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Cito dal sottotitolo dell'articolo: "Di Silvio e Degni promuovono la sovranità cognitiva come diritto umano, proponendo un’IA etica (framework P.A.L.O.) e un design che stimoli il pensiero critico individuale".

Ma sono seri o le loro menti sono del tutto annebbiate, inebriate da questa ia? Ovviamente, non mi riferisco solo alle due persone citate nell'articolo. Mi pare che la ragione stia deragliando, mi correggo, la ragione è già deragliata e queste assurdità, per me lo sono, presuppongono in un non ritorno, definitivo, del pensiero razionale sulla retta via.

L'articolo parla dei "confini cognitivi dei cittadini", quindi si allude e correggetemi se sbaglio, alla coscienza dei cittadini indissolubilmente connessa alla lucidità di ogni individuo, alla percezione, alla conoscenza e a come le persone vi ricorrono per interpretare ciò da cui sono circondati.

Questi aspetti si sono formati, anzi, si sono avoluti, hanno progredito, si sono consolidati nel corso di millenni e i filosofi dell'antica Grecia offrono un'eccellente esempio. Un pensiero che si è propagato fino ad oggi, si è consolidato ed allo stesso tempo continua ad evolversi, ma tristemente solo nella mente di coloro che hanno una propensione a ciò, una propensione all'introspezione profonda, a non dare nulla per scontato, una propensione alla ricerca di ciò che non salta subito all'occhio.

Vorrei tanto sapere a come si è giunti a questo punto, ma nel momento in cui la domanda sorge, la risposta giunge implacabile e con tutta la violenza possibile. Si è arrivati a ciò e questa è solo la mia opinione, perchè alcuni, probabilmente, pensano che ci sia la necessità di stimolare il pensiero critico dei cittadini. Questo stimolare il pensiero, personalmente, lo interpreto con l'indirizzare il pensiero della gente a seguire un certo sentiero, quello sicuro, quello vero, quello che non è falso perchè giusto e a prova di qualsiasi falsità e sotterfugio.

Anche se l'idea propone un sistema che debba stimolare l'individuo al dibattito, a riflettere, ad analizzare con attenzione ciò che legge ed a cercare raffronti, penso ugualmente che sia sbagliato perchè questi processi mentali di analisi, di cercare risposte e di capire sono processi di cui la mente già dispone, ne è capacissima e noi siamo in grado di accrescerne la capacità di elaborare un pensiero oltre ogni limite.
La mente cerca il dibattito da se, non ha bisogno di un qualcos'altro per farlo.

Mi trovo d'accordo sull'affermare che l’atrofia cognitiva indotta dall’intelligenza artificiale individua un fenomeno sempre più diffuso che è la stupidità funzionale, ma questo non significa che c'è la necessità di avvalersi di qualcosa di "alieno" che non ha nulla a che fare con la "ragione" umana. Essa rappresenta ciò che siamo naturalmente, senza che venga indirizzata a concepire o formare qualsiasi pensiero per mezzo di un qualcosa fatto di silicio.
Una persona è in grado di fare tutto ciò senza alcuno stimolo esterno.......sempre se veramente lo vuole.

