Porter Collins ha definito Tesla il simbolo dei titoli sopravvalutati all'interno dell'indice S&P 500. Il noto trader, reso celebre dal film "The Big Short" per la sua scommessa contro il mercato immobiliare statunitense, ha espresso queste critiche in un'intervista rilasciata a Business Insider.
Secondo l'analista di FrontPoint Partners, l'attuale valutazione di mercato non riflette minimamente la capacità dell'azienda di generare profitti reali nel settore automobilistico. Collins sostiene che il titolo si comporti ormai come un meme stock, guidato più dall'entusiasmo degli investitori retail che dai dati di bilancio.
Collins cerca quindi di porre l’accento su un divario tra il valore di mercato della società e le sue prestazioni industriali. Proprio di recente Tesla ha smesso di essere il leader mondiale nella vendita di veicoli elettrici, cedendo il passo alla concorrenza cinese di BYD. Guardando al futuro, è più che possibile che la direzione resti la stessa e che Tesla veda via via sempre più ridimensionato il proprio ruolo.
Eppure, il mercato continua ad applicare multipli di valutazione estremi. Molti scommettono sulle promesse legate all'intelligenza artificiale per giustificare prezzi che appaiono irragionevoli rispetto ai fondamentali. Se questa bolla dovesse scoppiare, le conseguenze per il settore tecnologico sarebbero profonde.
I dati citati da Collins rivelano una sproporzione evidente rispetto ad altri giganti della tecnologia. Mentre Nvidia, attuale leader nel settore dell'hardware per l'IA, scambia a circa 45 volte gli utili previsti per il prossimo anno, Tesla viaggia su cifre astronomiche. Le proiezioni per il 2026 indicano che l'azienda di Austin scambia a quasi 300 volte gli utili. Collins suggerisce che la società dovrebbe essere valutata in linea con gli altri produttori automobilistici o con le Big Tech consolidate. Invece, l'azienda sembra esistere in un universo finanziario parallelo, dove le normali leggi dell'economia non vengono applicate.
Il mercato sembra ignorare che Tesla ha perso il primato nel settore elettrico a favore di BYD. I volumi di vendita globali sono in contrazione proprio mentre la concorrenza aumenta la pressione sui margini. In Europa, la quota di mercato del marchio è scesa drasticamente, raggiungendo i minimi degli ultimi cinque anni. Nonostante questi segnali negativi, il prezzo delle azioni è quasi raddoppiato rispetto ai minimi registrati nell'aprile dello scorso anno. Collins attribuisce questo fenomeno esclusivamente al seguito personale di Elon Musk, che continua a promettere prodotti generazionali ancora lontani dalla produzione di massa.
L'illusione dell'intelligenza artificiale e la realtà industriale
L'unica ancora di salvezza per la valutazione attuale sembra risiedere nei progetti legati all'intelligenza artificiale. Musk ha recentemente ottenuto un pacchetto retributivo da ventinove miliardi di dollari, giustificato dal consiglio di amministrazione come necessario per trattenere il CEO nella "guerra per i talenti dell'IA". Tesla sta investendo pesantemente in supercomputer come Cortex e nell'integrazione di software come Grok AI nei veicoli. Tuttavia, questi investimenti richiedono tempo e capitali immensi prima di trasformarsi in ritorni sull'investimento tangibili. Per Collins, l'IA è spesso usata come una narrazione per distogliere l'attenzione dal declino del core business automobilistico.
Il paragone con titoli come GameStop o AMC non è casuale. Collins osserva che i meme stock tendono a volare alto per poi tornare violentemente alla realtà economica. Tesla potrebbe seguire lo stesso destino se le promesse sulla guida autonoma totale o sulla robotica non dovessero concretizzarsi in tempi brevi. Anche altri veterani di "The Big Short", come Michael Burry, hanno espresso forti critiche sulla valutazione della società. Entrambi gli analisti evitano per ora di scommettere attivamente contro il titolo (shorting), consapevoli che l'irrazionalità del mercato può durare più a lungo della liquidità di un investitore.
L'analisi di Collins mette a nudo un modello che punta più sull’entusiasmo e sul carisma di una persona, piuttosto che su una comprovata solidità industriale. Tesla si trova in una posizione paradossale: deve finanziare una transizione tecnologica costosissima verso l'IA mentre il suo principale generatore di cassa, la vendita di auto, subisce l'attacco frontale dei produttori cinesi. I dati sulle immatricolazioni in Europa confermano che il vantaggio competitivo del marchio si sta erodendo.
E forse è proprio per questo che di recente Tesla ha fatto provare la guida autonoma a molti giornalisti. Non sappiamo se il sistema diventerà davvero utilizzabile a breve, ma è probabile che i tempi saranno piuttosto lunghi, prima che tutte le autorità diano la necessaria approvazione. Ma intanto ci sono decine di video con le Tesla che fanno le rotonde, danno la precedenza ai pedoni e molto altro: impressionanti è dire poco. Contenuti fantastici per invogliarti a comprarne una, senza pensare che quel tipo di guida autonoma non sarà disponibile chissà per quanto tempo; forse anni, e nel frattempo arriveranno anche i cinesi a fare le stesse cose per un prezzo minore. E a quel punto il problema azionario non sarà risolto.
La fedeltà cieca degli azionisti verso Elon Musk rappresenta un rischio sistemico per il titolo. Quando la narrazione si sposta dai fondamentali ai sogni futuristici, il rischio di un brusco risveglio aumenta esponenzialmente. Il mercato ha già dimostrato di poter ignorare la realtà per periodi prolungati, ma la storia della finanza insegna che i nodi tornano sempre al pettine. Porter Collins ha ragione a sollevare il dubbio: Tesla è davvero una società tecnologica imbattibile o è solo il prodotto di un'era di euforia finanziaria irrazionale che sta per concludersi?