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CMON Comics – Volume 1: intervista a Marina Sanfelice e Matteo Brembilla

La campagna Kickstarter di CMON Comics – Volume 1 è stata una marcia trionfale. Nata per sostenere l’idea di realizzare tre fumetti ispirati ad altrettanti progetti di CMON (Zombicide, Zombicide: Invaders e Chtulhu: Death May Die), questa campagna ha letteralmente bruciato i goal prefissati, consentendo di ampliare il già promettente progetto con nuove idee e nuovi personaggi.

In questi giorni abbiamo seguito con particolare curiosità il Kickstarter di CMON Comics Vol. 1, grazie ad un primo incontro con uno degli sceneggiatori dei fumetti, Luca Enoch. Enoch è parte di una squadre composta da Stefano Vietti e da un team artistico composto di grandi nomi del fumetto nostrano (Riccardo Crosa, Giancarlo Olivares, Alessio Moroni, Diego Bonesso e Paolo Francescutto), che può vantare anche due figure importanti in ruoli centrali come la realizzazione grafica e il lettering, affidati rispettivamente a Matteo Brembilla e Marina Sanfelice.

Come nascono grafica e lettering di CMON Comics – Volume 1

Matteo Brembilla si è già fatto apprezzare recentemente per avere realizzato l’impianto grafico di due produzioni Bonelli di successo, ossia Sottosopra e Dragonero – Il ribelle, di cui Matteo ha ideato il nuovo look. Il lettering di Marina Sanfelice, invece, è una presenza familiare per i lettori bonelliani, che apprezzano mensilmente il suo operato su Dragonero.

Un ruolo, quello di Brembilla e Sanfelice, che viene spesso dimenticato, pur essendo una parte essenziale della realizzazione degli albi a fumetti. L’importanza di queste due figure non è certo da meno in un progetto come quello di CMON Comics, che anzi può rappresentare una nuova sfida

sanfelice: Per questo tipo di pubblicazione, mi sono concentrata subito sulla ricerca di un font che fosse compatibile col mercato americano, che fosse appunto in linea con le pubblicazioni sui generis. per la realizzazione del lettering, ho cercato di fare un lavoro pulito, comprensibile e armonioso con lo stile delle tavole. Realizzato esclusivamente in vettoriale, anche se alcuni tracciati sono ottenuti manualmente. Insomma, una fumettatura tipica di questo genere di pubblicazione. Inoltre, sapendo di realizzare diverse versioni in lingua, ho cercato di dare forme e posizioni compatibili con ingombri che sarebbero variati. Troverete infatti alcuni balloon posizionati in zone differenti nelle varie pubblicazioni italiana, inglese e francese, ove non è stato possibile trovare una unica soluzione per le diverse versioni

Se dare una voce ‘internazionale’ ai protagonisti delle tre avventure è stato impegnativo per Marina Sanfelice, un compito simile è toccato anche a Matteo Brembilla. I tre fumetti sono, infatti, legati ad una visione già consolidata grazie al successo dei board game cui si ispirano, rendendo necessario un legame anche visivo che contestualizzate le storie di Enoch e Vietti