Quando si parla di questo umanesimo digitale per alcuni e o transumanesimo per altri, mi si accapona la pelle, non tanto per come le cose stanno proseguendo.
Mi spaventa quello che le persone stanno diventando e cosa potrebbero diventare in futuro.
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Cito dal sottotitolo dell'articolo: "Di Silvio e Degni promuovono la sovranità cognitiva come diritto umano, proponendo un’IA etica (framework P.A.L.O.) e un design che stimoli il pensiero critico individuale". Ma sono seri o le loro menti sono del tutto annebbiate, inebriate da questa ia? Ovviamente, non mi riferisco solo alle due persone citate nell'articolo. Mi pare che la ragione stia deragliando, mi correggo, la ragione è già deragliata e queste assurdità, per me lo sono, presuppongono in un non ritorno, definitivo, del pensiero razionale sulla retta via. L'articolo parla dei "confini cognitivi dei cittadini", quindi si allude e correggetemi se sbaglio, alla coscienza dei cittadini indissolubilmente connessa alla lucidità di ogni individuo, alla percezione, alla conoscenza e a come le persone vi ricorrono per interpretare ciò da cui sono circondati. Questi aspetti si sono formati, anzi, si sono avoluti, hanno progredito, si sono consolidati nel corso di millenni e i filosofi dell'antica Grecia offrono un'eccellente esempio. Un pensiero che si è propagato fino ad oggi, si è consolidato ed allo stesso tempo continua ad evolversi, ma tristemente solo nella mente di coloro che hanno una propensione a ciò, una propensione all'introspezione profonda, a non dare nulla per scontato, una propensione alla ricerca di ciò che non salta subito all'occhio. Vorrei tanto sapere a come si è giunti a questo punto, ma nel momento in cui la domanda sorge, la risposta giunge implacabile e con tutta la violenza possibile. Si è arrivati a ciò e questa è solo la mia opinione, perchè alcuni, probabilmente, pensano che ci sia la necessità di stimolare il pensiero critico dei cittadini. Questo stimolare il pensiero, personalmente, lo interpreto con l'indirizzare il pensiero della gente a seguire un certo sentiero, quello sicuro, quello vero, quello che non è falso perchè giusto e a prova di qualsiasi falsità e sotterfugio. Anche se l'idea propone un sistema che debba stimolare l'individuo al dibattito, a riflettere, ad analizzare con attenzione ciò che legge ed a cercare raffronti, penso ugualmente che sia sbagliato perchè questi processi mentali di analisi, di cercare risposte e di capire sono processi di cui la mente già dispone, ne è capacissima e noi siamo in grado di accrescerne la capacità di elaborare un pensiero oltre ogni limite. La mente cerca il dibattito da se, non ha bisogno di un qualcos'altro per farlo. Mi trovo d'accordo sull'affermare che l’atrofia cognitiva indotta dall’intelligenza artificiale individua un fenomeno sempre più diffuso che è la stupidità funzionale, ma questo non significa che c'è la necessità di avvalersi di qualcosa di "alieno" che non ha nulla a che fare con la "ragione" umana. Essa rappresenta ciò che siamo naturalmente, senza che venga indirizzata a concepire o formare qualsiasi pensiero per mezzo di un qualcosa fatto di silicio. Una persona è in grado di fare tutto ciò senza alcuno stimolo esterno.......sempre se veramente lo vuole. Quando si parla di questo umanesimo digitale per alcuni e o transumanesimo per altri, mi si accapona la pelle, non tanto per come le cose stanno proseguendo. Mi spaventa quello che le persone stanno diventando e cosa potrebbero diventare in futuro.
Ciao Zeringo, grazie per il tuo commento. L'articolo evidenzia proprio la necessità di uscire da quella nebbia con cui esordisci, proprio introducendo all'interno di ogni fase di vita di un processo, l'etica, come un metodo e una chiave di lettura. Il resto che tu asserisci è quanto l'articolo trasmette, ovvero la necessità di una sovranità cognitiva, la necessità di riportare l'uomo al centro dell'innovazione e non com prodotto funzionale a quest'ultima, la necessità di restituire l'agency all'uomo, non in nuce ma in potenza. L'invito che ti propongo è non solo a conoscere di cosa parliamo e scriviamo, così da avere un contesto, di come affrontiamo le tematiche qui racchiuse, ma anche del framework P.A.L.O.

Per altro scrivimi pure in DM, sarà un piacere parlare pià approfonditamente delle tue osservazioni.

Grazie, Fabrizio
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Ciao Zeringo, grazie per il tuo commento. L'articolo evidenzia proprio la necessità di uscire da quella nebbia con cui esordisci, proprio introducendo all'interno di ogni fase di vita di un processo, l'etica, come un metodo e una chiave di lettura. Il resto che tu asserisci è quanto l'articolo trasmette, ovvero la necessità di una sovranità cognitiva, la necessità di riportare l'uomo al centro dell'innovazione e non com prodotto funzionale a quest'ultima, la necessità di restituire l'agency all'uomo, non in nuce ma in potenza. L'invito che ti propongo è non solo a conoscere di cosa parliamo e scriviamo, così da avere un contesto, di come affrontiamo le tematiche qui racchiuse, ma anche del framework P.A.L.O. Per altro scrivimi pure in DM, sarà un piacere parlare pià approfonditamente delle tue osservazioni. Grazie, Fabrizio
Il fatto di sentire il bisogno di introdurre l'etica è di per se strana come idea, lo dico senza offesa, è solo la mia opinione. Ognuno di noi ne ha una propria, ognuno di noi ha una sua morale con cui affrontare la vita. Metodo e chiave di lettura di cui parli sono altrettanti strumenti legati a quell'etica che, e mi ripeto, ogni individuo già possiede, di conseguenza non c'è niente da suggerire o da introddure qualsivoglia "metodo" per stimolare il pensiero critico.

