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Soundreef ed Endeavor, parte la sfida alla SIAE

Davide d'Atri di Soundreef, la start-up che sta rivoluzionando la gestione dei diritti d'autore in ambito musicale scontrandosi con SIAE, è entrato in Endeavor, una delle più efficienti organizzazioni del mondo per l'accelerazione dei progetti imprenditoriali. Per poter comprendere la questione a 360°, ne abbiamo parlato con Raffaele Mauro, Managing Director di Endeavor Italia.

Endeavor, una realtà dal respiro internazionale

"Endeavor, come organizzazione no-profit, si occupa di creare crescita economica, prosperità e occupazione di qualità nei territori in cui va a operare. Lo strumento specifico con cui viene perseguito questo obiettivo è quello di supportare quella nicchia di imprenditori che stanno costruendo delle scale-up, ovvero delle imprese che possono passare dall'essere piccole all'essere grandi in brevissimo tempo. La logica è quella di fornire a queste realtà l'accesso ai mercati, ai talenti e, soprattutto, ai capitali" ha spiegato Raffaele Mauro.

Raffaele Mauro Endeavor
Raffaele Mauro, Managing Director di Endeavor Italia

Si tratta dunque di una delle più quotate strutture di impact investing al mondo. Oltre millecinquecento investitori e imprenditori affiliati, presente in 28 Paesi e con un tasso di crescita media per le aziende del 168%. Una realtà nata a New York nel 1997, divenuta uno dei più efficienti acceleratori di start-up del globo, approdata in Italia solo a febbraio 2016.

Linda Rottenberg
Linda Rottenberg, CEO e co-founder di Endeavor

"Endeavor nel suo percorso di sviluppo ha fatto evolvere il proprio modello. Inizialmente era una realtà focalizzata sui Paesi in via di sviluppo. Dopo il 2007/2008, con l'arrivo della crisi economica globale, è stata fatta la scelta di intervenire in quelle Nazioni caratterizzate da un grande potenziale in termini imprenditoriali, ma di fatto sconnesse per una serie di motivi dai flussi di capitali. Ecco spiegato il ritardo nell'arrivo in Italia" ha precisato Mauro.

In tal senso, ha certamente rappresentato un fattore importante la figura di Diego Piacentini, attuale Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale, già numero due di Amazon, anch'egli nel board italiano di Endeavor

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Un board composto da figure di primissimo livello dell'imprenditoria nostrana: si parte da Paolo Ainio, creatore del primo motore di ricerca italiano nel 1996 (Virgilio.it n.d.r.) e di Banzai (la cui divisione Media è stata recentemente ceduta a Mondadori per 45 milioni di euro), passando per Riccardo Donadon di H-Farm (primo incubatore di start-up italiano) e Fabio Cannavale, founder di Volagratis e CEO di Lastminute.com, fino ad arrivare a Pietro Sella, Presidente del board e CEO di Banca Sella.

Paolo Ainio
Paolo Ainio

Tutte queste competenze di Endeavor Italia possono senza dubbio aiutare a mitigare una delle grandi criticità del nostro sistema imprenditoriale, ovvero l'assenza dell'apporto di capitali di rischio (i così detti venture capital) da parte degli investitori, nella logica di finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo.

Competenze che sono state già messe a servizio di realtà come Talent Garden (il network di spazi di coworking), Empatica (azienda impegnata nella realizzazione di wearable per il monitoraggio dei parametri vitali), D-Orbit (società attiva nel settore satellitare) e Lanieri (attiva nella trasformazione del settore tessile, con la possibilità di creare abiti su misura online). Adesso tocca a Soundreef che, proprio grazie a Endeavor, potrebbe effettuare l'accelerata definitiva.

Davide Dattoli Talent Garden
Davide Dattoli, founder di Talent Garden

Il caso Soundreef

Soundreef è stata fondata nel 2011 a Londra da due italiani, Davide D'Atri e Francesco Danieli, con lo scopo di gestire i diritti di diffusione della musica nei centri commerciali e nelle aree affini. Inizialmente nata come società a responsabilità limitata di diritto britannico, a fine 2015 è stata acquisita da Soundreef SpA, creata in Italia dallo stesso Davide D'Atri.