brembilla: L’obiettivo principale è stato quello di trovare il giusto punto d’incontro tra lo stile grafico dei boardgame CMON e uno stile che fosse più adatto all’ambiente editoriale dei comics; ovviamente il risultato finale doveva sempre comunicare con il linguaggio visivo proprio di CMON. L’approccio iniziale è stato puramente di osservazione e studio: ho preso in mano le scatole dei giochi e ho analizzato l’aspetto di ogni singolo elemento, dalle miniature al rulebook. Molti elementi visivi dei giochi erano già stati pensati dal team di CMON e volevo che fossero presenti anche nei comics, affinché l’universo CMON potesse essere percepito anche nei volumi. Essendo questo un progetto del tutto nuovo, ogni elemento è stato così ridisegnato e riadattato al mondo comics. La difficoltà era proprio quella di muoversi con destrezza tra i vincoli imposti e le nuove idee per realizzare un prodotto creativo nuovo, fresco e accattivante ma coerente con l’universo del singolo boardgame. La parte più entusiasmante, infatti, è stata passare dal mondo lovecraftiano di Cthulhu, a quello pandemico di Zombicide, a quello alieno di Zombicide Invader, ognuno con la sua identità precisa e ben delineata; ogni singolo progetto è stato portato avanti in parallelo per mantenere coerenza grafica tra i tre volumi, con una personale impronta volta a sottolineare lo stile grafico di ogni brand. Una cosa che faccio spesso in ogni mio lavoro è quella di entrare nel mood giusto, lasciandomi coinvolgere emotivamente per aiutare la mia creatività. Ho così iniziato a leggere libri e fumetti (come l’antologia delle opere di Lovecraft), vedere film (ad esempio sull’apocalisse zombie), ascoltare musica (principalmente musica elettronica contemporanea) mirati ad influenzare il mio stato d’animo e indirizzare il processo creativo. Ovviamente, i giochi CMON sono stati la prima fonte di ispirazione.

 Realizzare un’opera così complessa e dinamica ha richiesto di affrontare delle difficoltà derivanti dall’approccio ad un diverso mercato. Nel caso del lettering, Marina Sanfelice ha dovuto prestare la propria esperienza anche a diverse lingue, dato il respiro internazionale delle storie di CMON Comics – Vol. 1, che saranno pubblicate in inglese e francese

sanfelice: La versione in lingua straniera prevede una maggiore attenzione e inoltre vanno tenute in considerazione pratiche e abitudini del mercato estero, che in Italia sono diverse. Per questo ringrazio particolarmente gli editor per la loro pazienza e comprensione, sono stati molto collaborativi.

Cmon 2

Matteo Brembilla ha dovuto invece affrontare alcuni passaggi complicati nel realizzare un elemento grafico importante: i frontespizi delle storie. Si tratta del primo impatto del lettore con il contesto narrativo, specialmente visivo, della storia, serve quindi un approccio che crei subito un interesse, una bella responsabilità

brembilla: Sicuramente i frontespizi delle singole storie contenute all’interno sono stati una bella sfida. Dovevo realizzare un elemento grafico che introducesse i singoli capitoli, ma che non fosse troppo invasivo all’illustrazione; c’è stata una bella cooperazione tra me e il team di lavoro per ottenere il miglior risultato. La stessa cura dei dettagli trovata nei boardgame CMON è stata applicata nella realizzazione dei singoli volumi.  Nulla è dato al caso: ogni elemento presente è stato fatto e a volte rifatto più e più volte fino a quando non fossimo tutti soddisfatti. Infatti, il design grafico deve sempre prestare attenzione a tutto ciò che lo circonda, non può mai essere fine a se stesso.  Un’altra sfida interessante sono state le icone dei singoli volumi. L’obiettivo era la realizzazione di illustrazioni che fossero più sintetiche dei loghi, ma comunque identificative dei brand. Le ritroviamo applicate in costa, ad esempio, e aiutano ad identificare i volumi

Ma la lavorazione grafica di queste storie contempla altri elementi impegnativi. I lettori spesso danno per scontato il lavoro di grafica dietro la realizzazione di un albo, eppure ci sono decine di dettagli che vanno curati e attenzionati, come racconta Matteo ripensando al lavoro fatto per CMON Comics – vol. 1

brembilla: Una piccola curiosità che posso svelare è come vengono a volte trattate all’interno dell’impianto grafico le porzioni di disegno estrapolate dalle singole vignette. In alcune parti del volume – come il colophon – sono presenti delle illustrazioni tratte dalle tavole interne dei volumi. Poiché una vignetta ha una composizione ben strutturata e più o meno complessa, ho dovuto isolare singoli personaggi, escludendo background ed elementi di contorno. Per adattare al meglio i disegni all’impianto grafico studiato in precedenza, ho dovuto intervenire direttamente sull’illustrazione in maniera da sistemare porzioni di immagini che si sono perse in fase di scontorno; spesso ho dovuto intervenire direttamente per ricreare piccole porzioni del corpo – come ad esempio un occhio mancante o una parte di tentacolo – in principio nascosti da altri elementi in primo piano. In tal modo, ho potuto isolare dei soggetti che rimandassero direttamente ai disegni della storia. 

