Mercato

Mastercard, il sistema dei pagamenti a prova di futuro

Nella sua ricerca “Paying digital, living digital: evoluzione dello stile di vita degli italiani prima e dopo il Covid-19realizzata in collaborazione con AstraRicerche, Mastercard aveva analizzato la fase attuale, definita di “normalizzazione del digitale”. Dopo il consolidamento, per ovvie ragioni, degli acquisti online e dei pagamenti contactless, sembra che gli italiani non siano intenzionati a tornare indietro, ossia a fare un più largo uso del contante.

Non a caso, la ricerca evidenza che ad ottobre 2020, in Italia, almeno 8 individui su 10 dichiarano di utilizzare frequentemente le carte di pagamento, seguite dalle quelle contactless, ormai parte delle abitudini consolidate per il 78% degli intervistati. «Il report ci dice anche che esiste una certa propensione dei connazionali a conoscere i temi che riguardano i pagamenti digitali, a dimostrazione come spesso il digital shift sia più semplice a farsi che a dirsi. Cambia anche la percezione che i consumatori hanno degli esercenti, considerati più inclini oggi ad accettare le carte ai contanti» ci spiega Lorenzo Fredianelli, Director, Digital Payments & Labs di Mastercard, che ci spiega le ultime novità tecnologiche che mirano a rivoluzionare il futuro dei pagamenti digitali al servizio di issuer, consumatori, partner e retail.

Di fatti, le carte di pagamento superano il contante e si attestano al primo posto di una speciale classifica degli strumenti più usati, nel particolare dal 79.8% degli italiani, con una crescita di +4,0% rispetto alle analisi elaborate solo qualche mese fa (giugno 2020). Si affermano anche forme innovative, legate allo smartphone e alle app, con un +1,8% per i pagamenti realizzati attraverso app bancarie, che riscuotono il favore di oltre 1 italiano su 5 tra i 15 e i 44 anni. Mastercard, in tale scenario, svolge un ruolo determinante, non solo per quello che già offre ma anche per tanti sviluppi futuri.

Lorenzo Fredianelli, Director, Digital Payments & Labs di Mastercard
Facce Aziendali

«Il mercato italiano è molto evoluto circa le soluzioni di pagamento. L’Italia è stato tra i primi paesi ad accogliere le novità di tanti produttori che hanno introdotto strumenti contactless legati a determinate app, come Google, Samsung, Apple e così via. Questo fa si che tra i nostri confini siano disponibili un po’ tutti i tool globalmente riconosciuti». E ciò, per Fredianelli, ha incentivato gli utenti verso la scoperta di tali innovazioni.

Tokenizzare il mondo

Sembra che negli ultimi mesi si siano fatti passi in avanti per il settore più che in dieci anni? «In realtà il mercato era già abbastanza pronto e la ricerca lo dimostra. Di certo, la tecnologia ha reso più semplice sviluppare piattaforme, visto che alla base vi è sempre il processo di toketizzazione, che permette di trasformare qualsiasi oggetto connesso ad internet in un sistema di pagamento. Possiamo, ad esempio, tokenizzare il singolo sito web, così da offrire maggiore sicurezza. La novità, dal nostro punto di vista è il Click-to-Pay, che consente di usare token anche su portali usati per la prima volta, con il marchio di Mastercard che è sinonimo di sicurezza» continua il direttore».

La crescente diffusione dell’e-commerce sta spingendo i consumatori a chiedere pagamenti online sempre meno macchinosi, ma sicuri e consistente al tempo stesso. Click-to-Pay parte proprio da tale pressuposto, così da eliminare gli ostacoli dei pagamenti online, in particolare al momento del check-out, presso i negozi aderenti. Archiviando infatti le informazioni per il pagamento in modo sicuro, attraverso la tokenizzazione, Click-to-Pay semplifica l’esperienza del consumatore, al quale basterà un semplice click su un riconoscibile “bottone” Mastercard per procedere con l’acquisto.

Identità allargata

Altra novità è il Digital ID, una soluzione che esce dal mondo dei pagamenti e approccia un mondo sempre più immerso nei processi di check-in. «L’economia di check-in e check-out ci spinge verso una serie di attività che poggiano sulla biometria per autenticare un accesso. Ad esempio,  lavoriamo già con varie università e reti di uffici postali in Australia per usare il Digital ID come mezzo con cui iscriversi agli atenei, ai corsi e persino agli esami, potendo svolgerli online, particolarmente utile in tempi come questi. In Macedonia invece, se si vuole aprire un conto presso una nuova banca, non serviranno più mole e mole di dati cartacei ma un singolo Digital ID».

«Gestiamo in due livelli l’identità digitale. Il primo è quello informativo, tramite il decalogo “Restoring trust in a digital world”, una sorta di vademecum che spiega come approcciare i temi della sicurezza e della privacy. Il secondo livello è invece tecnico e si traduce proprio nello sviluppo delle soluzioni, ossia nell’unione di teoria e pratica».

La domanda adesso è: conosciuti questi sistemi innovativi, apprezzati e integrati totalmente nella nostra vita quotidiana, si tornerà mai indietro? «Direi proprio di no» chiude Lorenzo Fredianelli «I numeri della ricerca confermano in maniera oggettiva che se 8 italiani su 10 vogliono continuare a pagare con carta invece che con il contante, allora vuol dire che il modus operandi fa parte della cultura del paese. Quel numero è destinato a crescere, qualsiasi sia lo sviluppo dell’attuale situazione sanitaria»