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Emergenza security

Pagina 6: Emergenza security

Emergenza security

Questa crescente arretratezza dell'Italia in tema di ICT Security va ridotta al più presto, non possiamo permetterci nemmeno un altro anno di inerzia come quello appena trascorso. Per questo nel Rapporto Clusit 2013, che è stato presentato ufficialmente a marzo nell'ambito del Security Summit di Milano, abbiamo lanciato nuovamente il nostro grido di allarme, dati alla mano, nella speranza di essere ascoltati e che qualcosa inizi a muoversi.

La pressione delle tenaglie di Efesto sull'Italia rischia di schiacciarci come i proverbiali vasi di coccio tra i vasi di ferro: non solo questo è insostenibile già nel breve-medio termine, ma è, realisticamente, del tutto inaccettabile. Abbiamo le competenze, le capacità e perfino le risorse economiche, volendo, per sanare questa situazione. Ma dobbiamo agire adesso,a prescindere dalle vicende politiche e dal periodo di ristrettezze finanziarie.

Andrea Zapparoli Manzoni, Presidente de iDialoghi, Direttore Generale di Security Brokers, membro del Consiglio Direttivo di Clusit e di Assintel, membro dell'Osservatorio per la Sicurezza Nazionale

L'alternativa è consegnare il nostro Paese (le sue imprese, le sue istituzioni e i suoi cittadini) nelle mani di cyber criminali, spie e potenze ostili, lasciando che diventi un Far West digitale, condizione dalla quale sarebbe poi difficilissimo uscire e che avrebbe un impatto tremendo sull'economia interna, sugli investimenti stranieri e sulla qualità della vita dei nostri cittadini.

Al ritmo attuale di allargamento della forbice in materia di Information Security tra il nostro e gli altri paesi avanzati, e del contestuale incremento delle minacce informatiche, si rischia di relegare l'Italia tra i paesi del terzo mondo, sancendo la sua totale irrilevanza nel Cyberspazio. E questo, spero siamo tutti d'accordo, non deve succedere. Non ce lo possiamo permettere.