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Le marce in più di Zucchetti

Nel periodo 2011-2015 il gruppo Zucchetti, che nel suo complesso consta di oltre una trentina di aziende, è cresciuto da 256 a 386 milioni di euro in termini di fatturato, ovvero di circa il 50%. Ebbene dalle cose raccontate in occasione dell’evento"Making Toghether", si trae la convinzione che la società ha le potenzialità per bissare questa crescita nel prossimo quinquennio.

Le leve su cui può agire sono diverse e di varia natura e "incrociate" tra loro valgono una potenza di fuoco che poche altre società delle sue dimensioni sembrano in grado, in questo momento, di dispiegare sul campo. Zucchetti, grazie alla fitta ragnatela di affiliazioni, è oggi a tutti gli effetti una società di information technology a 360 gradi.

Come conferma la classifica annuale stilata da IDC, è la più importante software house italiana. Con in più il vantaggio di una flessibilità gestionale decisamente elevata, essendo un'azienda a controllo familiare: il presidente Alessandro Zucchetti ha la maggioranza e la sorella Cristina il resto del capitale.

Alessandro e Cristina Zucchetti
Alessandro e Cristina Zucchetti

Tornando alle leve a disposizione del gruppo per crescere in Italia e sullo scacchiere internazionale (oggi il fatturato estero vale introno ai 50 milioni di euro che dovrebbero raddoppiare nel corso del prossimo triennio, sommando alla crescita organica l’apporto delle acquisizioni, prevedono in Zucchetti), queste sono riassumibili nelle seguenti nove:

 

1- Una strategia enterprise di grande respiro

Da qualche tempo la società è molto attiva anche sul versante delle grandi aziende, una volta trascurate a vantaggio delle Pmi e dei professionisti. «Abbiamo messo a punto una precisa strategia per diversificarsi su questo importante fronte, ci dice Paolo Susani, direttore commerciale, e i risultati ci stanno ampiamente appagando. Anche di queste aziende con la nostra proposta Enterprise Global Solution noi aspiriamo a essere non tanto dei semplici fornitori ma "guida e compagni di viaggio". Abbiamo i prodotti, le risorse e le competenze per poterlo essere, come già ci riconoscono aziende come Fininvest, L’Erbolario e Calzedonia, giusto per citare alcuni clienti di recente acquisizione».

2 – Una offerta di soluzioni e servizi completa

Dei 386 milioni di euro di fatturato, il 45% ricade nell’area dei prodotti HR, il 26% in quella dei sistemi Erp, il 20% nel’area GC e l’8% in altri settori. Si tratta di ricavi conseguiti con soluzioni e servizi sviluppati pressoché interamente in house. Sono 1200 i ricercatori che si dedicano all’attività di R&S nella quale il gruppo spende il 20% del suo fatturato. Impegni che garantiscono alla società non solo la possibilità di aggiornamento del parco applicativo installato ma anche la possibilità di sviluppare applicazioni muove, quelle in grado di "contaminare" il parco esistente, ossia di arricchire l’offerta esistente e di aprire nuovi spazi di mercato. È una leva sulla quale Zucchetti vuole fortemente insistere per il raggiungimento dei nuovi obiettivi, in Italia e all’estero.

andamento del fatturato Zucchetti dal 2009
Andamento del fatturato Zucchetti dal 2009

 

3 – Le cross application

Internamente le chiamano cross application, o applicazioni a metà tra quelle Erp e HR. Mentre il mercato delle applicazioni tradizionali vive di fatto di una domanda di sostituzione, in questo caso il mercato è ancora in larga misura da generare e conquistare. «Le opportunità per noi e i nostri partner su questo fronte sono enormi – dice Susani -. I prodotti immaginabili sono parecchi ma certamente tre applicazioni che dovrebbero riservare molte soddisfazioni e sulle quali noi stiamo investendo sono BI/Analytics, Safety e Gestione documentale in un’ottica applicativa che va dalla firma alla conservazione dei documenti. Per alcune di questa cross application possiamo ipotizzare tassi di sviluppo del 40% l’anno per parecchio andare».

Un sempre maggior numero di partner sarà pronto anche per vendere le "cross": circa 400 a fine anno, contro appena una ottantina nel 2015.

