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JLL: generati 463 exabyte di dati entro il 2025

Secondo una recente ricerca si stima che entro la fine del 2021 ci saranno circa 7,2 milioni di data center nel mondo

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 01/07/2021 alle 08:23
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Entro il 2025 la quantità di dati generati ogni giorno potrebbe raggiungere i 463 exabyte a livello globale. Lo dice una recente ricerca di JLL, secondo cui si stima che entro la fine del 2021 ci saranno circa 7,2 milioni di data center nel mondo.

La sostenibilità e l’efficienza energetica sono fattori che pesano sempre di più sulle decisioni dei clienti; anche per questo motivo, in un recente sondaggio di S&P su 825 operatori di data centre multitenant, circa il 43% ha dichiarato di avere programmi volti a implementare la sostenibilità dei propri impianti.

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La crescita nell’utilizzo dei dati – e la conseguente necessità di disporre di data center - è guidata dalla domanda dei consumatori: le persone si aspettano un accesso a prodotti e servizi senza restrizioni di tempo e spazio. Nel 2020, ogni essere umano sul pianeta ha generato 1,7 megabyte di informazioni ogni secondo.

«Oggi il focus è su cambiamento climatico e centralità dei dati. Due aspetti che vanno in direzioni opposte, in quanto i data center toccano elevate soglie di consumo energetico e arriveranno ad assorbire il 3,2% di tutta la domanda di elettricità nel 2030» spiega JLL.

«La sostenibilità e l’efficienza energetica sono fattori che pesano sempre di più sulle decisioni dei clienti; anche per questo motivo, in un recente sondaggio di S&P su 825 operatori di data centres multitenant (MTDC), circa il 43% ha dichiarato di avere programmi volti a implementare la sostenibilità dei propri impianti».

La sostenibilità dei data center è ora in cima all'agenda di operatori, clienti e stakeholder. La pandemia di Covid-19 non solo ha evidenziato la crescente domanda di infrastrutture digitali, ma ha anche rafforzato il ruolo che gli immobili devono svolgere nella lotta contro il cambiamento climatico.

«Si stima che il settore immobiliare sia responsabile di quasi il 40% del totale delle emissioni dirette e indirette di CO2, il che significa che ha un grande ruolo da svolgere nel guidare la strada verso la sostenibilità».

In un’ottica sostenibile bisognerà ripensare agli edifici più vecchi e che continueranno ad operare almeno per i prossimi 10 anni, mentre per i nuovi data center il focus sarà su progettazione, materiali e design sostenibili.

Se i data center tradizionali - costruiti più di dieci anni fa - sono stati concepiti in un'epoca in cui la disponibilità annuale garantita era al primo posto, oggi l’attenzione si è spostata verso la sostenibilità e la responsabilità aziendale.

L’impegno per la sostenibilità è in forte crescita, dimostrandosi sempre più urgente e in primo piano nelle agende di molte organizzazioni. Molti dei cosiddetti data center tradizionali saranno ancora in funzione nei prossimi dieci anni, il che solleva alcune domande importanti su come raggiungere i nuovi obiettivi dell'industria.

«Guardando al futuro, il settore dei data center deve affrontare l'ulteriore sfida della decarbonizzazione degli impianti tradizionali per la quale serviranno investimenti e tecnologia».

L'ottimizzazione dell'energia è un punto chiave per l'infrastruttura dei Data Centre esistenti. Anche se il PUE è un buon indicatore, è fondamentale concentrarsi anche sulla gestione del flusso d'aria, indipendentemente dalla strategia di raffreddamento.

È di fondamentale importanza abbassare il consumo di energia dei data center, che sono grandi produttori di calore e per questo necessitano di essere raffreddati. Circa il 30% dell'energia consumata è infatti destinata ai sistemi di raffreddamento. I centri nei climi più freddi avranno tipicamente PUE più bassi di quelli in luoghi più caldi.

Raggiungere gli obiettivi PUE e WUE è complesso dato il considerevole numero di centri obsoleti attualmente operativi sul mercato. Poiché il PUE determina comportamenti molto diversi tra i data center vecchi e quelli nuovi, è una metrica spesso considerata controversa.

L'Uptime Institution Global Data Centre Survey 2019 ha riportato che il PUE medio dei suoi 624 partecipanti è effettivamente aumentato da 1,58 nel 2018 a 1,67 nel 2019, ma è rimasto relativamente stabile a quel livello negli ultimi due anni.

I data center europei devono raggiungere il target PUE dell’1,3-1,4% entro il 2025 per quanto riguarda i nuovi data center ed entro il 2030 per quelli costruiti più di 10 anni fa. Simili tempistiche sono previste per il WUE mentre entro il 2025, il 75% dell’energia utilizzata dovrà pervenire da fonti rinnovabili.

«Se gli operatori non riusciranno a rispettare questi impegni, potrebbero risultare meno appealing per i clienti che avranno sempre più obblighi etici e di sostenibilità da rispettare in tutta la catena del valore».

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