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Dylan Dog 416: Il detenuto, recensione

Dylan Dog #416 – Il detenuto
Genere
Horror/Thriller/Fantascienza
Formato
Copertina Flessibile
Autore
Mauro Uzzeo (testi), Arturo Lauria (disegni), Gigi Cavenago (copertina)
Editore
Sergio Bonelli Editore

Oltre 30 anni di incubi per Dylan Dog e 80 anni di grandi successi per Sergio Bonelli Editore, la storica casa editrice milanese che questo mese festeggia l’importante traguardo insieme a tutti gli eroi che l’hanno resa celebre. Una cover in linea con le altre testate, una delle medaglie celebrative che raffigurano il nostro Dylan e una storia che vedrà l’inquilino di Craven Road detenuto dalla polizia… cosa gli è accaduto?

Ci apprestiamo a leggere una delle storie che si preannuncia essere una delle più conturbanti e asfissianti della storia del nostro amato Indagatore dell’Incubo.

Dylan Dog, detenuto nell’incubo

Non è la prima volta che Dylan si ritrova sbattuto in cella. Anzi. Negli anni l’evento si è susseguito tantissime volte. Ma stavolta cosa cambia, oltre a trovarsi in manette e dietro le sbarre ingiustamente? In realtà la storia immaginata e scritta da Mauro Uzzeo, per la prima volta alle prese con l’indagatore dell’incubo, cela incubi e domande molto più profonde, che coinvolgono un tema e un qualcosa dal valore inestimabile: la libertà. Ma andiamo con ordine.

Dylan Dog 416

Dopo una cenetta romantica, Dylan e Ilary si imbattono nella Polizia, con due agenti di ronda intenti a scacciare brutalmente un clochard dalla strada. La coppia, però, vedendo la prepotenza degli agenti, decide di intervenire chiedendo loro spiegazioni. Ma a loro volta si ritroveranno sotto torchio dagli agenti che decidono di portare Dylan in prigione…semplicemente perché sprovvisto di documenti al seguito.

Quello appena descritto può sembrare un incipit pretestuoso, ma la storia prende una piega assai inaspettata che fa sprofondare Dylan in uno dei suoi incubi peggiori. Immaginate già di essere in una cella d’isolamento, stretta e buia (qualcuno ha detto claustrofobia?), senza che nessuno vi ascolti e con nessuna possibilità di poter incontrare le persone a voi più care. In fin dei conti, quella narrata da Uzzeo potrebbe essere una delle tante realtà che avvengono ogni giorno nelle prigioni in ogni angolo del globo, non siamo davanti alla solita favoletta nera.

Dylan Dog 416

In quel preciso momento gli incubi che prendono d’assalto la nostra lucidità e quella di Dylan, iniziano ad assumere le forme più strane e misteriose, catapultandoci nel corso della storia in un autentico viaggio fatto di dolore, ingiustizia e mostruosità dell’animo umano. Questo porterà Dylan e il lettore a riflettere sulle cose più care al mondo che ci fanno sentire veramente liberi. E a desiderarle ardentemente di nuovo.

Il detenuto di Uzzeo è una storia molto introspettiva, forse non adatta a tutti i gusti, ma pienamente in linea con gli incubi a cui ci ha abituato Dylan nel corso di centinaia di avventure. La visione onirica e oscura del vero senso di libertà, arriva dritta al cuore. E il finale… o meglio l’epilogo parziale di questa avventura che si concluderà solo il mese prossimo con l’albo 4717 dal titolo L’ora del Giudizio, che vedrà anche il ritorno di due grandi autori: Barbara Baraldi e Angelo Stano.

Dylan Dog 416

Dentro l’oscurità

Questo albo segna anche il debutto di Arturo Lauria, un illustratore già caro agli americani che hanno conosciuto Colonus edito da Dark Horse, in Italia da Edizioni Inkiostro (lo trovate disponibile su Amazon) e altre opere sempre pubblicate dalla casa editrice abruzzese.

