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Saldi ed ecommerce multicanale in tre passi

Akamai consiglia strategie per applicare la multicanalità ai retailer che vogliono massimizzare la "situational performance" nell'era del mobile e dello shopping online.

Avatar di Gaetano Di Blasio

a cura di Gaetano Di Blasio

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 09/07/2013 alle 10:51 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:46
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È partita la stagione dei saldi estivi e Akamai si chiede quanti retailer si saranno attrezzati per fronteggiare le nuove dinamiche di consumo.

Sono infatti sempre più numerosi, evidenziano in Akamai i touch point che consentono al cliente di entrare in contatto con il brand e che, primo fra tutti, il mobile, favoriscono la convergenza dei canali. Quanti consumatori ricercheranno sul Web le occasioni migliori per poi acquistare in store? Quanti utilizzeranno lo smartphone all'interno del punto vendita per navigare?

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Per i retailer, una delle problematiche principali associate al concetto di multicanalità è la capacità di garantire esperienze d'acquisto coerenti e di alta qualità in ogni situazione e contesto d'uso, ciò che Akamai definisce "situational performance".

Lo shopping multicanale comporta infatti particolari criticità soprattutto in termini di performance: con la varietà di dispositivi e situazioni di connettività, le aspettative del consumatore rimangono le stesse, ma le sfide dei retailer aumentano esponenzialmente.

"L'utente multicanale ha per i retailer un potenziale molto alto, ma altrettanto alte sono le sue aspettative: i navigatori da dispositivi mobili si aspettano un'esperienza Web simile a quella di un desktop o laptop, ma oggi non è ancora così", afferma Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai.

La società ricorda che, già nel 2006, Amazon calcolava una perdita pari all'1% del fatturato totale per 100ms di ritardo nel tempo di caricamento delle pagine.

Da allora le prestazioni del sito hanno visto ulteriormente aumentare la propria importanza, anche in funzione del posizionamento sui motori di ricerca.

"Non solo - continua Collacciani -, la complessità del mondo mobile aumenta in modo costante: attualmente, ogni giorno si collegano a Facebook 7mila dispositivi diversi, ciascuno con un diverso sistema operativo, browser, risoluzione e connettività, generando dunque performance differenti a seconda del contesto".

Luca Collacciani, regional manager di Akamai

Akamai individua tre step fondamentali per "cavalcare al meglio l'onda dello shopping multicanale e garantire le migliori perfomance su tutte le piattaforme", che riportiamo di seguito:

  • Misurare l'esperienza - Per migliorare la performance dei propri siti è necessario, innanzitutto, cominciare ad analizzare le Web experience degli utenti finali, tenendo conto delle performance del sito a cui accedono gli utenti indipendentemente dal canale di fruizione (mobile, web, TV, tablet…) e dalla connessione (Wi-Fi, 3G, LTE, GPRS, Edge, LAN…). Se correlate alle proprie metriche chiave (per esempio, il tasso di conversione), tali misurazioni consentiranno al retailer di individuare eventuali aree di miglioramento e identificare quelle funzioni e caratteristiche del proprio sito rappresentano i driver del successo.
  • Costruire l'intelligence - Data la pluralità di contesti d'uso, per i retailer diventa cruciale riuscire a ottimizzare caso per caso. Poter contare su di un'intelligence in tempo reale (che includa per esempio informazioni sulle caratteristiche di un dispositivo e le condizioni in tempo reale di un network) permette ai retailer di prendere le giuste decisioni in merito alla distribuzione dei contenuti.
  • Ottimizzare l'erogazione - Una volta analizzati i propri canali e raccolta l'intelligence relativa, è il momento di passare all'ottimizzazione di ciascuna esperienza di shopping. Le tecnologie di cloud optimization di ultima generazione sono in grado di migliorare drasticamente le perfomance di siti Web, siti mobile e app.

"La perfomance di un sito è spesso un fattore determinante per concludere un acquisto e non va trascurata; è quindi una buona mossa affidarsi a un provider capace di automatizzare l' ottimizzazione dei contenuti", conclude Collacciani, ricordando le compentenze di Akamai in questo contesto.

In particolare, le prestazioni possono essere migliorate sensibilmente grazie a funzioni quali la compressione delle immagini, la caratterizzazione dei dispositivi e la Front-End Optimization (FEO).

Questi consentono ai retailer di adeguare l'erogazione dei propri contenuti in tempo reale in base a parametri come velocità di connessione e caratteristiche del dispositivo (dimensioni schermo, CPU, browser, JavaScript, livello batteria, GPS ON/OFF).

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