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Orchestrare la rete virtuale e i servizi con RADview

Una infrastruttura virtuale, sia essa limitata alla componente IT o di rete, o le comprenda entrambe, va orchestrata, altrimenti è come disporre di decine di strumenti ma lasciare che ognuno suoni il proprio motivo.

Se la cosa è necessaria in un ambiente IT, quando si parla di una rete e della sua parte di accesso preposta all’erogazione di servizi, l’orchestrazione diventa indispensabile. E lo è ancor più se la rete, oltre a servire per usi interni viene usata per erogare servizi a terzi. Ciò implica sottoscrivere contratti, livelli di servizio, sottostare a penali, tutti fattori che in una rete  il cui controllo non sia ottimizzato in tempo reale può portare a consistenti perdite non solo economiche ma anche di immagine.

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RADview: visualizzazione topologica

Orchestrare una rete di moderna concezione in grado di erogare servizi in modo virtuale e di corrispondere ai principi della Network Functions Virtualization (NFV)  presenta non poche difficoltà e alcuni punti fermi. Tra questi, ma di certo in modo non esclusivo:

  • Una interfaccia di utente che semplifichi la pianificazione, il provisioning e il monitoraggio dei servizi e della rete medesima.
  • Un orchestrator D-NFV (Distributed NFV) che permetta di attivare rapidamente macchine virtuali e servizi presso la parte di rete residente a casa o in prossimità del cliente.

Le componenti elencate, oltre ad altre, sono quelle che si è prefissata di rendere disponibili RAD tramite il suo software RADview per l’orchestrazione e la gestione di reti.

La soluzione è disponibile in Italia tramite il suo rappresentante locale CIE Telematica (www.cietelematica.it), società di ingegneria con alle spalle una esperienza trentennale nella progettazione, installazione e supporto di reti di accesso fisse e mobili.

Nel suo complesso RADView è una piattaforma di management che comprende quattro moduli fondamentali: EMS, Service manager, Performance monitoring e il già citato D-NFV Orchestrator. Vediamoli in maggior dettaglio.

EMS è la componente che costituisce l’interfaccia grafica verso l’utente. In essenza, permette di organizzare e controllare la topologia di rete, gestire e controllare lo stato di funzionamento dei diversi elementi di rete e realizzare funzioni quali inventario, visualizzazione delle risorse, creare macchine virtuali, rilevare gli elementi della rete o eseguire script.

A questo aggiunge la possibilità di gestire i malfunzionamenti e rilevarne le possibili cause, evidenziare allarmi e inoltrare log degli eventi a un livello di controllo gerarchico superiore. Ha , non ultimo, il compito di occuparsi della sicurezza, registrare le attività degli utenti e attribuire i diritti di accesso a gruppi o al singolo utente.

Il secondo elemento chiave della soluzione RAD è il Service Manager. In essenza, è un modulo progettato per ridurre al minimo la complessità insita nel progettare  una rete multiservizi Carrier Ethernet. Tra i suoi compiti annovera quello di creare i servizi, realizzare i test dei servizi medesimi in accordo allo standard Y.1564 e attivare i processi atti a garantire lo SLA.

Fondamentale per la gestione di una rete virtuale è il terzo modulo, dedicato al monitoraggio delle prestazioni. Il Performance Monitoring ha il compito  di monitorare lo stato del servizio e della rete al fine di garantire la corrispondenza del servizio allo SLA sottoscritto.

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RADview: monitoraggio end to end

Il compito viene assolto tramite la continua collezione di KPI fornite dai dispositivi RAD che costituiscono la rete. La raccolta dei dati avviene in accordo agli standard ITU-T Y.1731 e TWAMP. Tra i suoi compiti anche quello di rilevare immediatamente il degrado del servizio al fine di abilitare  un intervento atto a riportarne il livello a quello garantito.

Ultimo ma non meno importante elemento di RADview è  il D-NFV Orchestrator. E’ il software che permette di installare le macchine virtuali sui moduli X86 che espletano le funzioni D-NFV all’interno dei dispositivi RAD che costituiscono l’Edge della rete presso gli utilizzatori.

Assolve anche al compito chiave di repository dei certificati delle applicazioni di virtual function e di stabilire il traffico tra le porte fisiche e switch virtuali.

CIE   RAD  Business Services generica

Ma dove gira tutto questo?

Si tratta – ha spiegato Luigi Meregalli, general manager di CIE Telematica – di un softare che gira su ambiente standard, sia Windows che Linux con almeno 16 GB di RAM e uno spazio disco disponibile di 240 GB.  In ambito Windows richiede Windows 7 o 8 64-Bit Professional Edition oppure Windows Server 2012 R2 (64-Bit) Standard Edition. In ambiente Linux richiede invece RedHat Enterprise Linux (REHL) Versione 6.5 64-bit oppure CentOS Version 6.5 64-bit“.