Se quella morale lo porta ad interpretare in modo sbagliato gli eventi della vita o semplicemente a intendere male la lettura di qualsiasi argomento o a non ascoltare con la dovuta attenzione, non significa che quella persona ha necessariamente bisogno di un qualche "aiuto". Quell'errore che commette, anzi, gli sbagli che tutti commettiamo, fanno parte dell'esistenza di tutti, nessuno escluso.
Ti dirò di più, quell'errore è necessario, sbagliare serve a perfezionare quella morale che rappresenta in qualche modo la volontà del pensiero, del sentimento, la coscienza in tutta la sua debolezza.

Tutto ciò lo rafforzi non introducendo qualcosa che sia di aiuto, ma migliorando ciò che già abbiamo, senza ricorrere a un qualcosa che non si sa quali effetti potrebbe avere sulla psiche altrui. La natura di ogni individuo è un mondo a se, specialmente la sfera mentale essendo molto sensibile, è una parte molto delicata. Anche se questo "stimolo" può sembrare, o lo è, un tramite che ha l'obbiettivo di indurre la gente a pensare in modo più critico, lo ritengo ugualmente non una buona idea.

La riflessione critica, il porsi domande, dubbi e via discorrendo, è un lavoro mentale che và tenuto in allenamento giorno dopo giorno, senza stressarsi ovviamente. Bisogna essere curiosi, o almeno un pò, e quale via migliore è se non servirsi unicamente di quella fantastica ed eccezionale materia grigia che madre natura ci ha donato?
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Il fatto di sentire il bisogno di introdurre l'etica è di per se strana come idea, lo dico senza offesa, è solo la mia opinione. Ognuno di noi ne ha una propria, ognuno di noi ha una sua morale con cui affrontare la vita. Metodo e chiave di lettura di cui parli sono altrettanti strumenti legati a quell'etica che, e mi ripeto, ogni individuo già possiede, di conseguenza non c'è niente da suggerire o da introddure qualsivoglia "metodo" per stimolare il pensiero critico. Se quella morale lo porta ad interpretare in modo sbagliato gli eventi della vita o semplicemente a intendere male la lettura di qualsiasi argomento o a non ascoltare con la dovuta attenzione, non significa che quella persona ha necessariamente bisogno di un qualche "aiuto". Quell'errore che commette, anzi, gli sbagli che tutti commettiamo, fanno parte dell'esistenza di tutti, nessuno escluso. Ti dirò di più, quell'errore è necessario, sbagliare serve a perfezionare quella morale che rappresenta in qualche modo la volontà del pensiero, del sentimento, la coscienza in tutta la sua debolezza. Tutto ciò lo rafforzi non introducendo qualcosa che sia di aiuto, ma migliorando ciò che già abbiamo, senza ricorrere a un qualcosa che non si sa quali effetti potrebbe avere sulla psiche altrui. La natura di ogni individuo è un mondo a se, specialmente la sfera mentale essendo molto sensibile, è una parte molto delicata. Anche se questo "stimolo" può sembrare, o lo è, un tramite che ha l'obbiettivo di indurre la gente a pensare in modo più critico, lo ritengo ugualmente non una buona idea. La riflessione critica, il porsi domande, dubbi e via discorrendo, è un lavoro mentale che và tenuto in allenamento giorno dopo giorno, senza stressarsi ovviamente. Bisogna essere curiosi, o almeno un pò, e quale via migliore è se non servirsi unicamente di quella fantastica ed eccezionale materia grigia che madre natura ci ha donato?
Buongiorno, è parte di quanto promosso: human agency, diritto all'oblio, diritto di scelta, diritto alla consapevolezza. L'atrofizzazione mentale passa proprio dall'evoluzione di quella che ho definito una stupidità funzionale, che ci sta (se non ha) già portato allo switch off mentale.


Buon weekend!
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