L'Europa accelera sulla sovranità strategica nello spazio e nella difesa attraverso due pilastri infrastrutturali cruciali: l'attivazione operativa di Govsatcom, il sistema di comunicazioni satellitari criptate per usi governativi e militari, e l'avanzamento del programma IRIS², la costellazione multi-orbitale che mira a garantire connettività sicura e autonomia tecnologica. L'annuncio è arrivato dal Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, intervenuto alla European Space Conference, dove ha delineato una roadmap che intreccia capacità militari, investimenti industriali e prestiti per oltre 74 miliardi di euro destinati agli Stati membri.
La messa in servizio di Govsatcom rappresenta un cambio di paradigma nelle capacità comunicative dell'Unione. Tutti gli Stati membri possono ora accedere a comunicazioni satellitari sovrane, sottratte al controllo di provider extraeuropei e protette da standard crittografici avanzati. Il sistema, operativo dalla scorsa settimana secondo quanto dichiarato da Kubilius, si basa su infrastrutture costruite e gestite interamente in Europa, un requisito non secondario in un contesto geopolitico caratterizzato da crescenti tensioni tecnologiche e informative tra blocchi.
Nel 2027 la copertura si estenderà oltre i confini comunitari attraverso l'acquisizione di capacità aggiuntive da partner commerciali, con livelli di sicurezza potenziati. Una scelta che rivela la duplice natura del progetto: da un lato rafforzare l'autonomia decisionale e operativa dell'Unione, dall'altro mantenere aperture collaborative con operatori privati selezionati, bilanciando sovranità e pragmatismo industriale.
La costellazione IRIS², acronimo di Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, ha raggiunto una milestone fondamentale con l'attivazione delle frequenze in banda Ka per utilizzo militare. Il programma prevede il dispiegamento di almeno 300 satelliti in orbita terrestre bassa e altri in orbita media, configurazione che ottimizza latenza, copertura e resilienza rispetto a sistemi geostazionari tradizionali. Govsatcom sfrutta un modello di partnership pubblico-privato che consente di sfruttare asset satellitari esistenti di operatori commerciali, accelerando i tempi di implementazione e distribuendo i rischi finanziari.
Kubilius ha fissato al 2029 l'obiettivo per i servizi iniziali, una timeline ambiziosa considerando la complessità tecnica e regolamentare del progetto. La costellazione dovrà servire contemporaneamente utenze governative ad alta sicurezza e clienti commerciali premium, segmento dove la concorrenza di Starlink e OneWeb impone standard elevati in termini di prestazioni e pricing. La capacità di IRIS² di affermarsi nel mercato commerciale determinerà la sostenibilità economica complessiva del programma, riducendo la dipendenza da finanziamenti pubblici.
Parallelamente, l'iniziativa SAFE (Security Action for Europe) concretizza la dimensione finanziaria della strategia europea di difesa. La Commissione ha approvato piani nazionali per otto Paesi membri, con l'Italia destinataria di 14,9 miliardi di euro in prestiti a lungo termine a condizioni competitive. Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia completano la prima tranche di beneficiari, per un totale di 74 miliardi di euro, parte di un programma che può arrivare a 150 miliardi complessivi.
Il meccanismo privilegia gli appalti congiunti tra Stati membri, includendo anche Ucraina e paesi dell'EFTA, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la frammentazione industriale europea. Tuttavia, la Commissione ha ammesso una deroga significativa: sono finanziabili anche appalti nazionali singoli considerati "strategici". Una concessione che riflette le divergenze tra capitali europee sulle priorità di procurement e la difficoltà di coordinare catene di fornitura complesse in tempi ristretti.
Uno degli elementi più critici riguarda la capacità effettiva dell'industria europea di rispettare le timeline indicate. I ritardi storici nei programmi spaziali comunitari, da Galileo a Copernicus nelle fasi iniziali, suggeriscono cautela. Inoltre, il modello di finanziamento SAFE si basa su prestiti, non trasferimenti a fondo perduto, sollevando dubbi anche sulla sostenibilità fiscale per Stati membri già sotto pressione per vincoli di bilancio. La competizione con fornitori extra-UE, che beneficiano di economie di scala superiori e tempi di sviluppo più rapidi, rappresenta un'ulteriore sfida per l'ambizione di autonomia strategica europea.