Non è un mistero come in Italia la situazione sulla gestione dei diritti d'autore in ambito musicale sia quantomeno singolare. Da anni l'Unione Europea invita l'Italia a creare una situazione di maggiore concorrenza in questo ambito, dove la storica SIAE detiene da sempre il monopolio.

Davide D'Atri
Davide D'Atri, amministratore delegato e co-founder di Soundreef

La stessa Soundreef ha già ricevuto, il 12 settembre 2014, un'Ordinanza a favore dal Tribunale di Milano, che ha dichiarato che "non sembra possibile affermare che la musica gestita da Soundreef in Italia, in centri commerciali e simili, debba obbligatoriamente essere affidata all'intermediazione della SIAE."

A marzo 2017 è stata recepita in Italia la direttiva europea Barnier sul copyright delle opere musicali. Una normativa nuova, pensata essenzialmente per regolamentare la gestione transfrontaliera delle canzoni, in un'epoca in cui servizi come YouTube e Spotify hanno di fatto rivoluzionato il mercato musicale.

Gigi D'Alessio
Gigi D'Alessio, uno degli artisti passati a Soundreef

Occorre però chiarire come il decreto con il quale il Governo italiano ha recepito la direttiva europea in questione abbia di fatto confermato la posizione di vantaggio per SIAE. Il decreto infatti stabilisce che la Società degli autori e degli editori mantenga l'esclusiva della raccolta, con alcuni paletti e sotto la vigilanza anche dell'Agcom.

Alle realtà come Soundreef è stato riconosciuto il diritto a operare sul territorio italiano, ma non quello di raccogliere direttamente i diritti, vincolandole a dover stringere un accordo con la SIAE. Una situazione spinosa, dalla quale è tra l'altro scaturita un'indagine dell'Antitrust, che sta valutando un'ipotetica situazione di abuso di posizione dominante proprio da parte della Società degli autori e degli editori.

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Un quadro estremamente complesso, che non ha però impedito a Soundreef di cominciare a essere scelta per la gestione dei propri diritti da nomi del calibro di Fedez e Gigi D'Alessio. Basti pensare come nell'ultima edizione del Festival di Sanremo, 5 cantanti fossero sotto contratto con l'azienda di Davide D'Atri. Una situazione che evidentemente non ha frenato neanche Endeavor.

"L'imprenditore Davide D'Atri ha dimostrato competenza, trasparenza e la capacità di costruire una realtà come Soundreef pur avendo il vento contro.  È molto interessante notare come realtà di questo tipo possano rendere i mercati più efficienti e aprire le opportunità a tante persone. Il grande merito è stato quello di una completa digitalizzazione nella gestione dei diritti d'autore, che ha di fatto abbattuto i tempi di pagamento agevolando non solo i grandi nomi, ma anche una lunga schiera di artisti meno conosciuti" ha spiegato Raffaele Mauro.

Fedez Soundreef
Fedez durante la firma del contratto con Soundreef

Proprio grazie alla completa digitalizzazione nella gestione dei diritti d'autore, Soundreef è riuscita ad introdurre delle vere e proprie rivoluzioni: iscrizione totalmente gratuita senza tasse annuali, rendiconto all'autore dopo appena 7 giorni da un evento dal vivo con il relativo pagamento emesso a 90 giorni (contro i rendiconti a 12-18 mesi e i pagamenti a 18-24 mesi delle collecting normali), la completa tracciabilità dei diritti, con l'autore che può visualizzare esattamente dove la sua musica viene suonata, quanto ha guadagnato e quando verrà pagato dal proprio profilo online.

Soundreef
La gestione digitale dei diritti d'autore di Soundreef

È evidente come il settore specifico, proprio in relazione all'ingresso di realtà come Soundreef, sia prossimo a un cambiamento radicale in Italia. Tutto passerà dalla creazione di un ambiente legislativo favorevole, un'esigenza che si sta facendo sempre più pressante anche da parte dei grandi nomi della musica.