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Asterix e il segreto della pozione magica: recensione, tra innovazione e tradizione

Uscito in Francia lo scorso dicembre, “Asterix e il segreto della pozione magica” si appresta a debuttare nelle nostre sale il prossimo 7 marzo. Realizzato ancora una volta dalla coppia Louis Clichy e Alexandre Astier come il precedente Asterix e il regno degli dei, il film d’animazione in computer grafica intraprende un percorso nuovo, in cerca di una maggior originalità e indipendenza dal modello fumettistico del personaggio, così come fissata negli storici fumetti di Goscinny e Uderzo, pur senza la pretesa di stravolgerne la tradizione.

Innovare, senza tradire

Con “Asterix e il segreto della pozione magica” come detto Astier e Clichy si sono sentiti forse più esperti e pronti a tentare una via nuova, in grado di assicurare alla versione cinematografica una sua autonomia e dignità, sempre però nel rispetto dell’originale fumettistico. Per questo rispetto al primo film basato sull’omonima storia a fumetti, Il segreto della pozione magica racconta una storia inedita, che non prende spunto da nessuno dei fumetti canonici.

Questo approccio, oltre che nella storia si riflette anche nel contenuto del film. Per la prima volta infatti, a dispetto del titolo, Asterix è qui un personaggio assai marginale, così come Obelix e, in parte, un po’ tutti i personaggi del celebre villaggio gallico assediato dai Romani. Persino questi appaiono poco, e Cesare forse in non più di due scene.

Allo stesso modo anche la storia narrata, di cui non vi anticiperemo nulla, riflette sul senso della tradizione e sulla necessità di rinnovarla costantemente, senza tradirla. Del resto tradizione, tradurre e tradire hanno tutti la stessa radice latina, che significa trasportare. Un concetto quindi molto dinamico, che contraddice l’idea erronea che vorrebbe la tradizione come qualcosa di cristallizzato e fissato una volta e per sempre, a cui attenersi ciecamente e stupidamente.

Una concezione messa in discussione soprattutto dal villain del film, il druido bandito Rancorix, ma a ben vedere ancor di più dallo stesso Panoramix che, convinto di stare invecchiando, intraprenderà un viaggio per tutta la Gallia alla ricerca del suo erede, trasgredendo tutte le regole della tradizione druidica in nome di un bene superiore.

La tradizione è dunque qualcosa di vivo e pulsante, non leggi immutabili scolpite nella pietra, ma piuttosto indicazioni etiche per interpretare il mondo, per cambiare con esso mantenendo una propria rotta. L’etica, l’adesione a principi universali e non a sciocche abitudini, da tradire o conservare, è del resto proprio ciò che distingue Panoramix dalla sua nemesi Rancorix, il motivo per cui quest’ultimo è inevitabilmente condannato al fallimento e alla solitudine e il secondo è invece amato da tutti e una guida per il suo villaggio.

Divertire, ma non ancora stupire

Astier e Clichy provano dunque a rinnovare in “Asterix e il segreto della pozione magica”, pur restando saldamente nel solco della tradizione. Un atteggiamento visibile ad esempio anche nelle scelte artistiche, soprattutto nell’impostazione grafica. Il lavoro svolto da Mikros Image è nettamente migliore rispetto ai risultati ottenuti nel 2014 col primo episodio, tuttavia a molti potrebbe sembrare che il lavoro in CGI manchi di dettaglio. In realtà invece si tratta di una scelta artistica, che può piacere o meno, ma che è dettata dalla volontà di rendere visivamente lo stile di Uderzo.

Il risultato è a nostro avviso gradevole e ben fatto, ma Astier e Clichy hanno forse lavorato ancora un po’ col freno a mano tirato, nella paura di allontanarsi eccessivamente dal modello originario. Il film dunque non spinge mai realmente a fondo sull’acceleratore dell’impatto emotivo. Fa sorridere e a volte anche ridere di gusto, soprattutto in alcune sequenze come ad esempio quella di apertura, ma mai a crepapelle, fa riflettere ma senza sviscerare le tante suggestioni sollevate pur in maniera consapevole e volontaria, è ben girato ma mai davvero spettacolare. Allo stesso modo vi emozionerà, ma senza mai commuovervi davvero.

Insomma Asterix e il segreto della pozione magica è un film che prova a fare qualcosa di nuovo e in parte ci riesce, ma senza osare mai davvero. Il risultato è assai gradevole e garantirà un’ora e mezza di sano intrattenimento per tutta la famiglia e costituisce un passo avanti rispetto al primo film, anche se i colossi statunitensi restano ancora un po’ avanti. La strada intrapresa comunque sembra essere quella giusta.

Le XII Fatiche di Asterix resta a tutt’oggi una delle storie più buffe e divertenti vissute dal piccolo gallo combattivo.