Un lavoro impegnativo, ma appagante, che ha consentito a Marina Sanfelice e Matteo Brembilla di avvicinarsi anche ad un mondo ignoto come quello dei board game. Trovarsi a lavorare su un progetto come CMON Comics – Vol. 1 ha spinto i due professionisti a confrontarsi con i boardgame, scoperta che hanno vissuto con una certa curiosità

sanfelice: Non ho mai avuto occasione di approcciarmi ai boardgame, se non ai classici giochi da tavolo tradizionali come i vari Risiko, Cluedo, l’immortale Monopoli, Visual Game, etc… il tipo di gioco da tavolo che riunisce fisicamente amici a uno stesso tavolo. La tipologia di boardgame in questione è a me totalmente ignota, ma credo che proverò prima o poi ad affrontare una tale sfida.

brembilla: La mia esperienza con i boardgame è abbastanza comune a quella di molti altri: sono cresciuto con i classici come Monopoli e Risiko (mi ritrovavo spesso con i miei amici a giocare per una serata alternativa e divertente), ma non ho mai approfondito davvero il mondo dei boardgame. Entrare nel team di lavoro e collaborare con CMON mi ha dato anche la possibilità di allargare i miei orizzonti, scoprendo un mondo molto più vasto, fatto di tanta passione e cura dei dettagli. È stata proprio la cura e lo studio di ogni singolo dettaglio che mi ha colpito maggiormente, oltre alle complesse dinamiche di gioco che stanno alla base di ogni singolo boardgame. Nulla è lasciato al caso e tutto è studiato nei minimi particolari, dalle regole alla realizzazione delle singole miniature.

CMON Comics - Volume 1

Ma oltre alla curiosità per una dimensione ludica sconosciuta, Marina Sanfelice e Matteo Brembilla si sono confrontati anche con una nuova modalità di creazione del fumetto, affrontando per la prima volta l’avventura del crowd funding, un’esperienza che ha colpito particolarmente una veterana del mondo del fumetto nostrano come la Sanfelice

sanfelice: questa collaborazione mi ha portato, oltre che a fare la conoscenza di nuovi colleghi, una grande emozione: è sempre entusiasmante costruire nuovi progetti, e, in questo caso in particolare, l’esperienza del kickstarter (per me del tutto nuova) mi ha emozionato molto: un mix tra tensione, ansia e adrenalina che ha portato energia e soddisfazione per il risultato che, magari ingenuamente, ero comunque certa avremmo raggiunto, considerata la qualità di questi albi… Confesso che all’apertura della campagna, dopo lo shock del crash di 4 ore avvenuto un minuto dopo, sono rimasta collegata per tutta la notte, controllando periodicamente l’andamento e un’occhiata ogni tanto l’ho data per tutta la durata della campagna. Devo confessare anche che lavorare su un prodotto che verrà distribuito a livello internazionale e che avrà la mia “mano” sulle sue pagine fa un certo effetto.

Per fortuna di Marina Sanfelice mancano solo altri due giorni alla conclusione del Kickstarter, quindi può tirare un sospiro di sollievo con la consapevolezza di avere contribuito alla realizzazione di un’idea che ha ottenuto un ritorno pazzesco durante questa campagna. Ora si tratta di pazientare sino al febbraio 2021, quando il duro lavoro di questo nutrito cast di artisti del fumetto italiano prenderà la forma dei tre volumi dei CMON Comics – Vol. 1