4 – Un network di 1100 partner

Zucchetti adotta un modello ibrido: i partner sono circa 1100, di sui 900 in Italia e il resto all’estero. Da loro viene poco più della metà dei ricavi. Nelle intenzioni di Zucchetti non è previsto un aumento delle partnership (tranne che all’estero), ma sarà svolta una attività di riqualificazione del canale. Innanzitutto per conseguire una migliore efficienza del supporto e una maggiore redditività. Inoltre si mira anche a una semplificazione dell’offerta, sulla falsa riga dell’Academy creata internamente per supportare partner e clienti. Nonostante la forte concorrenza nel mercato software, è un altro dei messaggi lanciati da Rimini, è ancora possibile fare buoni guadagni, soprattutto se si intercettano le nuove esigenze dei clienti e se ci si mette nell’ottica giusta per valorizzarle. Zucchetti insegna: la marginalità della società, a livello di ebitda (consolidato di gruppo) è di circa 67 milioni di euro, il 20% del fatturato. Inoltre, in prospettiva, un apporto verrà anche da Zucchetti Store, il marketplace da poco avviato.

Paolo Susani
Paolo Susani

5 – Dal cloud il 28% del fatturato

Il cloud sta dando un contributo significativo allo sviluppo. Nel 2015 il fatturato è aumentato di ben il 44%, raggiungendo i 110 milioni di euro, circa il 28% del giro d’affari totale. Non si hanno motivi per ritenere che questo andamento non debba continuare. La creazione di un proprio data center (certificato Iso 27001) è anche a supporto di questa attività. Si tratta di un centro in cui sono al momento presenti 2mila server, in grado di gestire 15mila ticket all’anno, 1,5 miliardi di email l’anno e 70 terabyte di backup al giorno.

6 – Alleanze sempre più numerose

Sono parecchie le alleanze che si stanno definendo, in Italia e all’estero. A Rimini erano presenti i rappresentanti di Ibm e Microsoft, ma non sono gli unici vendor con cui Zucchetti intende promuovere affari insieme. «Con Ibm – puntualizza Susani -, abbiamo una partnership tecnologica, incentrata sui Power8, come sistemi "consigliati" per il supporto delle nostre applicazioni. Con Microsoft, come ha tenuto anche a evidenziare il suo amministratore delegato Carlo Purassanta nel suo speech dal palco del Palazzo dei Congressi di Rimini, riprendiamo a collaborare dopo 13 anni, presentando soluzioni congiunte soprattutto per l’utenza enterprise».

Alleanze strategiche sono state strette da Zucchetti anche con la francese Talentia Software, in cui il gruppo italiano ha pure acquisito una partecipazione di minoranza, e con la Sage per l'integrazione delle rispettive applicazioni. Impensabile fino a qualche anno fa oggi Zucchetti è stata scelta altresì da Sap per completare sue soluzioni.

7 – Estero verso il raddoppio

Il fatturato estero di 50 milioni di euro nel 2015 è destinato a raddoppiare nel prossimo triennio nelle stime di Zucchetti in funzioni delle strategie internazionali: «Attualmente, siamo presenti sui mercati esteri con un network di 12 aziende e circa 200 rivenditori che offrono una gamma di 23 applicazioni. Anche all’estero abbiamo intenzione di replicare il programma delle cross application, intensificando presenza geografica e collaborazioni», sottolinea Enrico Itri, responsabile Worldwide Business Operations.

8 – 200 nuove assunzioni nel 2015

La forza di una azienda, soprattutto di questi tempi, la si vede anche dai numeri delle assunzioni. Zucchetti contava a fine dello scorso anno 3150 addetti, di cui 200 assunti nello scorso anno. Altre 60 assunzioni sono avvenute nel primo trimestre dell’anno in corso. Un altro numero interessante riguarda i clienti: quelli in gestione sono 105mila (4900 in più anno su anno), di cui ormai l’80% rappresentato da aziende.

9 – Investimenti

Gli investimenti rappresentano una priorità per un gruppo votato alla crescita e all'innovazione. Ebbene negli ultimi cinque anni gli investimenti hanno sfiorato i 90 milioni di euro e quasi 30 nei primi mesi dell’anno in corso, proprio a sottolineare la l’accelerazione nella strategia della "fertilizzazione cross" che Zucchetti intende portare avanti a ogni livello. Ormai, osserva Giorgio Mini, vice-presidente: «La tecnologia non è più né un limite né un alibi, ma un abilitatore dell'economia collaborativa o "sharing economy". Le soluzioni non sono più pensate per pochi ma per tutti. Uno dei presupposti della Digital Transformation. Gli ostacoli esistono soltanto nella nostra testa. Il 90% del parco installato ha bisogno delle integrazioni delle cross application e noi siamo pronti e lo saremo sempre di più per fornirle».