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Facebook, privacy e bufale

La polvere da sparo, se la usiamo per far saltare una parte di collina per costruire una galleria, non fa male a nessuno (mi perdonino gli ecologisti), ma se la mettiamo dentro una pistola, può diventare uno strumento cattivo.

Anche Facebook non è nè buono nè cattivo: è l’uso che se ne fa che può essere positivo o negativo. Perché dico questo? Perché oggi, sulle bacheche dei miei amici, ho visto ancora i presunti avvisi per salvaguardare la privacy su Facebook.

Il messaggio recita all’incirca così: "Ciao a tutti i miei contatti. Facebook ha cambiato ancora una volta le sue impostazioni di privacy. Con la nuova 'graphic app' chiunque può vedere le tue foto, commenti e gusti. […] Voglio rimanere in contatto con voi privatamente, poter postare le foto della mia famiglia e dei miei amici senza che estranei abbiano accesso a tutto. Infatti questo accade quando gli amici cliccano 'Mi piace'. Posiziona il mouse sopra il mio nome (senza cliccare), apparirà una finestra. Sposta il mouse su 'Amici' (senza cliccare), 'Impostazioni', clicca e verrà visualizzato un elenco. Deseleziona 'Avvenimenti importanti' e 'Commenti a mi piace'. In questo modo, l'attività non sarà più pubblica. Copia e incolla questo post sulla tua bacheca!". 

Claudio Panerai – direttore tecnico di Achab

Prima dicevo che è l'uso che si fa degli strumenti a renderli buoni o cattivi. Infatti, sebbene i social network abbiano delle potenzialità entusiasmanti, la maggior parte degli utenti cliccano 'Mi piace' senza pensare a quello che stanno facendo.

Ci sono milioni di notizie false e assolutamente inventate, che tutti condividono e contribuiscono a far circolare. Quando si condivide o commenta una notizia, ci si pone mai il problema di verificare se quell’informazione sia vera o falsa?

Io lo faccio ed è per questo che posso tranquillamente dire che l’appello sopra riportato è falso. Innanzitutto, la "graphic app" non esiste: fa riferimento alla "graph search", una funzionalità disponibile solo in Facebook in inglese, che permette di fare ricerche mirate tra i contenuti caricati. Per esempio, cercando "photo pizza Milano" la ricerca dovrebbe restituire foto dei nostri amici in pizzeria a Milano. 

Oltre al danno, la beffa

Appurato che l’applicazione che dovrebbe intromettersi nella nostra privacy non esiste (sicuramente non in Italia al momento) vediamo perché l’appello è addirittura dannoso. Le istruzioni fornite sono uno strumento per allontanarci dagli amici di Facebook. Se le si segue, saremo solo noi a non poter più vedere le notizie dei nostri amici. Quando si posta, si può decidere la visibilità dei contenuti: a tutti, ad alcuni o a nessuno.

Ecco le istruzioni ufficiali su come fare:

Si ha a disposizione uno strumento per la selezione del pubblico in diversi luoghi in cui condividere aggiornamenti di stato, foto e altri contenuti. Basta cliccare su questo strumento e selezionare il pubblico con cui si desidera condividere dei contenuti.

Lo strumento memorizza il pubblico con cui si condivide qualcosa e usa lo stesso pubblico quando si condividono nuovi elementi finché non si modifica l'impostazione. Ad esempio, se si seleziona Pubblica per un post, anche il post successivo sarà impostato sull'impostazione Pubblica, a meno che non si cambi i destinatari quando viene pubblicato il post.

Questo strumento è presente in diversi luoghi, come i collegamenti rapidi alla privacy e le impostazioni sulla privacy. Quando si modifica lo strumento per la selezione del pubblico in un determinato luogo, tale modifica si applica a tutti gli altri luoghi in cui lo strumento stesso è presente. 

Lo strumento di selezione del pubblico è inoltre presente accanto ai contenuti condivisi e permette di vedere chiaramente chi può vedere ciascun post. Se si desidera modificare il pubblico di un post successivamente alla condivisione, basta cliccare sullo strumento di selezione del pubblico e scegliere i nuovi destinatari.

Ricordiamo che quando si pubblicano contenuti sul diario di un'altra persona, è la persona stessa a controllare i destinatari che possono visualizzare il post. In aggiunta, possono vedere il post tutte le persone taggate in quel post e i rispettivi amici. 

Da: http://www.achab.it/blog/index.cfm/2013/9/facebook-privacy-e-bufale.htm