In questo albo lo vediamo a suo agio con delle linee forti, piene e scure. È proprio l’oscurità a riempire le sue tavole. Lauria ricerca uno stile tutto suo, che forse non sarà pienamente apprezzato dai lettori abituati a tratti più fini e definiti, ma vi assicuriamo che la visione del nuovo arrivato nella scuderia di Dylan si sposa alla perfezione con i toni oscuri e oppressivi della storia narrata. Nuovo, diverso e azzeccato.

Dylan Dog 416

La cover, invece, in linea con le colorazioni dei festeggiamenti di casa Bonelli, in realtà non ci ha convinto pienamente. Gigi Cavenago, osannatissimo copertinista della serie regolare, ci ha senza alcun dubbio abituati a ben altri standard, consegnandoci stavolta una cover quasi fuori contesto (voluta dal tema in comune con le altre testate, quindi lo discolpiamo ma la cover comunque non ci piace n.d.r.) e un Dylan scarno e abbozzato… che non può reggere il paragone di Julia o di Tex di questo mese. A voi l’ardua sentenza.

Inevitabile e preannunciato l’aumento di prezzo, mentre per la serie “non tutti i mali vengono per nuocere” abbiamo notato l’aumento della grammatura della copertina, che permetterà senz’altro una migliore conservazione dell’albo; e una completa colorazione della seconda e terza di copertina, una colorazione che diventerà – secondo quanto riportato da Davide Bonelli – lo standard per i prossimi numeri.

Dylan Dog 416

Poi non dimentichiamoci della medaglia celebrativa degli 80 anni di Sergio Bonelli Editore, che, ovviamente stavolta raffigura il nostro amato Dylan. Occhio quindi al prossimo numero che regalerà ai lettori la medaglia di Groucho.

Il detenuto è solo la prima parte di una storia che parte in un modo poco convincente, per poi riprendersi e calare il lettore in un viaggio opprimente e introspettivo. Una bella prova che però necessita anche di un degno finale. L’appuntamento quindi è sempre qui tra un mese esatto, ricordandovi anche l’eccellente Dylan Dog Oldboy n.6 ancora in edicola e recensito su queste pagine. Nel frattempo, non dimenticate i documenti a casa… non si sa mai.

Cari ritornanti e affezionati dei dintorni di Craven Road,

Lunedì 3 maggio alle ore 21:00 sul canale Twitch di Cultura Pop di Tom’s Hardware Italia, parleremo di Dylan Dog, dell’albo Il detenuto appena giunto in edicola, e avremo l’onore di ospitare il premio Bram Stoker Award Alessandro Manzetti e l’illustratore Stefano Cardoselli che disegnerà per noi in diretta!

https://www.twitch.tv/culturapopita

Non mancate!

Dylan Dog #416 – Il detenuto

Dylan Dog – il detenuto è un albo ricco di novità a partire dai suoi autori, Mauro Uzzeo e Arturo Lauria, che ci consegnano una delle storie più conturbanti dell’indagatore dell’incubo. L’inizio non ci aveva convinti del tutto. Ma è bastato lo spazio angusto di una cella di isolamento e l’incubo di perdere la libertà per farci ricredere sull’incubo che il nostro Dylan sta affrontando. Una prova durissima che mette in dubbio la sua innocenza che dovrà provare nell’epilogo che scopriremo solo il prossimo mese. Il tratto di Lauria segna delle tavole diverse dal solito Dylan, linee che forse non piaceranno a tutti, ma che si sposano alla perfezione con l’oscurità della storia. La cover non ci ha convinti. Cavenago è capace di ben altro e noi lo sappiamo benissimo.

Pro

  • Una spirale oscura che ci farà riflettere sul vero senso della libertà;
  • Tavole di Lauria distanti dai canoni, ma azzeccate alla storia.

Contro

  • Le stesse tavole potrebbero non piacere ai puristi;
  • Incipit pretestuoso, anche se c’è un bel crescendo della storia;
  • Cover dimenticabile.