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Verso reti a un solo livello

Le reti dati sono sempre più efficienti e virtuali ma per essere fruite al meglio possono richiedere competenze non alla portata di tutte le aziende. Per quest’ultime la soluzione per ottimizzare Capex e Opex può venire dal cloud

Avatar di Giuseppe Saccardi

a cura di Giuseppe Saccardi

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/02/2013 alle 08:30 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:44
  • Software e cloud nel futuro del networking
  • Verso reti a un solo livello
  • Software Defined Networking
  • Contenere il Capex con il Network as a Service
  • Reti virtuali application oriented
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Verso reti a un solo livello

Prendiamo ad esempio la corsa a realizzare architetture piatte, flat in anglosassone, (processo che più o meno coinvolge tutti i grossi fornitori mondiali di soluzioni di rete), al limite ad un solo livello.

È quello che di solito viene descritto come rete con una sola "fabric", intendendo con questo una rete in cui tutti i dispositivi hardware che la compongono, nodi di backbone, nodi periferici di aggregazione o di accesso, eccetera, pur essendo distribuiti geograficamente sono però visti come se fossero un unico grande apparato. Tali reti, costituite da un solo apparato virtuale, sono indubbiamente più semplici da gestire e da organizzare, anche se quanto è valido per una rete fissa lo è meno per la componente wireless di una infrastruttura aziendale.

L'architettura piatta implica però apparati ed una struttura della rete vista come un unico grande apparato distribuito, cosa facile concettualmente a enunciarsi ma non sempre a farsi perchè la distanza può implicare problemi nei parametri connessi alla erogazione di applicazioni sulle lunghe distanze geografiche.

In una rete flat ideale ogni apparato è connesso direttamente ad ogni altro, in modo da ridurre tempi di transito e rischi di colli di bottiglia (fonte Juniper)

Inoltre, ciò ha finito con il richiedere un forte controllo software intrinseco agli apparati di rete, e ciò ha reso difficile il controllo diretto di quanto avviene da parte del responsabile aziendale. Se tutto va bene non ci sono problemi, ma se qualcosa non funziona è come trovarsi di fronte ad un moderno televisore, prima di capire dove mettere le mani ci si deve leggere un manuale di istruzioni di centinaia di pagine, e non è detto che ce ne sia il tempo.

Insito poi nella evoluzione attuale dell'ICT e delle reti è il concetto di Open, anzi, è un concetto che proprio con le reti si è affermato inizialmente, e ciò ha fatto sorgere il problema di come poter operare in un tale contesto, il che vuol dire poter usare l'apparato di backbone, di accesso o di aggregazione che meglio si crede, perché è quello che si ritiene ottimale, costa meno, eccetera.

Anche il questo caso se praticamente tutti i produttori affermano di avere soluzioni aperte la realtà è poi un'altra, perché quando si parla di standard come in molte cose il diavolo si nasconde nei dettagli, e a parte un nucleo di servizi codificati dagli enti internazionali non è detto che due apparati diversi possano capirsi per l'intera gamma dei servizi erogati. Il che può obbligare a lunghi e costosi test di integrazione senza peraltro avere la garanzia che con nuovi rilasci di prodotto l'interoperabilità persista. 

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