovery con un sito che è la copia dell'altro, oppure con un backup che può essere locale o no. Un quarto tema è poi quello della protezione delle informazioni, che vuol dire in pratica per quanto tempo si vuole mantenere disponibili dei dati e nel caso si renda necessario quale è la finestra di tempo entro la quale vi è la necessità di tornare operativi, che sono i due parametri classici di una architettura di backup.

GS: In tutto questo dove vi possono essere approcci innovativi?

RP: Non vedo grosse novità dove vi è l'esigenza di business continuity, e cioè laddove si pensi allo storage che in maniera sincrona o asincrona replica i dati da un sito all'altro al fine di garantire la continuità del servizio al front-end. Ma tutto cambia se a partire dal disaster recovery si passa a considerare il tema dal backup sino alla archiviazione. Qui è possibile continuare ad affrontarlo in maniera tradizionale oppure innovare attribuendo un ruolo crescente a soluzioni di cloud ibrido, ad esempio posizionando i propri dati in un sito terzo invece che in azienda e gestirlo come se fosse una comune locazione in qualche altro punto geograficamente remoto della infrastruttura IT.

GS: Quali benefici si ottengono?

RP: I benefici sono molto consistenti, sia in termini di continuità operativa, di gestione che economici. Non si mantiene più lo storage per il backup in casa ma lo si posiziona in una facility ad altissima affidabilità a cui ci si può collegare da ogni punto . Inoltre, per disporre della capacità di calcolo necessaria nell'evenienza di un disaster recovery non è necessario dotarsi di server che si spera di non dover mai usare ma ci si può appoggiare ad una dorsale ad alte prestazioni per accedere alla capacità computazionale on-demand resa disponibile da diversi provider. La differenza è quindi sostanziale dal punto di vista economico. Invece di dover allestire e mantenere operativo un sito storage gemello e i server computazionali, si attivano i server necessari su Amazon Azure o un proprio service provider e si paga la capacità elaborativa solo se e quando dovesse servire.